Akhenaton. L’eretico – Valery Esperian

Trama

Nato diverso, nell’aspetto e nelle idee, Akhenaton ha sfidato l’eredità del padre cambiando per sempre il volto dell’Egitto e della storia. Sposando la splendida Nefertiti, “la donna più bella dell’antichità” secondo gli studiosi, ha dato vita a una delle più appassionanti storie d’amore della storia. Ma soprattutto, Akhenaton “l’eretico” ha sconvolto un impero imponendo un unico dio, Aton il sole, e guidando una rivoluzione religiosa costellata di intrighi, passioni, tradimenti e lotte per il potere. Una gloriosa e dorata utopia, in una spirale crescente di colpi di scena. Dopo diciassette anni di regno, morì in circostanze misteriose e subì una damnatio memoriae: i suoi monumenti furono abbattuti, le sue statue distrutte e il suo nome cancellato dalle liste reali.

Recensione a cura di Sara Valentino

Dove ci potrebbe portare inseguire sempre i nostri sogni? Quale porta si aprirebbe, se lasciassimo che a condurre la nostra esistenza fossero le nostre passioni?

Amenofi IV, meglio conosciuto come Akhenaton, un faraone della XVIII dinastia, ne è l’esempio indiscusso perché ha seguito il suo sogno.
Ho avuto sempre una predilezione per questo faraone, forse perchè ho creduto che in lui si potesse leggere la storia di tanti incompresi, la sua storia ci insegna a non demordere mai, ma anche a tenere sempre i piedi a terra, a non affogare nelle nostre passioni e, soprattutto, a guardarci dai falsi amici.
Tebe 1392 a.C., durante la festa di Opet il piccolo Amenofi IV rimane confinato nelle sue stanze; lui, definito nel romanzo: “uccello imperfetto, un ibis senz’ali” perchè la sfortuna ha voluto che nascesse “diverso”, (probabilmente era affetto da distrofia miotonica, in base ad alcune informazioni trovate in rete) non aveva diritto di presenziare con suo padre, il grande faraone Amenofi III e la famiglia reale, ai riti sacri.
“rabbia, odore, speranza, tutto si mescolava al sangue e alla fiamma che gli bruciava dentro, insaziabile, priva di una precisa direzione, ma fiduciosa che Aton, con ogni suo segno gliene avrebbe un giorno mostrata una”
Cresce così, con il peso di essere secondo a suo fratello Tutmosis, con la convinzione di non essere forte e coraggioso, con la consapevolezza di essere menomato anche fisicamente.
A quel tempo l’Egitto era dedito al culto di Amon, i sacerdoti del tempio avevano molto potere sulla popolazione, le offerte erano numerose; politicamente parlando era auspicabile un’unione tra il basso e l’alto Egitto tramite un matrimonio di convenienza tra il faraone, malato e in carica, Amenofi III, e una principessa Mitanna, colei che sarà poi chiamata la bellissima Nefertiti!
“Vedi Amenofi, il sole splende durante il giorno, ma sparisce alla sera per rigenerarsi e rinascere l’indomani più potente ancora. Stabilisce così un ciclo che gli consente di evitare il logorio del tempo, assicurandosi l’eternità: non possiamo stare sempre sotto la sua luce cocente, ci servono le buie sfumature della notte per mantenere l’equilibrio”
Tuttavia, anche tra le dune del deserto e le caldi notti sul Nilo, Cupido poteva scoccare la sua freccia, e lo fece, e fece centro quando per la prima volta Amenofi IV e Nefertiti si incontrarono in uno sguardo.
La sfortuna, un atto inconsulto, gli dei o gli astri in un concilio misterioso fecero sì che l’emarginato, poco amato, Amenofi IV venisse eletto faraone.

Cosa può succedere se due ragazzi si sposano per amore, hanno gli stessi ideali, sono mossi dalla medesima passione? Con il suffragio del dio Aton l’amore tra Nefertiti e Amenofi viene celebrato in questo romanzo in maniera potente (come alcuni dicono, è stata una delle più belle storie d’amore nella storia); la stessa che è stata trasmessa a noi, posteri, da geroglifici e statue che sono giunti sino ad oggi a raccontarci di questa unione, e della fedeltà di una grandissima Regina per il suo Faraone.

Amenofi IV viene tutt’oggi ricordato come Akhenaton, il faraone eretico, in quanto scelse di rinnovare il culto egizio di Amon, e di chiudere i templi a lui dedicati, per fondarne uno nuovo ad Aton (che rappresenta il sole), un culto che da politeista passò a uno più esclusivo, anche se non può essere definito monoteista.

Akhenaton fondò l’omonima capitale (l’odierna Amarna) a pochi chilometri da Tebe e indubbiamente da lì iniziò il suo declino; la classe sacerdotale in rivolta e le condizioni politiche critiche ai confini,unitamente a una possibile congiura ai suoi danni, senza contare che dall’unione con Nefertiti nacquero solo figlie femmine, furono un mix micidiale.
Pensiamo, che dopo la sua morte, subì la damnatio memoriae e i documenti e monumenti da lui creati vennero distrutti quando in Egitto furono gradualmente restaurate le pratiche religiose tradizionali e ripristinato il vecchio culto di Amon.

Questo romanzo è esattamente come un quadro che accentra l’attenzione con prepotenza, che ho condiviso pienamente, sul faraone Akhenaton sui suoi ideali e sul sole, quel sole che accompagna le sue azioni, o quel sole che a volte sembra abbandonarlo, ma di cui lui si fiderà fino alla morte.
La ricerca storica è poderosa, anche se ci sono alcune licenze che Valery Esperian (il collettivo che ha dato vita a questo secondo romanzo della serie “il romanzo dei Faraoni”) ha sapientemente mescolato per dar vita a una storia romanzata,ma vi sono alcuni particolari che ad oggi sono ancora mere ipotesi e ve n’è più d’una: la provenienza di Nefertiti dal Mitanni piuttosto che la morte di Akhenaton, ma il fascino che ammalia gli amanti dell’Antico Egitto è anche questo, il mistero che aleggia tutt’oggi su molti accadimenti.
La lettura di Akhenaton permette al lettore di stazionare sulle sponde del Nilo, all’interno dei templi, vengono minuziosamente descritti usi, costumi dell’epoca, si possono assaporare cibi antichi e le scene (anche diverse scene erotiche) sono decisamente rese vivide.
Una pecca, se vogliamo, è la poca azione, pathos o adrenalina, che però in un romanzo di questo genere è una mancanza perdonabile.
“La vita è un sogno e il sogno è la vita, la vista è solo una menzogna”

Copertina flessibile: 352 pagine

Editore: Fanucci (23 maggio 2018)

Collana: Fanucci

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8834735358

ISBN-13: 978-8834735350

Link d’acquisto: Akhenaton

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