Blog Tour – “La Torre delle Maschere” di Luigi Nardi. L’ambientazione storica

Carissimi Storythrillers, eccoci alla quinta tappa di questo BlogTour che è dedicato alla campagna del romanzo di Luigi Nardi “La Torre delle Maschere” in corso su BookRoad. 

Di seguito il link diretto alla campagna:

https://www.bookroad.it/prodotto/latorredellemaschere/

TSD vi parla dell’ambientazione storica del romanzo, la Scozia del 1300…buona lettura!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’AMBIENTAZIONE STORICA

Il testo è ambientato nella Scozia del Trecento durante la seconda guerra d’indipendenza, iniziata nel 1332, conclusasi sul campo a Durham (nella battaglia di Neville’s Cross del 1346) e sulla carta con il trattato di Berwick (1357). L’intento dell’autore è stato quello di mettere in luce quei personaggi che nel Medioevo erano comprimari nella vita di un castello. A corte si riunivano nobili e soldati, mentre le compagnie teatrali, itineranti e al soldo dei feudatari, con i loro spettacoli creavano l’atmosfera tipica dei banchetti di quell’epoca, ma il contributo degli artisti nel contesto medievale era considerevole: i palchi nelle piazze cittadine durante le feste, i carri viaggianti che si trasformavano in veri e propri teatri, i “guitti” che con i loro canovacci testimoniavano spaccati di vita comune o altolocata. Artisti e giullari contribuivano a rendere manifesti i difetti e le virtù dei sovrani, a trasmetterli al popolo, e sotto un certo punto di vista possiamo quasi equipararli agli attuali giornalisti di “gossip”. Alcuni buffoni di corte trovavano perfino la compiacenza dei loro re quando denunciavano pubblicamente il loro carattere. La seconda guerra d’indipendenza si articola in un lasso di tempo particolarmente lungo, quasi trent’anni, e si sonda tra diverse battaglie e trattati. Il testo riporta episodi che possono essere considerati un manifesto puramente dal punto di vista scozzese. Il percorso che conduce alla libertà appare di 

frequente nella storia dei regni medievali, segue le innumerevoli guerre di conquista alle quali raramente si trova un fermo. La trama della Scozia invasa dall’Inghilterra rispecchia un processo consueto nella politica del tempo, in cui le tregue vengono istituite solo per volontà della Chiesa e per il quale i regnanti ricorrono a compromessi solo quando esauriscono le risorse belliche. Ciarda, così come gli altri personaggi, si rassegna a vivere senza pace. Nutre speranza e confida di raggiungerla ma la gente stessa, in quel periodo, è convinta che la pace sia solo un miraggio. Nel testo, l’iniziale conflitto per la rivendicazione al trono di Scozia tra i pretendenti sconfina in una guerra contro il nemico inglese, di seguito entra in lizza anche la Francia, acerrima nemica dell’Inghilterra, e lo scontro assume una portata europea. Davide II e Edward Balliol, i due pretendenti al trono, entrano nelle vicende della famiglia MacElvie, e non viceversa, perché tutto nasce da quest’ultima: la causa scatenante della disputa è l’omicidio di Arthur MacElvie. L’intervento del re francese in Scozia e la riscossa dalla torre del castello di Dunbar sono opera di Ciarda; perfino il mancato arrivo dei rinforzi inglesi che avrebbero scongiurato la determinante sconfitta dei diseredati al castello di Kildrummy è la conseguenza dell’intromissione di Reeford. Per merito, e per colpa, dei MacElvie, l’autore ha tentato di riprodurre una catena di intrecci che, pur conducendo alla conclusione scontata (quella necessariamente storica), cammina sui sentieri alternativi della vita artistica del XIV secolo, in parte regolata da restrizioni e in parte libertina.

Non perdetevi la sesta tappa, domani 17 novembre, ve ne parlerà il blog Romance e altri rimedi, con un approfondimento sul testo.

 

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