Il codice dell’inquisitore – Vania Russo (Vol. 1)

Trama

All’apice della carriera, e a un passo dal conquistare una fama internazionale, il giovane dentista Ermes Ruggeri accetta di trasferirsi da un blasonato Centro Medico di Milano all’isolata e leggendaria Valle dello Stizzon, alle pendici del Monte Grappa, dove scopre strane incidenze patologiche e l’esistenza di decessi non chiaramente spiegabili, tra i quali quello del dentista che lo aveva preceduto.
In un vortice crescente di legami che si intensificano, distruggendo le barriere di freddezza e incapacità di relazionarsi di Ermes, grazie anche all’incontro travolgente con una paziente, Emma, l’indagine medico scientifica lo porterà a un confronto inatteso e decisivo: quello con il Codice dell’Inquisitore, un trattato di medicina risalente al 1600 redatto da Lazzaro, medico ebreo vissuto alle pendici del Grappa e protetto da uno dei più influenti inquisitori della Serenissima Repubblica: Ruggero Valenti. Ermes dovrà lottare contro la propria razionalità – e la brama di successo – per poter entrare in un mistero nato nel cuore della Venezia del Seicento, tra cospirazioni politiche, esoterismo e alta finanza farmaceutica.

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Ci sono menti a Venezia che molto presto usciranno allo scoperto, ci sono uomini che stanno tramando nell’ombra, per agire quando il momento sarà favorevole. Molto presto, il Leone si opporrà di nuovo a Roma.”

So che cosa starete pensando: il solito libro che marcia sull’onda dell’entusiasmo per inquisitori, monaci incappucciati, torture, e caccia alle streghe. Beh, se leggerete questo libro vi dovrete ricredere. L’idea di fondo di questo romanzo, il primo di una trilogia, è diversa.

Seren del Grappa

Certo, l’Inquisitore lo abbiamo: Ruggero Valenti della Serenissima Repubblica di Venezia. Anno 1600. Siamo in Veneto, nella valle dello Stizzon, Seren del Grappa. Ruggero è a caccia dell’assassino, in odore di eresia, Nani Azzone, accusato di aver ucciso delle nobildonne Veneziane e fuggito nel Feltrino.

Nel corso della sua indagine viene a contatto con Lazzaro, un medico ebreo convertito al cattolicesimo alle pendici del monte Grappa, il quale ha redatto un trattato di medicina rivoluzionario, in completa antitesi con il dogma di Santa Madre Chiesa. Ciò che dalla superstizione popolana viene identificata come possessione demoniaca, per Lazzaro ha fondamenta scientifiche, una spiegazione razionale che non può risolversi in una maledizione lanciata dal tiranno Ezzelino da Romano quasi trecento anni prima.

Le conoscenze del medico ebreo, trasferite nel trattato di cui sopra, possono essere un’arma pericolosa nelle mani sbagliate. L’inquisizione cattolica non può permettere la divulgazione di tali teorie, che ridimensionano la presenza e l’insistenza del Maligno nella vita quotidiana, ma Ruggero ha una visione diversa. L’inquisitore di Venezia ha una mente razionale, una mente logica che quasi stona con il suo incarico. Ruggero non segue pedissequamente i dogmi della Chiesa, è affascinato dalle conoscenze ancestrali, metafisiche, che sfociano nell’esoterico, è convinto della bontà e dell’innocenza del medico ebreo, e decide di proteggerlo a costo di crearsi nemici potenti e pericolosi.

Nella serenissima Repubblica di Venezia ci sono troppe ombre in movimento. La Fratellanza degli Illuminati, una congregazione composta da vari personaggi illustri della città lagunare, di nobili, di medici e di speziali, alla ricerca continua di pretesti e motivazioni per screditare il Papato e Roma, ha messo gli occhi addosso a Lazzaro e alle tesi che riporta nel suo manoscritto. Scatta quindi una caccia all’uomo che Ruggero Valenti cercherà di sventare, proteggendo il medico ebreo da una lotta più grande di lui, che lo porterebbe di certo a soccombere stritolato dagli interessi in gioco.

L’ambientazione del romanzo è uno sfondo meraviglioso: alle pendici delle alpi, Feltre, Seren del Grappa e tutta la campagna bellunese sono descritte in modo preciso ed evocativo dall’autrice.

E poi Venezia. Vi siete mai resi conto come un libro storico, se ambientato a Venezia, anche solo di passaggio, assuma un’aura diversa, quasi magica? Se poi Venezia è descritta come in questo libro state certi che vi sentirete trasportati in un’altra epoca senza accorgervene. E la cosa più incredibile è che solo tre capitoli sono ambientati lì. Ma la Serenissima c’è comunque, aleggia, permea le atmosfere del libro facendo sentire la sua presenza arcigna, massiccia e potente.

Pensate sia tutto? No perché finora vi ho parlato solo del piano temporale storico del libro, ma nel filone parallelo e contemporaneo si sviluppa la vicenda del dentista Ermes Ruggeri (“Ruggero” Valenti è l’inquisitore, ricordate?). Catapultato negli stessi paesini del bellunese, 400 anni dopo, si imbatte in una ricerca medica interrotta all’improvviso dal suo predecessore, morto in circostanze poco chiare.

Ermes è un personaggio a mio parere davvero ben riuscito. Un medico dal carattere spigoloso, a tratti burbero, distaccato. In un paesino di poche anime e due soli bar, impiega diversi mesi prima di dare del tu alla cameriera. Un uomo tutto d’un pezzo, con in testa la carriera e la ricerca. Obiettivo, diventare qualcuno, far brillare il proprio nome nell’Olimpo della medicina, portando a termine quanto iniziato dal predecessore e riscuotendone l’intero il successo. E l’obbligo morale? Si è disposti davvero a calpestarlo sotto le scarpe per la fama? La risposta potrebbe sorprendervi.

In tutto questo, cosa lega una ricerca medico-scientifica contemporanea ad un piano esoterico-filosofico del 1600, tra inquisitori, eretici, medici, e Illuminati? Ecco dove risiede il fascino dell’idea di Vania Russo. Il collegamento tra i due piani temporali è molto interessante. Il nodo si scioglie nelle ultime quindici pagine e questo tiene il lettore incollato al libro fino alla fine (ed è proprio quello che mi è successo, fino a notte fonda per concludere la lettura, provare per credere).

Lo stile di scrittura dell’autrice è a tratti poetico, le similitudini utilizzate per descrivere un paesaggio o un’ambientazione specifica in certi punti sono sorprendenti. Ho trovato un buon mix tra dialoghi, descrizioni e azione con solo alcuni momenti di lettura meno scorrevole, che non inficiano comunque il risultato finale.

Chiusa l’ultima pagina del libro la voglia di continuare con il secondo episodio era fortissima. Essendo una trilogia, alcuni punti in sospeso saranno spiegati negli altri libri che la compongono. Se non fossero state le 2 di mattina di certo avrei continuato.

Copertina flessibile: 292 pagine

Editore: Panda Edizioni (15 settembre 2018)

Collana: Il codice dell’Inquisitore. La trilogia dell’Inquisitore

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8893781298

ISBN-13: 978-8893781299

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