Il guanto segreto di Re Mida – Nicolò Marino

Trama
Bologna, 2017. Lorenzo Venturi, giornalista ed esperto di storia dell’arte, è inviato alla conferenza dell’illustre archeologo Miguel Navarro, dove è stata annunciata la rivelazione di una scoperta strabiliante. L’evento però è interrotto dall’improvvisa morte di Navarro e da una terribile sparatoria. Venturi intuisce di trovarsi di fronte a una storia intricata. Chi vuole impedire che sia svelata la verità? E cosa nascondono le carte del professore spagnolo? Aiutato dall’assistente di quest’ultimo, Penelope Diaz, il giornalista si mette subito sulle tracce degli assassini. Tra Madrid, Bologna e la Turchia comincerà quindi una fitta spirale di inseguimenti e rivelazioni, nella quale i due investigatori dovranno fuggire da attentati e da un pericoloso killer assoldato dalla setta segreta che vuole mantenere sotto silenzio la verità. Quando gli indizi condurranno al leggendario guanto di re Mida, in grado di cambiare le sorti del mondo, svelare il cuore del mistero diventerà per il giornalista sempre più necessario. Dovrà affrontare quindi una corsa contro il tempo, fino al sorprendente finale.

Recensione a cura di Laura Pitzalis
Tutti sapete chi è Re Mida, per quei pochi che non lo sapessero cito Wikipedia:Mida, figlio adottivo di Gordio e di Cibele, fu un mitico re della Frigia. È molto celebre nella cultura occidentale il suo proverbiale tocco d’oro, la capacità di trasformare in metallo prezioso qualsiasi cosa toccasse, donatagli da Dioniso.”

Quando ho preso in mano questo libro di Nicolò Marino, ero sicurissima d’immergermi nella Frigia del VII secolo a.C., invece, tranne che nel prologo, è un thriller che si districa ai tempi nostri, per la precisione nel 2017 e, con dei flashback, nel 1515. In tutt’e due i periodi l’ambientazione principale è Bologna.
Dopo aver assistito all’omicidio del famoso archeologo Miguel Navarro, avvenuta durante una sua conferenza sul mitico, e ambito da tanti, tesoro di Re Mida, Lorenzo Venturi, giornalista ed esperto di storia dell’arte, percepisce di trovarsi davanti a qualcosa di molto complesso. Aiutato dall’assistente di Navarro, Penelope Diaz, e da alcuni amici dell’università, si mette sulle tracce degli assassini per comprendere qual era l’incredibile rivelazione che l’archeologo avrebbe dovuto svelare durante la conferenza: sicuramente una rivelazione epocale visto che gli ha causato la morte.
Ho scritto prima che Lorenzo verrà aiutato, ad arrivare alla soluzione del caso, da Penelope e dai suoi amici, ma ho omesso il personaggio più importante, quello grazie al quale il tesoro di Re Mida fu nascosto all’avidità di uomini senza scrupoli: Leonardo da Vinci.

[…] Voglio aiutarvi e contatterò un amico per far sì che ciò che è segreto resti tale agli occhi di coloro che non sono degni” […] “ Dietro un indovinello da me creato, il cimelio sarà eclissato. Ho usato l’antica lingua dei padri latini per dissimulare ai meno colti ciò che non possono capire

L’indovinello è celato nella famosa Pietra di Bologna, (un’epigrafe in latino per Aelia Laelia Crispis, risalente probabilmente al XVI secolo, anche conosciuta come “enigma di Aelia Laelia Crispis”), anzi nelle tre righe che mancano nella versione restaurata. Chi riuscirà a risolvere l’enigma saprà dove trovare il tesoro del Re Mida:

Hoc est sepulchrum intus cadaver non habens. Hoc est cadaver sepulchrum extra non habens. Sed cadaver idem est et sepulchrum sibi

Tra inseguimenti, rivelazioni, omicidi, indizi nascosti, enigmi e misteriosi artefatti, riusciranno Lorenzo e Penelope, spostandosi da Bologna a Madrid, Roma, e Turchia, a dipanare la matassa e a trovare gli assassini? Riusciranno a risolvere l’enigma leonardesco e a trovare il tesoro del Re Mida? Per saperlo dovete leggere il libro, non vi rovino la suspense …

Pur ricordandomi per alcuni versi il libro di Dan Brown “Il codice da Vinci”, (anche qui c’è un enigma, anche qui ci sono intrighi e trame mortali, e anche qui ci sono inseguimenti e omicidi), Nicolò Marino mi conquista con uno stile di scrittura scorrevole e molto attento, intessendo mirabilmente sia storia e fantasia che periodi temporali molto distanti fra loro ma che sembrano intrecciarsi in un lasso di tempo molto piccolo.
Capitoli non molto lunghi, con cambi di periodi storici , che invogliano la lettura, perché l’interesse per le vicende parallele è mantenuto molto vivo.
Bravissimo nel creare un prologo che funge da incipit e da architettura a tutta la storia: la profanazione del sepolcro di Re Mida da parte di due fratelli, Calys e Ghorta , nel lontano VII secolo a.C., che sfidano la leggenda che vuole avviati ad un crudele e avverso destino chiunque violi quel luogo sacro. Riescono ad entrare e ad impossessarsi di un scintillante scrigno che contiene un guanto, il guanto del Re Mida, dispensatore di potere e ricchezza per chi lo possiede. Ma i due fratelli non vanno lontano. Usciti dal sepolcro reale con il prezioso bottino, vanno incontro al loro tragico destino.

Ghorta e Calys stavano fuggendo quando il vento e la sabbia si levano creando un turbinio soffocante. Un vortice di nubi avvolse i giovani, non lasciando loro nessuno scampo. La borsa con il suo prezioso contenuto fu strappata dalle mani di Ghorta e sepolta sotto la sabbia e il tempo.

Geniale l’autore nell’inserire nella trama il personaggio di Leonardo da Vinci come il Deus ex machina che darà indicazioni al protagonista per risolvere l’arcano.
I personaggi, storici e di fantasia, così ben descritti, così tangibili e solidi mi coinvolgono nella storia trascinandomi emotivamente. Entro con loro nelle maestose biblioteche e accarezzo, dopo aver indossato i guanti di lino, antiche pergamene e preziosi manoscritti e con loro mi emoziono.
Il ritmo serrato, con colpi di scena e azioni adrenaliniche, mi lascia incollata alle pagine per ore.
Le descrizioni dei luoghi storici di Bologna è talmente minuziosa e dettagliata che mi sembra di essere lì in un tour con tanto di guida turistica che ci illustra le bellezze di questa città. Ed io, scusate amici bolognesi, che di Bologna pensavo ci fossero, di rilevante, solo le Torri, m’incanto davanti al complesso delle “Sette chiese”, alla galleria con il colonnato e le maestose arcate, alla grandiosa Porta Galliera, all’imponente Palazzo Poggi, sede centrale dell’Università …
Di estrema curiosità e buona documentazione storica; in grado di raccontarci storie complesse, ricche di personaggi e dettagli, facendole sembrare semplici; facile da seguire, coinvolgente e convincente, il libro di Nicolò Marino merita sicuramente di essere letto.
E intanto mi organizzo per un viaggio nella città felsinea…

 

Copertina flessibile: 266 pagine
Editore: Bookroad (6 giugno 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8833220133
ISBN-13: 978-8833220130
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