I quattro enigmi degli eretici – Armando Comi

Trama

Autunno 1342. Roma è macchiata da un crimine abominevole. Un cavaliere cinto da una corona con dieci corna uccide un neonato per impedire l’avverarsi di un’inquietante profezia. Il piccolo sembra essere colui che un giorno erediterà uno specchio che porterà sciagure nel mondo. Cinque anni dopo, il giorno di Pentecoste, il tribuno romano Cola di Rienzo esce di prigione con l’intenzione di realizzare una predizione ricevuta in sogno, ma il suo destino si incrocia con un messaggio che giunge dal passato e lo incita a mettersi alla ricerca di uno specchio occulto, lo Speculum in Aenigmate. Si tratta di un manufatto realizzato con la pietra incastonata nella corona di Lucifero, prima della caduta, capace di stravolgere le sorti dell’umanità. La sua non è una ricerca solitaria: da secoli due sette cercano di entrarne in possesso ed entrambe tramano alle spalle di Cola per manovrarlo. Cosa sono disposti a fare coloro che cospirano per impossessarsi dell’oscuro oggetto della profezia?

Recensione a cura di Chiara Guidarini

Pensare a Roma significa pensare a templi, acquedotti, rovine.

Mura di pietra che rivelano le gesta di una civiltà scomparsa ma mai dimenticata, ancora capace di affascinare, di raccontarsi, sussurrare le proprie storie a chi sa coglierne l’intrinseco valore.

È questo il caso di Armando Comi, che nel suo primo romanzo storico affronta la vita e le vicissitudini di un personaggio affascinante e complesso, storicamente esistito: Cola di Rienzo.

La primavera romana tinse il cielo di ogni gradazione, dall’azzurro all’arancione, il profumo delle rose faceva riemergere la malinconia per un passato mai vissuto

Una capitale disfatta, il papato trasferito ad Avignone: l’eco di un potente impero andato distrutto.

Roma vive sulle sue stesse macerie. Roma è vinta, avvilita, in preda a turbamenti caotici sia a livello politico che religioso. In questo clima di tensione si fanno sempre più potenti le famiglie nobili dei Colonna e degli Orsini che impongono una sorta di tirannia sui più deboli, fino ad affamarli. È quasi facile, per Cola di Rienzo, uomo di spiccate capacità politiche e grande oratore, accattivarsi la simpatia della plebe e diventare tribuno spinto dall’esempio di un antico predecessore: Tiberio Gracco.

Tra profezie, falsi miti, sette e dicerie, la storia prosegue in un mosaico di colpi di scena capaci di avvinghiare il lettore e imprigionarlo in una tela costellata di aneddoti storici e spiritualità.

Sembrerà di camminare tra le strade della Roma antica, e non ci sarà da stupirsi se si urta qualche guerriero o qualche mercante; o se a un certo punto si sentirà Cola di Rienzo gridare, incitare il popolo alla battaglia o all’armarsi di spada e lancia per andare alla ricerca di qualcosa di unico e prezioso, lo “Speculum in Aenigmate”: lo specchio che ha riflesso Dio nel momento della creazione.

In un’epoca in cui le superstizioni la fanno da padrone, unite alla tirannia imposta dalle sette e dai nobili nonché dai presupposti dei Papi e Vescovi, ci troviamo dinnanzi a una popolazione ingenua e capace di seguire chiunque, anche chi, come Cola di Rienzo, ha un ruolo centrale ma non incarna assolutamente l’ideale dell’uomo perfetto, o del grande condottiero come poteva essere Augusto. Non è il personaggio buono, tutt’altro. E non è nemmeno il cattivo. È un uomo, con pregi e difetti, perfettamente descritto e incentrato nell’epoca in cui vive.  

Poco sappiamo della sua vita privata in effetti: la storia si svela lentamente, pagina dopo pagina, fino a svelare tutti i segreti in un climax sempre crescente di emozioni.

Nel silenzio della preghiera, le pagine del quaderno di Cola frusciavano come foglie secche schiacciate. Il tribuno perso nei propri appunti diede le spalle ai compagni, diretto verso il proprio esercito.

Storicamente, Cola di Rienzo è un personaggio affascinante e molto complesso: dalla tempra forte e dalle grandi capacità dialettiche, di bell’aspetto e con abilità politiche, cade poi in disgrazia una volta raggiunto l’obiettivo. La sensazione è quella che, una volta arrivato al potere, si sia come “adagiato” passando da vittima a carnefice e instillando il popolo a rivoltarsi contro di lui. Una sorte non diversissima da quella riservata all’antico predecessore che desiderava emulare.

Ci troviamo al cospetto di un romanzo dove una grande ricostruzione storica incastra ogni tassello in un quadro narrativo di eccezionale pregio: la lettura è semplice e scorrevole, mai ripetitiva o pesante, e funzionale grazie anche alle tavole disegnate che raffigurano gli indizi, e che spronano il lettore a indovinare il passo successivo che Cola dovrà compiere per raggiungere l’obiettivo.

Non mancano gli elementi paranormali, in questo romanzo, anche se in realtà possono sposarsi bene nel quadro complesso dell’epoca. Non mancheranno quindi interpretazioni di sogni, teschi parlanti, morti che tornano in vita per breve tempo rivelando oscure profezie.

I personaggi storici sono eccezionalmente resi, come pure quelli inventati come Giovanna Colonna: spietata, intrepida, con un passato oscuro alle spalle che l’ha temprata più del dovuto, per la quale è possibile provare al contempo odio e amore, o Luna, maga, fattucchiera, strega… ma anche donna divisa tra valori diversi, fino ad arrivare all’emblematico Pseudo da Gerusalemme, ombra su cui gravita tutta la narrazione.

Grazie alla vivacità della storia il lettore non si trova mai perso: Roma rivive in queste pagine; i suoi templi nuovamente integri e le sue alte colonne ancora capaci di solcare il cielo, ma anche le strade, i sentieri, i vicoli che conducono lontano, fino a Firenze.

Sai già di essere il predestinato. Devi portare a termine la ricerca che hai intrapreso.

L’immagine evocata da questa frase è quella dei cavalieri alla ricerca del Graal. Ma non è un calice, questa volta, l’oggetto magico, quanto uno specchio.

E quanti significati dietro a uno specchio, capace di distorcere la realtà, ribaltando l’immagine riflessa in una sorta di mondo contrario dove gli enigmi si svelano tutti, uno dopo l’altro, intersecando il proprio significato come il riflesso di uno specchio nello specchio.

Copertina rigida: 384 pagine

Editore: Newton Compton (19 aprile 2018)

Collana: Nuova narrativa Newton

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8822714520

ISBN-13: 978-8822714527

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