Il Santo Graal tra leggenda e realtà (Parte IV) – la magia occulta del terzo Reich

Laura Pitzalis continua il suo viaggio alla scoperta del Santo Graal e ci racconta oggi come il legame tra il Terzo Reich e l’esoterismo. 

Se vi siete persi le precedenti puntate, potete trovarle ai seguenti link:

La magia occulta del terzo Reich

A cura di Laura Pitzalis

Anche in Germania le versioni della leggenda del Santo Graal sono numerose, ed è proprio in questa nazione che la ricerca del Santo Graal si lega alla figura di Adolf Hitler.

Fin da ragazzo Hitler era affascinato dai riti e dalle cerimonie sacre e la sua giovinezza risentì dell’influenza di molti medium e studiosi nell’occulto che abitavano la città di Braunau dove era nato, e si racconta che anche il futuro capo del nazismo possedesse poteri medianici che lo assalivano nel momento della sua più forte tensione nervosa.

La preveggenza di Hitler sorprendeva i suoi collaboratori tanto da mutare la loro fedeltà verso il Führer in fanatismo. Hitler, per esempio, predisse l’esatta data dell’entrata delle truppe tedesche a Parigi, annunciò la data di morte di F. Roosevelt e predisse la data dell’arrivo a Bordeaux dei violatori del blocco navale. Ma le previsioni esatte di Hitler non si limitarono comunque solo alla politica, ma anche alla vita quotidiana.

Il mistero del Santo Graal, il sacro calice che gli studiosi esoterici nazisti del tempo mutarono in “Sang Raal” (sangue reale), cioè sangue di Cristo crocifisso raccolto nella coppa e portato in Francia e poi in Bretagna da Giuseppe d’Arimatea, lo affascinò e l’ossessionò per tutta la vita.

Si diceva che nessuno poteva porsi alla ricerca del Santo Graal se non fosse stato un cavaliere puro e casto, come Galaad figlio di Lancillotto. Ma anche questi, considerato il più generoso e valoroso cavaliere della corte di Re Artù, a causa dei rapporti adulterini che ebbe con Ginevra moglie del Re, non fu più degno di porsi alla ricerca del Santo Graal. La ricerca del Santo Graal era dunque vietata ai peccatori ed Hitler, considerandosi invece degno per la sua vita vegetariana, di celibe, si pose alla sua ricerca credendo egli, medium e studioso di occultismo dotato di energie misteriose, di potervi riuscire. Diramò così l’ordine a tutti i suoi collaboratori affinché si procedesse alla ricerca. Ma anch’egli, che credeva di potere assurgere nel mondo a vendicatore di Cristo, fallì e così la leggenda del Santo Graal rimane tuttora avvolta nel mistero.

La ricerca di Otto Rahn

Perché un regime che mirava anche a sostituirsi al cristianesimo cercò con tanta tenacia la coppa da cui bevve Cristo durante l’ultima cena?

Il Graal secondo alcune leggende era il calice che usò Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo, trafitto dalla lancia di Longino. Per gli esoteristi di Himmler questo era il segno che Gesù potesse considerarsi di razza ariana.

A capo delle ricerche del Graal fu posto il colonnello Otto Rahn. Arruolato nelle SS, iniziò le sue ricerche dai Pirenei, in Francia, e precisamente a Montsegur, famosa per essere considerata l’ultima vera roccaforte Catara. Era forte la convinzione che il popolo cataro fosse legato alla razza ariana.

Smantellò completamente il castello. Niente venne risparmiato, pavimenti, soffitti, scavò anche nei terreni limitrofi, ma del Graal nessuna traccia.

Degradato nel 1937, fu costretto a trasferirsi al campo di concentramento di Dachau. Le terribili azioni dei nazisti di cui fu testimone lo segnarono nel profondo e personalmente. A differenza degli altri ufficiali SS, Rahn non presentò mai un certificato di origini ariane, in quanto in parte ebreo da parte di madre. Nel 1938 Rahn si dimise dalle SS e il 13 Marzo 1939, venne trovato morto in circostanze misteriose, congelato sul fianco d i una montagna vicion a Söll, nel Tirolo austriaco.

Il finto Graal donato a Hitler

Contemporaneamente all’avanzata nazista nell’est Europa, squadre di archeologi cercarono invano artefatti magici da inviare al Führer.

lega nerd santo graal

Curiosa la vicenda del finto Graal che sarebbe stato fabbricato e donato dall’industriale Albert Pietzsch, ad Adolf Hitler.

Le tracce del finto calice si perdettero nella confusione della guerra, sino a quando venne gettato nel lago Chiemsee, in Germania, da alcuni ufficiali intenti a nascondere le nefandezze del regime.

Il finto Graal venne recuperato dal lago e, nel 2001, e venduto ad una ricca signora, per poco più di un milione di euro, da un commerciante di oggetti d’arte di San Gallo.

Fonte: https://leganerd.com/2016/04/04/magia-occulta-terzo-reich/

 

Prima di lasciarvi vorremmo proporvi due titoli che ci sembrano molto interessanti, se voleste approfondire la tematica trattata brevemente in questo articolo.

Hitler e il nazismo magico

Giorgio Galli

Perché Hitler ha attaccato la Polonia con la convinzione che l’Inghilterra e la Francia non sarebbero intervenute, trasformando così una guerra, che doveva essere limitata, in un conflitto prima europeo e poi mondiale? Domanda inquietante, alla quale gli storici hanno provato a dare risposte cercando di individuare una logica in comportamenti che sembravano del tutto estranei a qualsiasi logica. Giorgio Galli, invece, accetta la possibilità che Hitler e il nazismo avessero una logica e una cultura proprie e in questo libro dimostra come alcune radici culturali del nazismo affondino in quegli antichi mondi di conoscenza che erano stati sconfitti, ma non cancellati, dal pensiero scientifico del Cinquecento e del Seicento e dall’Illuminismo.

 

L’enigma occulto di Hitler

Pierluigi Tombetti

Perché furono le grandi famiglie alla guida di Wall Street – Ford, Rothschild e Rockefeller – a finanziare e sostenere l’ascesa del Terzo Reich? Perché Hitler menzionava continuamente la necessità di creare un Nuovo Ordine Mondiale, esattamente come fanno oggi i premier delle nazioni più avanzate? In questo libro l’autore intende svelare i segreti più gelosamente custoditi del nazionalsocialismo: dalla società esoterica da cui nacque il nazismo – e i suoi legami con la Massoneria americana – ai riti occulti dei vertici del Reich, dalle spedizioni delle SS alla ricerca del passato ariano, per giungere alla teoria della Terra Cava. Attraverso documenti e ricerche che hanno impegnato per anni l’autore, viene rivelato cosa si nascondeva dietro la formula di saluto “Heil Hitler”, quali fossero le connessioni tra il capo carismatico del nazismo e l’idea di salvezza spirituale del popolo tedesco, per quale motivo fu adottata la svastica come simbolo del partito, cosa successe nelle viscere del castello di Wewelsburg, quali erano le connessioni familiari tra Hitler e i Rothschild di Vienna.

 

 

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