Il fiore e le spade – Alfred Mason

Trama

1718. Clementina Sobieska, figlia del principe di Polonia, è promessa sposa di Giacomo Stuart, il “principe esiliato”, che con questa unione formerebbe in Europa un partito a lui favorevole. A impedire le nozze interviene l’imperatore Carlo VI d’Asburgo che, sotto consiglio di Re Giorgio I di Gran Bretagna, fa rapire Clementina per confinarla in un castello a Innsbruck.
Ma il nobile Carlo Wogan, fedelissimo dello Stuart, non si arrende a che la Storia non si compia: Clementina deve sposare il principe, lei è nata per essere regina. Wogan si impegna in prima persona a che questo avvenga e promette di liberare la Principessa.
L’impresa, però, è troppo ardua per una sola persona, e Wogan ha bisogno dei suoi amici, pochi ma fidati, il fior fiore dell’Irlanda, tre ufficiali del Dilon’s Iris Regiment.
A bordo di una berlina, al pari dei protagonisti, si viaggia in un romanzo storico ricco di avventure e colpi di scena da vivere avvolti in un mantello e armati di spade, sempre col fiato sospeso, pronti a destreggiarsi tra inganni e verità, favole e sogni.
Su tutto sembra prevalere una sola parola: l’onore. Ma si è davvero pronti a sacrificare tutto per l’onore?

Recensione a cura di Roberto Orsi

VociRiscoperte è una novità targata Scrittura & Scritture, che ripresenta al pubblico romanzi del passato. In questo caso non si tratta dei grandi classici che conosciamo tutti, ma di testi troppo presto dimenticati, di autori stranieri e italiani, ri-editati, tradotti nuovamente e resi disponibili ai lettori, curiosi di scoprire (anzi riscoprire in questo caso) storie meno conosciute ma ugualmente cariche di fascino.

“Il fiore e le spade” di Alfred Mason, insieme a “L’amazzone del deserto” di P. Nikolaevič Krasnov, inaugurano questa nuova collana che sono sicuro regalerà grandi emozioni.

Giacomo Stuart

Il romanzo di Mason, pubblicato con il titolo “Clementina” nel 1901, appartiene al genere “cappa e spada” con un’azione incalzante e un ritmo travolgente. La principessa Clementina Sobieski, figlia del principe di Polonia, è promessa sposa del principe Giacomo Stuart d’Inghilterra, esiliato in Italia, ma parafrasando un altro scrittore del passato “questo matrimonio non s’ha da fare!”. L’imperatore Carlo VI D’Asburgo, consigliato dal Re Giorgio I d’inghilterra, vuole impedire le nozze e lo fa incarcerando la principessa e sua madre a Innsbruck durante il viaggio che la doveva portare in Italia.

Carlo Wogan, fedele servitore del Principe Giacomo I Stuart , preme per ottenere l’incarico di liberare la principessa Clementina.

“Signore”, disse con calore “non vi ho mai raccontato che la principessa Clementina, quando da bimba giocava con i suoi compagni, aveva un gioco favorito. Lo chiamavano i Re le Regine, e in quel gioco la Principessa era sempre scelta come Regina d’Inghilterra”.

Era la verità; una pura coincidenza, se volete, ma per entrambi, i pronostici e i presagi erano le cose più importanti del mondo. Gli argomenti possono essere controbattuti da argomenti, le discussioni distruggono sempre le speranze; ma nei presagi il destino è manifestamente rivelato prima del tempo.

Ottenuto il lasciapassare del Principe Stuart, Carlo parte per un viaggio arduo e periglioso, non solo a livello fisico e materiale ma soprattutto emotivo.

Non è una semplice missione, la sua. Insieme ai fedeli amici, il tentativo di liberare Clementina dalla prigionia, con astuzia e audacia, si trasforma presto in un viaggio introspettivo. Carlo dovrà fare i conti con il proprio io, con i propri sentimenti, le paure e i timori più infidi.

“Signore”, confessò “le donne sono per me creature strane e inesplicabili. Le loro parole, i loro sguardi, le loro forme graziose e delicate, le ragioni che le persuadono, i pensieri nascosti dai loro occhi… tutte queste cose le rendono persone di un mondo diverso dal mio. Invidio a volte gli uomini che possono vivere loro vicino, parlare con loro senza avere paura, godere della loro intimità e comprendere i loro complessi pensieri. Esisteranno poi tali uomini?”

Impossibile non farsi catturare dalle parole e dalle scene descritte da questo autore britannico. Un romanzo permeato dei valori di lealtà e caparbietà. Per un alto obiettivo, i protagonisti affrontano le difficoltà della missione senza perdere quel velo di ironia che li rende umani e non super eroi.

“Senza passione non possono esserci grandi cose”

Giorgio I d’Inghilterra

Ed è proprio la passione che fa capolino nel momento più delicato e si scontra con l’onore, con la parola data, con l’integrità morale di un uomo, Carlo, che è costretto a rimanere al proprio posto per il bene comune di una nazione e di una dinastia.

Fa quasi tenerezza vedere un uomo come lui, avvezzo alle imprese più avventurose, senza paura dei nemici più spietati, battersi anche con quattro persone contemporaneamente, uscirne indenne e poi quasi cristallizzarsi di fronte ai sentimenti e alle donne. Quando quel sentimento chiamato amore, lo colpisce alla bocca dello stomaco, tutto diventa meno chiaro. E’ un fedele servitore della corona, ma quanto sarà difficile per lui rinunciare a quello che prova e portare a termine la sua missione? Quanto gli costerà tutto questo?

Con quel passo che stava per fare, varcava la soglia di una prigione, è vero, ma di una prigione intima e calda, per affrontare una notte di bufera e di ghiaccio. Aveva davanti a sé la strada d’Italia, ma era una strada irta d’ignoti pericoli, attraverso montagne ammantate di neve.

Per concludere credo che due menzioni speciali siano d’obbligo. Una alla casa editrice per l’encomiabile progetto che ha deciso di realizzare e di cui vi ho già parlato e l’altra alla traduttrice del testo Sabina Ferri che è riuscita a donare quel tocco di eleganza e classicità senza perdere la connotazione avventurosa del romanzo.

 

Copertina flessibile: 351 pagine

Editore: Scrittura & Scritture (29 novembre 2018)

Collana: VociRiscoperte

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8885746071

ISBN-13: 978-8885746077

Peso di spedizione: 376 g

Link d’acquisto: Il fiore e le spade

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