Il sentimento del ferro – Giaime Alonge

Trama
Agli inizi degli anni Quaranta, il maggiore delle SS Hans Lichtblau viene messo alla guida di un programma di ricerca che utilizza i prigionieri dei campi di concentramento come cavie, ma anche come assistenti, inquadrati nel Kommando Gardenia. Sullo sfondo degli esperimenti, la “soluzione finale del problema ebraico”, l’avanzata nazista in Russia e la colonizzazione dei territori dell’Est, poi, inaspettata, la disfatta e la caduta di Berlino. Del Kommando fanno parte Shlomo Libowitz, nato in uno shtetl polacco e convertitosi al sionismo nel Lager, e Anton Epstein, ebreo assimilato della borghesia praghese, convinto che l’unica risposta possibile alla barbarie sia il socialismo. Shlomo e Anton sopravvivono alla guerra e al trattamento di Lichtblau, testimoni scomodi di un mondo passato, eppure ancora capace di influire sul presente. A distanza di quarant’anni, per conto di mandanti diversi e in apparenza inconciliabili, i due reduci si mettono sulle tracce di Lichtblau, il quale, in America Centrale, combatte i sandinisti per conto della CIA, razzia villaggi e smercia droga. Quella di Anton e Shlomo è una vendetta tardiva, in una corsa contro il tempo, perché la vita potrebbe essere troppo breve per saldare tutti i conti. Una spy story in bilico tra due continenti e due epoche, un romanzo corale su una civiltà al tramonto.

Recensione a cura di Matteo Palli
L’Orrore è raccontato in questo libro!
La pagina più triste della nostra storia: il martirio degli ebrei e le sperimentazioni nei campi di concentramento.
L’intreccio si muove su due piani temporali. Il primo negli anni ’40 racconta la guerra, l’avanzata nazista, l’ascesa prima e la caduta poi, del regime di Berlino. Sullo sfondo la storia del Kommando Gardenia e dei suoi involontari e sfortunati protagonisti. Uomini e donne trasformati in cavie dalla follia dell’uomo. Il secondo piano, negli anni ’80, narra le vicende dei due protagonisti Shlomo Libowitz e Anton Epstein che, sopravvissuti all’orrore e invecchiati, si mettono sulle tracce dell’ex maggiore delle SS Hans Lichtblau, il crudele ideatore degli esperimenti. Non si erano più visti, ma il passato li ha portati di nuovo sulla medesima strada. Dietro di loro si intravedono le ombre del KGB e del MOSSAD, davanti un’unica missione: la vendetta.
I due piani narrativi si alternano in modo quasi scientifico. All’inizio si fa un po’ di fatica, ma la sapiente penna dell’autore, ben presto, mette lo spaesato lettore a proprio agio e gli fa apprezzare la scelta narrativa. Questa si porta dietro un grande vantaggio. I personaggi non hanno bisogno di ricordare, di raccontare, di sviscerare dal profondo le emozioni e i dolori che li hanno fatti diventare ciò che sono…Tutto viene descritto, con realismo e sofferenza.

Un romanzo di guerra, una spy story, un libro sull’orrore dell’Olocausto?
L’ambiziosa opera di Giaime Alonge è di difficile classificazione.
Le vicissitudini dei personaggi, lungo tutti i decenni coperti dal racconto, diventano perfino marginali. Poteva essere raccontata la loro storia o qualunque altra. Sono solo comparse di un disegno più ampio. L’obbiettivo del libro è prendere il lettore trascinarlo nei più profondi meandri dell’orrore, fargli provare vergogna per ciò che l’uomo è stato capace di fare, al fine di rendere indelebile il ricordo.
Non ci sono personaggi positivi o negativi. Ci sono solo carnefici e vittime. Ma anche queste, al momento che da prede si trasformano in predatori, non si lasciano amare e non trasmettono sentimenti positivi. Ovviamente non si può non parteggiare che per loro, ma l’amarezza che lascia in bocca il racconto è veramente tanta. La storia è rappresentata con tutte le sue contraddizioni. Tedeschi fieri sostenitori del regime affiancano belve sanguinarie accecate dalle pazze teorie della razza pura. Gli americani dopo aver favorito con la loro spinta militare, la caduta del regime nazista proteggono la fuga di cervelli tedeschi per non disperderne le conoscenze. Il “cattivo” Lichtblau ha un nuovo nome, una remunerativa attività di narcotraffico e, per conto della CIA, combatte i Sandinisti in Nicaragua. La Chiesa viene rappresentata confusa e corrotta. Una rappresentazione del mondo molto realistica e per questo, vista la sua forte negatività, ancora più portatrice di sofferenze.
Un romanzo senza luce, senza lieto fine, senza speranza. Probabilmente non per tutti, ma che tutti dovrebbero leggere per permettergli di assolvere alla propria funzione; impedire che il mondo dimentichi.

 

Copertina flessibile: 452 pagine
Editore: Fandango Libri (17 gennaio 2019)
Collana: Fandango Libri
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8860445906
ISBN-13: 978-8860445902
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