Tra abiti e bellezza nel Medioevo (prima puntata)

A cura di Ilaria Savino

Prima di parlare dell’abbigliamento medievale, è doverosa una piccola introduzione sulla divisione delle classi sociali di quel tempo.

La parola Medioevo significa Età (Evo) Di Mezzo (Medio)  fra antichità greco-romana ed età moderna e per convenzione, l’anno 1000 divide il periodo medievale in due parti: l’Alto e il Basso Medioevo.

Con il termine Medioevo viene indicato un periodo di circa mille anni, relativo all’Europa occidentale e racchiuso tra due date simboliche: la destituzione del 476 di Romolo Augustolo, ultimo imperatore dell’Impero Romano d’Occidente, per mano del generale barbaro Odoacre e la scoperta dell’America, del 12 ottobre 1492. Di fatto, i motivi che portarono alla crisi dell’Impero Romano furono molteplici e antecedenti al 476.

Dal XIX al XX sec. gli storici iniziano a dare un senso unitario a questo lungo arco di tempo e lo dividono in:

Alto: IV-VII sec.

Centrale: VIII-XIII sec. (Feudalité di Bloch e Le Goff)

Basso: XIV-XV sec.

Il Medioevo abbracciando un arco di tempo così esteso non può essere considerato un periodo statico. In questi mille anni la società muterà, plasmata dagli eventi, evolvendosi, arretrando e sviluppando, poi, molteplici sistemi politici, amministrativi, economici, sociali e culturali.

Nel Medioevo la società, in gran parte, era statica e di solito divisa in modo funzionale.

Era composta da tre classi sociali o ceti:

  • Clero
  • Nobiltà
  • Popolo (definito Terzo Stato nel 1566 dal parigino Charles Loyseau)

Clero e Nobiltà erano poco numerosi, circa il 4% della popolazione totale, ma la loro funzione sociale faceva sì che avessero un peso politico notevole all’interno dello Stato. Attorno al Mille alcuni teologi elaborano un modello di ordine sociale tripartito sull’esempio della Gerusalemme Celeste: quell’ordine sociale era stato dato da Dio e ciò significava che ognuno nasceva e doveva restare nel suo ceto, un’ascesa era difficile e generalmente  non era possibile, perché avrebbe violato l’ordine voluto da Dio. Merito o ricchezza avevano poca influenza , in quanto il posto nella società era assegnato alla nascita.

Al vertice, la Chiesa con il suo clero, capace di discernere la volontà di Dio e in grado di consigliare e sostenere i sovrani.

La nobiltà e il clero “dominavano” poi i contadini e vivevano con i loro tributi in quanto questa era la “volontà di Dio”.

La formazione di autonomie e potenze locali darà vita a quegli embrioni politici che costituiranno i futuri stati nazionali europei e ciò condurrà allo sfaldamento dei poteri universali quali il Papato e l’Impero. I sovrani dei nascenti stati nazionali sfrutteranno il concetto di società tripartita per sostenere il proprio primato sopra le altre categorie sociali, invertendo l’ordine prestabilito. Per rappresentare la società alla fine del Medioevo seguiremo quindi, il classico schema a piramide, per cui avremo:

Al vertice della piramide si trovava il Sovrano, poi il Clero (Papa, cardinali, vescovi, ecc.) e, a seguire, nobiltà e popolo.

Il termine “Terzo Stato”, viene introdotto da Charles Loyseau nel suo “Traité des Ordres et Simples Dignitez”. Egli definì la società un sistema basato su una gerarchia triangolare necessaria, affermando: “… sono questi i nostri tre ordini o stati generali di Francia: CLERO, NOBILTA’ E TERZO STATO”.

 

Nelle prossime puntate andremo ad analizzare meglio le categorie sopra menzionate e gli abiti più rappresentativi di ognuna di esse.

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