Intervista di Tsd – Nicolò Giovanni Marino

Buongiorno Nicolò, grazie per aver accettato di rimanere un po’ con noi e per il tempo che ci dedicherai nel rispondere a queste domande che abbiamo pensato per te.

Intanto, conosciamolo meglio:

Nicolò Giovanni Marino, nato a Tirano nel 1981, vive in provincia di Varese. È laureato in Lettere moderne e ha sempre amato i libri e la scrittura. Ha pubblicato i romanzi Liber Obscurium Secretum e La minaccia del Principe Nero, oltre ai primi due racconti della saga Tempus: Il vortice del tempo e La civiltà del sole. È anche autore del saggio storico Bisanzio e i Bizantini nelle fonti occidentali della seconda Crociata.

Parlaci un po’ di te, delle tue letture, dei tuoi generi preferiti. Ogni scrittore è anche un lettore, cos’è per te leggere? E, se possiamo permetterci questa piccola invadenza, chi ti ha trasmesso l’amore per i libri?

Inizio col salutare tutti e ringraziare per lo spazio che mi state concedendo.
La passione per la lettura è nata presto, ero solo un bambino quando ho scoperto il fantastico mondo dei libri. In età adolescenziale, poi, mi sono appassionato alle avventure dei romanzi di Salgari e Verne; i luoghi fantastici che narrano hanno creato un mondo parallelo in cui amavo immergermi quando stavo nella mia stanza, isolato da tutto il resto. Il genere che prediligo è il thriller storico, perché unisce l’ambientazione e il fascino del passato con il suspense che solo il thriller riesce a regalare.
La lettura per me è importante, oserei dire vitale. Mi aiuta a evadere dalla realtà non sempre idilliaca e a farmi vivere momenti differenti tra loro. È esaltante passare dalla tranquillità, all’adrenalina nel giro di pochi minuti.
Quest’amore per i libri mi è stato trasmesso da mia madre. Lei ama da sempre leggere e ricordo ancora l’infanzia e l’adolescenza trascorsa circondato dai suoi libri gialli.

Sei un autore di romanzi storici, immaginiamo quindi che la storia sia stata da sempre importante per te? Quando ti ci sei appassionato? Cosa rappresenta per te?

Anche la passione per la storia è nata presto. Ero ancora un bambino quando ho scoperto che il passato mi affascinava in modo particolare. E poi, durante una gita scolastica al sito archeologico di Siracusa, ho capito che io e la storia saremmo stati legati per sempre. Da quel giorno ho cercato di approfondire le conoscenze sui personaggi e i luoghi legati a essi e pian piano ho scoperto tanti retroscena che mi hanno fatto appassionare ancora di più, soprattutto alla storia antica.

Ci sono romanzi, e/o autori, a cui ti sei ispirato nell’inventare le tue storie?

Più che un’ispirazione ho degli scrittori che sono un modello per me, perché riescono a scrivere le storie che avrei voluto scrivere io. Tra gli autori che apprezzo di più, ci sono Walter Scott, che con il suo Ivanohe mi ha fatto apprezzare le saghe cavalleresche, Emilio Salgari, Marcello Simoni, David Gibbins, Martin Rua e G.L. Barone.

C’è un luogo in cui ami maggiormente scrivere? Un posto che ti ispira di più o un momento della giornata in cui i tuoi pensieri si tramutano in storie per i lettori?

Non ho un momento preciso per scrivere, ma lo faccio ogni volta che ho del tempo libero. Il luogo che prediligo è il divano del mio salotto. È posizionato accanto alla finestra che si affaccia su un enorme spazio verde. È proprio lì seduto, con il mio portatile sulle ginocchia, che mi isolo dal mondo esterno.

C’è un’epoca storica che prediligi? Perché cosa ti affascina di essa?

Il periodo storico che preferisco è senza dubbio l’Antico Egitto. Il fascino delle loro opere, come le piramidi, mi ha sempre stregato. La loro storia millenaria e le figure emblematiche che l’hanno caratterizzata, ad esempio Ramses II e Cleopatra, mi hanno sempre portato a immaginare come sarebbe stato vivere in quell’epoca. Immergersi in quelle atmosfere uniche e leggendarie, che nemmeno le sabbie del tempo sono riuscite a cancellare del tutto, sarebbe stato emozionante.

Un personaggio storico di cui vorresti narrare le gesta?

Un personaggio storico cui sono molto legato è senza dubbio Federico II di Svevia. L’importanza storica che ha rivestito è immensa. La sua capacità di avvicinarsi al mondo arabo, le sue opere architettoniche e gli scritti che sono giunti fino ai nostri giorni, testimoniano quanto fosse fuori dal comune e precursore per i suoi tempi. Penso che lui sia un modello perfetto e mi piacerebbe molto trasporre in un mio prossimo libro quest’uomo poliedrico.

Ti è mai capitato il “blocco dello scrittore”? C’è un romanzo che ti è rimasto nel “cassetto” incompiuto?

Un vero blocco dello scrittore non mi è mai capitato, più che altro ho le mie tempistiche di elaborazione. Quando mi vengono delle idee, cerco sempre di appuntarle così da non perdere nulla e creare man mano una storia. Ne ho alcune nel cassetto, non ancora mature e in attesa che sboccino. Spero che a tempo debito vedranno la luce così da permettere ai miei lettori di assaporarle.

Raccontaci qualche aneddoto legato alle ricerche storiche, che hai fatto per la stesura dei tuoi romanzi.

La stesura di questo romanzo mi ha coinvolto molto. Le ricerche che ho effettuato sono state tantissime e ricche di momenti speciali. Un aneddoto che mi fa piacere condividere con voi è quello legato a una notte in particolare in cui continuavo a rigirarmi nel letto, inquieto come non mai. Continuavo a ripensare a come poter andare avanti con la narrazione e poi, come un colpo di fulmine, mi sono alzato e ho raggiunto la libreria, dove ho iniziato a sfogliare dei libri legati alla città di Bologna che ho acquistato proprio per questo romanzo. Ho spulciato ogni singola pagina, segnandomi ogni dettaglio, anche quello più insignificante, per essere il più fedele possibile alla realtà storica dei luoghi. Quel lavoro mi è servito molto perché con quegli appunti sono riuscito a unire tutti i puntini invisibili che avevo inserito nella storia.

Quanto tempo è stato necessario per la ricerca storica legata alla produzione del tuo ultimo romanzo in prossima uscita?

Per le ricerche e la stesura di questo ultimo romanzo ho impiegato circa un anno.
Ho girato molto e letto ogni sorta di relazione in libri che narrassero storie, leggende e descrizioni dei luoghi che avevo in mente di inserire nella trama. Una trama che poi si è rivelata essere molto fitta di eventi e viaggi per i protagonisti del libro.

Con BookRoad hai aderito alla campagna di crowdfunding per il tuo romanzo, “Il guanto segreto di re Mida”. Come invoglieresti i lettori a leggerti?

Ho sempre amato inserire nei miei libri trame intricate e colpi di scena perché, nelle storie che leggo, cerco sempre qualcosa che mi sorprenda. In quest’ultimo romanzo mi sono cimentato in un genere diverso dai miei precedenti e ho voluto unire la storia a elementi forti e misteriosi. C’è molto di me all’interno del libro e il mio obiettivo è sempre stato quello di permettere ai lettori di entrare nell’intricato schema che ho creato, conoscere tutti gli aspetti dei personaggi, anche quelli più profondi e nascosti, e riuscire a vivere le stesse emozioni che ho provato io. Chi ama il genere thriller e i romanzi dove il presente e il passato si uniscono, creando un intreccio adrenalinico, misterioso e intrigante, può benissimo apprezzare il mio libro e quindi sostenere la mia campagna così da permettere ai miei personaggi e alla mia storia di raggiungere un trampolino importante per me e cioè la pubblicazione e il sogno di finire in libreria.

Prima di salutarvi, cari lettori, vi lasciamo il link al book trailer del nuovo romanzo “Il guanto segreto di re Mida”, buona visione! 

Grazie per la tua disponibilità e per essere stato con noi Nicolò!

Roberto e Sara

Facebook Comments

Precedente Lettura condivisa di TSD - L'archivio degli dei di Miriam Palombi Successivo La strega del mare – Matilde Di Franco