Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto – Christian Jacq

Trama

Cleopatra ha appena diciotto anni quando succede al padre, Tolomeo XII.

Ha un unico obiettivo: riportare l’Egitto alla grandezza di un tempo. Sulla sua strada ci sono mille nemici – funzionari corrotti, ufficiali spietati, consiglieri sleali e persino un fratello pronto a tutto pur di strapparle il trono – eppure il nemico più pericoloso, quello che può davvero mandare in frantumi il suo potere è Roma, con la sua furia conquistatrice e il suo esercito poderoso.

Ma non c’è sfida cui Cleopatra non possa tenere testa: armata di un’ambizione senza pari e di un’ammaliante sensualità, si presenta al grande Giulio Cesare e ne diventa subito l’amante.

Vuole avere un figlio da lui, un maschio che sia riconosciuto da Roma come faraone e possa quindi regnare in pace.

Ma, dopo la nascita di Cesarione, Cesare viene ucciso e Cleopatra si ritrova a fronteggiare avversari ancora più decisi a sbarazzarsi di lei.

Finché, contro l’orizzonte della Storia, non si staglia la figura di Marco Antonio...

Recensione di Donata Beretta

Amo i libri ambientati nell’Antico Egitto; a costo però di attirare malumori continuo a rimanere convinta che Jacq non sia il mio autore.

Sicuramente bisogna dare atto che Jacq ha fatto un buon lavoro storico; non sono un’esperta di storia egizia ma i riferimenti sono molteplici e accurati, ma secondo me spesso fantomatici “interventi divini” tendono a risolvere difficoltà narrative.

La parte che meno mi ha convinta è il finale! Appare tronco! Al contrario di quel che dice la sinossi, manca la storia con Marco Antonio. Tutto si conclude con l’intervento di Ermes, mago con nome di origine greca che cerca di far riemergere in Cleopatra i suoi legami con gli antichi dei egizi, e che le prospetta l’avvenire.

“Quell’avvenire è scritto nelle stelle, desideri conoscerlo?” Cleopatra si alzò. “Mi è proibito costruirlo”?

Carino comunque l’espediente narrativo di dare per ultimo la voce al grande archeologo Champollion, che in epoca quasi moderna, rivive un attimo di magia antica.

Cleopatra è una grande figura femminile: ultima dei faraoni, colta, ammaliatrice, orgogliosa e testarda, vuole restituire a tutti i costi all’Egitto il fasto dei suoi avi anche quando tutto sembra andare contro di lei; quasi riesce ad unificare faraoni ed Antica Roma in un’unica dinastia.

Tuttavia non mi convince, non riesco a percepire potenza nel suo personaggio; gli eventi a volte mi sembrano quasi slegati, con lei che non riesce a penetrare appieno la vicenda.

Stessa sensazione che mi trasmette il personaggio di Cesare. Non riesce a coinvolgermi emotivamente. Viene dato grande rilievo alla loro storia sentimentale ma ho sempre la sensazione di leggere tanti episodi uniti male.

Cesare, il grande Cesare, esce di scena in 24 righe…

“Ci sono brutte notizie?”

“Roma, l’Africa del Nord e l’Asia Minore esigono la mia presenza”
L’imperator abbraccia la Regina.

“Quando avrò trionfato mi raggiungerai a Roma e mostrerai nostro figlio al mio popolo”

Forse questo può essere causato dalla presenza di tanti brevi capoversi e tantissimi capitoli, che tendono a frammentare la lettura e a rendere meno l’idea di continuità sia della storia che dei personaggi.

Per assurdo ho apprezzato invece moltissimo la figura della serva Carmione: così fedele e protettrice nei confronti della sua padrona, anche quando tutto gira contro di lei, sempre preoccupata di far sì che la sua Regina fosse sempre bellissima, in ordine e al sicuro; così materna e reale nei suoi consigli e nelle sue attenzioni.

Stessa cosa per il Vecchio e il suo fedele asino Vento del Nord: figure immaginarie, capaci di sopravvivere in un periodo storico molto più grande di loro e dare il giusto sguardo, a volte ironico, a volte rassegnato, a volte sopra le parti, alla vicenda. Sarà lui la guida “magica” di Champollion.

Forse il fatto di doversi confrontare con due “mostri” della grandezza di Cleopatra e Cesare non aiuta: troppo grandi sono i risvolti storici, la complessità delle loro vicende per riuscire a penetrarle appieno; basta quindi passarci sopra, avvicinarsi. I personaggi minori invece sono più vivi e realistici, forse perché meno complessi dal punto di vista narrativo.

Negli anni passati avevo letto altre opere di Jacq, che mi avevano dato la sensazione di leggere delle “favole”. Ho voluto dare un’altra possibilità: da un romanzo ambientato in terra Egizia mi sarebbe piaciuto avere qualcosa in più.

Copertina flessibile: 333 pagine

Editore: TRE60 (22 giugno 2017)

Collana: TRE60

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8867023861

ISBN-13: 978-8867023868

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