Il Dio sordo. Mia immortale amata – Antonio Scotto di Carlo

Trama
L’anima di un giovane del XXI secolo viene risucchiata indietro nel tempo dall’irresistibile potere della musica, finendo nel corpo di un coetaneo della Vienna del 1808. Qui il protagonista assiste al leggendario concerto in cui Beethoven presenta la sua Quinta, entrando poi nelle sue grazie fino a diventare il suo servitore. Attraverso di lui viviamo le vicende di Beethoven: l’amore segreto, la passione per la musica, l’inesorabile decorso della malattia, i travagliati rapporti con la famiglia e le sue paure di uomo.

Recensione a cura di Maria Marques
Antonio Scotto di Carlo,l’autore di questo romanzo,sceglie di raccontare il viaggio nel passato di un giovane dei nostri giorni,appassionato di musica classica e non solo. Il romanzo ha quindi un incipit bizzarro,quasi divertente nella sua irrealtà, un risvegliarsi in un paese di cui non si conosce la lingua e soprattutto in un altro tempo. Un po’ il sogno di molti con la possibilità, magari, di incontrare un personaggio storico che si ama, cosa che puntualmente avviene; però l’autore va oltre, scrive una biografia romanzata della vita di Ludwig van Beethoven in un periodo abbastanza circoscritto dal 1808 al 1821 circa.
Questo è un libro in cui si parla ovviamente di musica, ma anche di amicizia, di dolore e di amore. Un romanzo in cui il protagonista è un uomo che vive di musica e per la musica, in un epoca inquieta che vede l’astro di Napoleone e la sua parabola discendente, eserciti che colpiscono proprio la città di Vienna dove si svolge la narrazione sino al Congresso che ridefinisce l’assetto europeo.
La musica di Beethoven per un ascoltatrice profana come la sottoscritta non è semplice, è una porta che si apre sull’introspezione , sull’osservazione, percorsa da a volte da brividi di angoscia e tristezza,un preludio al romanticismo. E’ chiaro quindi che come in gioco di specchi, l’animo del compositore non sia semplice, solare, tuttavia il protagonista riesce a scalfirne la corazza di riservatezza ed a diventarne servitore, poi amico ed infine confidente.
Attraverso le pagine emerge un Ludwig cordiale, ironico con gli amici intimi,un uomo attento alle sue finanze ma anche un uomo solo, che ha rapporti complicati con i suoi famigliari e che si ritroverà a convivere con la malattia dal decorso progressivo che lo porterà alla sordità :”potrà solamente ricordare com’era una musica… Almeno fino all’anno scorso ,quando poggiava l’orecchio sul pianoforte riusciva a sentire qualcosina. Ora usa il tatto,non percependo altro che le vibrazioni della cassa armonica”.
Sicuramente la sordità a cui Beethoven deve sottostare influirà sul suo carattere già spinoso, sul suo modo di vedere il mondo e naturalmente sulla sua musica :”ogni musica è la traduzione sonora di un sentimento intimo forgiato dalla propria personale e inimitabile sensibilità”.
Il titolo del romanzo rimanda anche ad una storia d’amore, quella con “l’amata immortale” citata in tre lettere e la cui identità è un enigma per gli studiosi del compositore, mentre l’autore segue le teorie che la identificano con la contessa Josephine von Brunsvick.
Un romanzo corposo, in cui spesso i dialoghi la fanno da padroni ,quasi come in una sceneggiatura che in alcuni casi ho apprezzato ed in altri ho trovato un poco eccessivi. Lo stile di Antonio Scotto di Carlo è lineare , elegante ed a tratti ricercato, ma comunque sempre gradevole ed ha il pregio di riuscire a tradurre la musica in parole. E’ difficile descrivere la musica. La musica ti avvolge ed ha la capacità di astrarre e portare in un altro mondo dove i suoni, i temi le melodie si fondono,si intrecciano,si librano nell’aria sollevando l’anima,lo spirito in un universo dove l’udito diventa sovrano e padrone della mente: “la musica sa raggiungere l’Anima comunicandole in modo diretto tutto la propria intrinseca Bellezza, aggirando i sorvegliatissimi avamposti della Vista e senza che l’Intelletto possa farsi una ragione del nostro turbamento”. L’autore ha un talento incredibile nel “raccontare” la musica,nel consentire al lettore anche senza competenze specifiche, di immedesimarsi in quel momento creativo che fa nascere una melodia.
Alcuni spunti ironici,strappano sorrisi, come quando il giovane servitore per suggerire a Beethoven frasi d’amore, cita brani tratti delle canzoni di Claudio Baglioni, spacciandoli per sue creazioni e strabiliando il maestro per la profondità dei sentimenti.
Un romanzo autoconclusivo, per scoprire un grandissimo compositore, anche se si comprende che la narrazione avrà un seguito, un romanzo per chi ama la musica , un romanzo soprattutto per avvicinare nella vita quotidiana un uomo, un mito del panorama musicale di tutti i tempi.

Copertina rigida: 504 pagine

Editore: Youcanprint (1 gennaio 2012)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8866185965

ISBN-13: 978-8866185963

Link d’acquisto: Il dio sordo 

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