Il fiume si divide. L’impero di acciaio – Claudio Bolle

Trama

Una strana nuvola in cielo investe un’auto con quattro colleghi. Un lampo e si trovano in un paesaggio diverso, con un camion militare alleato che sta per fermarsi accanto a loro. Un altro lampo e il paesaggio cambia ancora. I quattro nostri contemporanei e i tre soldati della seconda guerra mondiale scopriranno di essere arrivati nella Roma di Tiberio. Per sopravvivere e affermarsi in quell’ambiente così estraneo dovranno tirar fuori grinta, determinazione e qualità che non immaginavano di avere. Nasceranno nuove amicizie e nuovi amori, saranno amati, odiati, stimati e combattuti. In questo primo libro, come in tutta la trilogia, l’ambientazione storica è accurata, i protagonisti sono a volte divertenti e spesso trasgressivi, tuttavia rimangono persone comuni, nelle quali sarà facile riconoscersi.

Recensione a cura di Maria Marques

Chi non ha mai sognato un viaggio nel passato? Credo proprio che nessuno che ami la storia non sia stato stuzzicato da questa fantasiosa opportunità, almeno una volta: un balzo indietro, nel fiume del tempo, per assistere ad un avvenimento, incontrare un personaggio o semplicemente camminare in un’altra epoca.

È necessario quindi che il lettore che intenda avvicinarsi a questo a libro, abbandoni ogni preconcetto e giunga ad immaginare che una fantomatica forza cosmica, sotto forma di bolla energetica, racchiuda nel suo interno quattro persone, nostri contemporanei, e li depositi in un primo salto temporale durante la seconda guerra mondiale appena in tempo per intercettare un camion militare con a bordo tre soldati americani.

Non era solida e non era di materia, non come la conosciamo: era una bolla di energia, del diametro di circa venti metri, ma che variava a seconda delle situazioni e la sua massa era quasi insignificante. Vagava nell’universo da sempre, una scoria dell’esplosione che lo aveva generato, ignara di tutto, spinta dalle forze che lo governavano, ma comportandosi come se le ignorasse.

Immaginiamo che cosa accadrebbe, se incontrassimo i nostri nonni negli anni 40’ del secolo scorso? Credo che appariremmo ai loro occhi provenienti da un futuro lontanissimo e quanto mai assurdi. Sempre utilizzando la fantasia, supponiamo che durante questo incontro, i soldati americani non si spaventino troppo, non ci scambino per spie, non usino le armi di cui sono dotati per difesa, ma che capiscano che qualcosa di bizzarro è accaduto e che la curiosità che loro provano nei nostri confronti è ricambiata. Tuttavia la bolla energetica non ha ancora completato il suo bizzarro percorso, per cui riattivandosi ingloba i sette umani ed i rispettivi veicoli e li deposita molto, molto più indietro nel tempo precisamente nel 22 d.C., nelle campagne intorno a Roma, durante il regno di Tiberio. La domanda che sorge spontanea è: che fareste?

I quattro italiani, Mara e Paolo, marito e moglie e Laura e Cesare, colleghi di Paolo, non si perdono d’animo, e decidono di intervenire attivamente nella “Storia”, stravolgendola, donando all’imperatore, per il bene del popolo romano, alcune nostre invenzioni e conoscenze.

Il nostro obiettivo dovrebbe essere tentare di fare in modo che l’Impero non crolli su sé stesso com’è avvenuto e non diventi preda dei barbari per quasi mille anni.

Parcheggiata la jeep ed il camion militare davanti al Palazzo imperiale, si avviano follemente inconsapevoli nella loro avventura, scoprendo che la società romana non è poi così arretrata e che lo stesso imperatore è un signore gentile ed entusiasta del progresso, nonché, non ditelo in giro, amante dei gatti che sorprenderà i suoi interlocutori per le sue argute riflessioni.

Non so come potrete, come potremo cambiare la storia se è, appunto, storia, ma soltanto il fatto che siate qui, gli eventi di oggi e quanto ci siamo detti dovrebbero averla già cambiata. Lasciamo discutere ai filosofi le implicazioni, noi guardiamo alle cose concrete.

L’autore, Claudio Bolle, in questo primo libro, dosando conoscenze storiche e fantasia, introduce il lettore in un mondo lontano, a cui i protagonisti guardano, non con l’animo di archeologi o di semplici osservatori, ma con la voglia di dimostrare le proprie capacità professionali ad un pubblico attento a coglierne le implicazioni future e quanto mai curioso. Non è un romanzo storico, sebbene l’autore utilizzi le sue indubbie conoscenze dell’epoca cui fa riferimento (ad esempio le descrizioni di alcune attività, delle terme, della struttura e dell’organizzazione cittadina) ma, inserendo delle “varianti” alla storia ufficiale, costringe il lettore, che piaccia o meno, a cedere alla fantasia.

La trama scorre abbastanza rapidamente, ci sono degli accenni a personaggi che si intuisce nei libri successivi della serie, diverranno più rilevanti, inclusi anche i tre americani (tra cui vi è un medico la cui formazione professionale si presume sarà utile) che però, per il momento, vengono relegati in una posizione molto marginale a causa della loro non conoscenza del latino.

Se piace il genere, è una lettura gradevole, avvisando però che per poterne apprezzare a pieno la trama, non ci si può fermare alla lettura di questo primo libro.

Se poi, vi chiedeste che cosa “i nostri” abbiano appreso dai romani, oltre a parlare il latino…Ebbene sì, qualcosa lo apprendono, si potrebbe definire un tipo di ”otium”, non proprio nel significato ufficiale della definizione romana, e soprattutto declinato in varie forme, ma per scoprire quali, dovrete leggere il libro di Claudio Bolle.

Copertina flessibile: 420 pagine

Editore: Lettere Animate (27 aprile 2017)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8871120027

ISBN-13: 978-8871120027

Link d’acquisto volume cartaceo: Il fiume si divide

 

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