Ieri medicina, oggi bibita modaiola: è la…

La beviamo o l’abbiamo bevuta quasi tutti, la troviamo al bar, sugli scaffali dei supermercati, la vediamo nelle pubblicità in tv, qualcuno la ordina al ristorante o in pizzeria, ma quanti di noi conoscono la storia della Schweppes? Ci siamo mai chiesti da dove venga? Molti la credono un prodotto dell’industria moderna, se non addirittura contemporanea, e invece…
E invece la storia di questa arcinota bevanda è una storia importante, e per trovare le sue radici dobbiamo andare indietro nel tempo, molto indietro. Programmiamo dunque la macchina del tempo, impostiamo il navigatore su Ginevra e il “tachianno” sul 1783 e… andiamo a conoscere Johann Jacob Schweppe. A lui, infatti, dobbiamo, l’Acqua Tonica Schweppes.

Johann Jakob Schweppe era un argentiere e orologiaio di Ginevra.
Nel 1780 Schweppe, sviluppando un’invenzione di Joseph Priestley, ideò un sistema a livello industriale per la cattura e l’imbottigliamento delle bollicine. Nel 1783, poi, addizionò all’acqua limonata delle tavolette di chinino… fino a brevettare ciò anche come ausilio medico. Quella che oggi, dunque, è una bibita modaiola, ieri era una medicina.

Ma qui dobbiamo fare un ulteriore passo indietro indietro nel tempo, andiamo in Perù, e precisamente nel XVII secolo.
La leggenda narra che nel 1638 la contessa Ana de Osorio Chinchón, moglie del viceré del Perù, Luis Jerónimo de Cabrera, malata di una misteriosa febbre molto alta, venne curata con rimedi tradizionali indigeni ottenuti lavorando la corteccia di un albero; il nome “chinino”, dunque, deriverebbe appunto dalla contessa di Chinchon.
Fu da allora che, per proteggersi dalla malaria, ai coloni britannici in India fu consigliato di bere chinino.  E da allora, per oltre 100 anni, il chinino è stato usato come farmaco contro la malaria, e non solo.
Per non sentirne il sapore amaro, però, essi lo mescolarono con zucchero, buccia d’arancia e acqua. Da qui, infatti, deriva la comunissima Acqua tonica.
Acqua tonica che riscosse subito un grande successo, fu approvata dai più grandi medici e venduta (principalmente in farmacie) come terapia per molti malanni.
Dunque Schweppe non fece altro che aggiungere le bollicine all’acqua tonica, brevettare la bevanda, creare L’Acqua Tonica Schweppes, e farla diventare una bevanda di moda.
Per trattenere il prezioso gas contenuto nell’acqua gassata, venne sviluppata una bottiglia nuova e più resistente con un design a forma ovale. La bottiglia veniva posata sul fianco, in tal modo il tappo rimaneva sempre bagnato e facendolo allo stesso tempo si ingrandiva e tratteneva le bollicine più a lungo (che poi è lo stesso principio per il quale anche le bottiglie champagne, e degli spumanti in genere, si tengono distese, no?!). A causa della sua incapacità di reggersi in piedi da sola, la bottiglia divenne nota con il nome di “bottiglia ubriaca”.

Il successo dell’Acqua tonica di Schweppe fu tale che la Fondazione Schweppe ne divenne fornitore ufficiale dell’Impero britannico nel 1831. Soddisfaceva in pieno, infatti, il gusto dei britannici che tornavano dal soggiorno o dal servizio militare nelle colonie indiane dove si erano abituati al sapore del chinino (preso per precauzione, appunto, contro la malaria) e che avevano imparato a mischiare allo zucchero e ad altri gusti, compreso il Gin.
Piccola curiosità ulteriore: fu nel 1825 che la British East India Company in India iniziò a mescolare il tonico di chinino con il gin per renderlo più appetibile. Da dove credete sia nato il famoso il famoso e noto long drink, Gin Tonic?

Nel 1851 Schweppe con la sua Fondazione consolida la propria posizione di leadership nel settore del beverage divenendo la bevanda ufficiale della Grande Esposizione delle opere dell’industria di tutte le Nazioni. Nel 1851 al Crystal Palace di Londra, preso d’assalto da migliaia di persone da tutto il mondo, Schweppe distribuisce acqua tonica per tutto il giorno. E la fontana, posta proprio all’ingresso, diviene parte fondamentale del design del marchio, e la troviamo ancora oggi sulle confezioni di Schweppes.

Questa bevanda oggi, così come l’Acqua Tonica in generale, è costituita da pochissimo chinino, quanto basta da renderlo gradevole al gusto.
Se si volesse combattere i sintomi della malaria con l’acqua tonica moderna, o con una Schweppes bisognerebbe bere l’equivalente di dieci gin tonic al giorno.

Avreste mai pensato che da un rimedio per malattie potesse nascere una bevanda modaiola?
E ora tutti a gustarci un bel bicchiere di Schweppes fresca e magari accompagniamo la fresca pausa con un buon libro?
Noi ci abbiniamo Il Resuscitatore. Il romanzo del dr. Frankstein italiano di Lorenzo Beccati (DeA Planeta)
Il perché di questo abbinamento lo potrete scoprire solo leggendo il libro…

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