La musica del male – Daniela Piazza

Trama

1482. Quando Leonardo da Vinci arriva alla corte di Ludovico il Moro, in veste di ambasciatore a Milano per conto del Magnifico Lorenzo, porta con sé in dono una lira d’argento a forma di teschio di cavallo, che ha progettato e costruito personalmente. Artista già noto a Firenze, Leonardo è anche un grande musico, ed è venuto alla corte sforzesca con due seguaci: il giovane allievo Atalante Migliorotti e Tommaso Masini, esperto nel leggere i moti degli astri e affascinato della magia, che si fa chiamare Zoroastro.
Ben presto, però, lo strumento pensato da Leonardo rivela delle proprietà che sfuggono all’intelligenza del suo inventore: già alla prima esibizione pubblica, infatti, il maestro intuisce che la lira è dotata di volontà propria, e che le melodie che ne scaturiscono sono uniche e potenti, capaci di mettere in profonda connessione l’anima di chi la suona e di chi la ascolta. Qualità, queste, che Leonardo non riesce a spiegarsi razionalmente, ma che pure mette a frutto per realizzare il ritratto di Cecilia Gallerani, amante del Moro.
Mentre diventa il protagonista della scena artistica di Milano, il genio toscano ospita in casa altri apprendisti, tra cui Salaì, un bimbo vivace e furbo proprio come il Saladino del Pulci. E quando all’improvviso la lira scompare nel nulla, sarà lui il primo indiziato, mentre Leonardo dovrà fare i conti con forze oscure e irrazionali che si rifiutano di sottostare alle amate leggi della scienza…

Recensione a cura di Roberto Orsi

Talora, gli ingegni elevati meno lavorano più ottengono, cercando con la mente le invenzioni e formandosi quelle perfette idee, che poi le mani esprimono e ritraggono.

Il 2019 celebra il 500esimo anniversario dalla morte di Leonardo Da Vinci. Per la precisione, 500 anni esattamente qualche settimana fa: il 2 Maggio. Tantissime sono le iniziative in tutta Italia e all’estero volte a commemorare questo grande personaggio della Storia. Molte di queste sono anche state elencate dal nostro blog negli articoli che trovate nella sezione dedicata a Leonardo.

Ovviamente non possono mancare i libri sulla vita del personaggio, sulle sue opere, le invenzioni e gli studi che ci ha lasciato in eredità. Daniela Piazza ritorna sulle scene letterarie con un nuovo libro in cui troviamo Leonardo in una veste particolare, forse meno battuta e conosciuta. Sì, perché probabilmente non tutti sanno che Da Vinci era anche un musicista.

Da due autorevoli fonti dell’epoca si evince infatti che il genio fiorentino realizzò per il Duca una lira da braccio “d’argento gran parte in forma d’un teschio di cavallo, cosa bizzarra e nuova, acciò ché l’armonia fosse con maggior tuba e più sonora di voce” (Giorgio Vasari, Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti).

“La musica del male”, un titolo che per certi versi possiamo considerare un ossimoro. La musica è un qualcosa che dovrebbe essere paragonato al bello, al piacevole, qualcosa che regala sensazioni positive, spesso un appiglio nel mare in tempesta. Qui la troviamo invece accostata al male, in un romanzo che vuole essere, anche, denuncia di quelle azioni dettate dagli istinti, spesso perpetrate senza ragione.

Leonardo è alla corte di Ludovico Sforza, detto il Moro, reggente del Ducato di Milano, in vece del nipote Gian Galeazzo Sforza ancora troppo giovane per governare.  Due allievi lo hanno accompagnato: Atalante Migliorotti, detto Lante, giovane musicista molto promettente e Tommaso Masini, detto Zoroastro, per la sua conoscenza degli astri e la capacità di lettura dei loro moti.

In uno dei primi colloqui che leggiamo tra Leonardo e Ludovico il Moro, l’idea che il genio ha della musica fa riflettere:

…la musica, l’arte che più di ogni altra scava nel profondo dell’animo, muovendo le nostre corde più intime e mostrandoci l’invisibile. Ma la musica è altresì volatile, dura il tempo di un respiro e poi si dissolve, lasciandosi dietro una fugace emozione che a sua volta svanisce. (…) La musica è sì sorella della pittura, anch’essa in grado di rappresentare i moti dell’animo, ma la seconda vince sulla prima perché non perisce dopo la sua creazione, e resta in essere a lungo.

Le conoscenze scientifiche di Leonardo sono immense per l’epoca. La sua inventiva, la capacità visionaria di guardare oltre ed arrivare a concetti impensabili per altri suoi contemporanei lo rendono un personaggio fuori da ogni tempo e schema.

La lira d’argento a forma di teschio di cavallo, protagonista indiscussa di questo romanzo, sprigiona una melodia di una “potenza” inaudita. L’effetto sulle persone che la ascoltano e su chi la suona è dirompente, lacera l’anima eliminando le barriere fisiche del corpo materiale, mettendo a nudo i pensieri più intimi di ognuno.

E, come per un incantesimo, come un flutto marino che ricopre i minuscoli avvallamenti della sabbia sulla battigia e li livella, il movimento sonoro passò sopra le voci dei presenti e le annullò, le spense una a una, a cominciare da quelle di chi stava più vicino allo strumento fino a raggiungere quelle di chi era in fondo alla sala.

Qual è il segreto di questa lira? Quale “oscura magia” ha impresso Leonardo nello strumento per renderla talmente potente? La risposta, pensate, sta nella matematica. Un Genio come Leonardo non poteva che ricondurre tutto alla matematica, alle conoscenze scientifiche, ai numeri che governano le leggi della natura.

La musica è matematica. E come la matematica, crea armonia tra gli elementi e li unisce in una rete continua e infinita. Avete mai sentito parlare di “armonia delle sfere”?

E voi, lettori, ne avete mai sentito parlare?

Intorno a Leonardo, oltre ai due allievi già nominati troviamo anche il giovane Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì, e Cecilia Gallerani, musa ispiratrice di diversi ritratti tra cui “La dama con l’ermellino” di cui si trova un interessante aneddoto all’interno del romanzo.

Un affresco della società, nella Milano di fine ‘400, i conflitti e gli intrighi della politica, in un territorio italiano frammentato tra le tante Signorie, Ducati e le grandi famiglie che ne hanno tracciato la linea del tempo, nel passaggio da Medioevo a Rinascimento. L’autrice come un’abile compositrice ci ha donato uno spartito originale che fluttua dai toni melodiosi alle armonie più struggenti e passionali. Un romanzo che è anche un viaggio nell’animo umano, alla scoperta di ciò che una passione viscerale può condurre a fare.

 

Copertina rigida: 253 pagine

Editore: Rizzoli (30 aprile 2019)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8817126632

ISBN-13: 978-8817126632

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