Antichi Greci – La religione politeista

A cura di Sara Valentino

Il termine politeismo col tempo finisce solo per designare l’opposto negativo di monoteismo, termine più moderno che implica non tanto la fede in un solo dio, ma in un dio unico ad esclusione degli altri.
I Greci ignorando il concetto di laicità non conoscono una separazione tra ciò che riguarda la sfera divina esclusivamente (quindi la religione) e ciò che riguarda il mondo degli uomini.
Nella Grecia antica possiamo dire che non esista un sacro che si opponga al profano. In che senso questo?
Nell’esprimere il loro rapporto con il divino, i Greci si soffermano meno su fede e credenza, quanto più sui rituali, eseguiti in base alla tradizione per garantirsi i buoni rapporti con la divinità.
La religiosità greca si esprime riconoscendo gli onori dovuti ad ogni divinità, l’atteggiamento corretto da tenere nei confronti degli dei è per loro: ammirazione, rispetto e giusto timore.
Essa non si fonda su un testo sacro, non è una religione fondata o rivelata, ma ereditata.
Senza ortodossia nè dogmi, impone rispetto scrupoloso dei rituali.
Nella religione greca non troviamo neppure l’esistenza di una casta sacerdotale depositaria esclusiva della verità degli dei: i sacerdoti possono essere magistrati senza necessità di avere vocazione alcuna.
Nel culto pubblico l’attore è la comunità e richiede la presenza di un sacerdote, invece ci sono casi in cui il cittadino può compiere il culto da solo ma sempre nel rispetto delle regole.
Quindi la comunicazione con gli dei non è un privilegio di pochi.
La vita nelle città greche è legata alla religione, gli dei gestiscono , oltre al destino dei singoli, anche quello delle istituzioni politiche.
Accanto agli dei più noti, troviamo altre presenze divine, quali ad esempio le ninfee o eroine legate alle tradizioni locali.
Gli dei non sono identificabili come “persone” dotate di specifica identità ma vengono solo raffigurati sotto forma umana e si possono manifestare attraverso svariati segni.
Ad esempio Zeus è una potenza divina non è una persona divina ma per l’uomo greco lo si poteva concepire come uno e molteplice in quanto si manifestava in diverse forme o aspetti.
Gli dei greci non hanno una peculiarità esclusiva nè un’etichetta non vengono cioè semplicemente chiamati : “dio di..”, ma gli viene dato un nome affidandogli una descrizione più articolata.
Ad esempio Poseidone non è semplicemente il Dio del mare, giacchè le sue competenze si estendono dagli abissi alla terra, ai terremoti, quindi il dio del mare sarebbe troppo riduttivo.
Le divinità greche non si identificano in un solo campo, prendiamo ad esempio Demetra che non è solo la Dea dell’agricoltura ma presiede anche ai misteri di Eleusi.
Allo stesso tempo in un sistema politeista come quello greco, le divinità non sono slegate fra loro nè separate, le si vede spesso raffigurate in associazioni ricorrenti.
Una caratteristica che indica quanto sia flessibile il politeismo greco è il loro approccio alle altre divinità, di altre culture; non credono certo in una fusione ma in una coabitazione tra culture religiose differenti sì.

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