La bambina delle rune – Karen Maitland

Trama:
Camelot è un vecchio venditore ambulante di false reliquie. Sfigurato da una cicatrice che lo ha reso privo di un occhio, si finge un reduce delle battaglie contro gli infedeli in Terra Santa, facendo del marchio che porta in faccia un mezzo per sopravvivere e spacciare ai creduloni speranza e “fede in bottiglia”. Ma ora è da tempo lontano da casa e il ricordo del passato si fa vivo nella sua mente, con insistente nostalgia. Intraprende così la lunga strada di ritorno verso la Scozia, senza poter prevedere che l’imprevista esplosione della peste trasformerà il suo viaggio in una fuga dall’epidemia. È il giorno del solstizio d’estate del 1348, quando il contagio comincia a diffondersi nel Paese e quando Camelot incontra Narigorm, una bambina albina, lettrice di rune. Un incontro fatale, il primo di una serie, che porta Camelot a proseguire il suo cammino con una nuova e bizzarra compagnia, unita dalla necessità di sopravvivere alla peste. Un mago bigotto, un cantastorie, un pittore di scene sacre, un musicista veneziano e il suo pupillo, un’abile guaritrice e infine proprio la bambina albina diventano così protagonisti di questa fuga. Quando però un membro del gruppo viene trovato impiccato a un albero, tra loro s’insinua il dubbio e la diffidenza. Qualcosa di più terribile della peste minaccia le loro vite. Un segreto che ciascuno nasconde dentro di sé. Solo la bambina e le sue rune lo conoscono.
Recensione a cura di Sara Quiriconi:
Karen Maitland è un’autrice britannica che non conoscevo, ma con questo romanzo ho avuto la possibilità di innamorarmene. Si è laureata con lode in scienze della comunicazione e dopo il dottorato in psicolinguistica ha esordito nel mondo della narrativa nel 1996 col romanzo “The White Room”. Il successo è arrivato però nel 2008 proprio con “La bambina delle rune” raccogliendo consensi sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti e suscitando così interessi per i vari editori per la traduzione dei suoi lavori. Purtroppo solo questo e un altro sono stati tradotti in italiano. L’altro titolo è “I Maestri oscuri” e ovviamente mi incuriosisce visto che anch’esso è un thriller storico ed è ambientato in Inghilterra nel 1321.

“La musica, queste sono state le sue parole ,è più preziosa della vita stessa, perché sopravvive anche quando il compositore è ormai cenere ma appartiene alla razza latina, che è passionale. Loro si impiccano per una veste che non cade a pennello e si buttano giù da una rupe per un paio di begli occhi. Gli inglesi, invece, si appassionano solo i meriti della propria birra o di un paio di galli da combattimento.”

Lo stile di scrittura dell’autrice è molto semplice e i periodi non sono eccessivamente lunghi. Mi è piaciuto molto come ha sviluppato la trama, in cui nove persone, tra lacrime di commozione e paura raccontano la propria storia.

Il romanzo viene narrato tramite il racconto di Camelot e Narigorm, che nella sua stranezza di bambina dai capelli e occhi chiarissimi, conosce molte cose che si svelano durante la sua lettura delle rune.

Runa è una parola gotica che significa segreto da sussurrare. I caratteri vengono dipinti su sassi, talismani, armi o carta. Questo metodo di predizione venne usato sin dall’antichità, soprattutto nel mondo gotico, dalle tribù nordiche e teutoniche e spesso dai celti. Con lo svilupparsi del Cristianesimo, le rune cominciarono ad essere associate ai riti pagani e conseguentemente furono represse. Queste pratiche venivano tramandate oralmente quindi non è possibile confrontare il contenuto di due testi che ne parlano perché è possibile trovare delle differenze. Chi leggeva le rune doveva conoscere bene il metodo, per interpretare il significato dei simboli e Narigorm dimostra di essere bravissima.

“L’immagine delle rune, della piuma e della conchiglia mi passò davanti agli occhi. Stava leggendo il futuro o lo stava forgiando?”

Inizialmente non esiste una compagnia ma successivamente si uniscono a Camelot altre otto persone. Solo una cosa in comune: ognuno di loro ha un segreto e verrà svelato solo alla fine tramite l’aiuto delle rune di Narigorm.

“Se vostra moglie e i vostri figli moriranno di fame, potrete farlo anche voi. Un genitore è disposto a rischiare tutto, persino la vita, per il bene del proprio figlio. E’ un sentimento che ti pervade dal momento in cui lo tieni fra le braccia per la prima volta, e non ti abbandona mai. Lo proverete anche voi quando nascerà il bambino.”

E’ un romanzo quindi come ho detto non ci sono continui colpi di scena come ci si può aspettare in un thriller. La storia scorre, forse troppo velocemente con la continua curiosità di scoprire ciò che ogni personaggio ha vissuto e riuscire a svelare i segreti che ognuno porta dentro. Preparatevi per un bel viaggio nelle terre della storica Inghilterra insieme a Camelot, Cygnus, Zofiel, Rodrigo, Jofre, Adela, Osmond e naturalmente Narigorm.

“Ce ne andiamo sia per fuggire da dove siamo, sia per trovare ciò che cerchiamo” osservai.
“Anche voi?” mi chiese con lo sguardo rivolto alla mia cicatrice.
“Credetemi” dissi” so cosa significa essere guardati con pietà, e avevo i miei motivi per andarmene. So perché siete partito, ma mi chiedo cosa state cercando.”

Copertina flessibile: 484 pagine

Editore: Piemme (21 settembre 2010)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8856603543

ISBN-13: 978-8856603545

Peso di spedizione: 499 g

Link d’acquisto: La bambina delle rune

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