L’AFFAIR DU COLLIER – un imbroglio colossale

Oggi ospitiamo sul nostro blog TSD la terza tappa del blog tour dedicato al romanzo “Cagliostro. La doppia vita e l’imbroglio maltese” di Frans Sammut – Bonfirraro editore.

Il Conte di Cagliostro, personaggio misterioso, affascinante e discusso  fu protagonista di avvenimenti particolari durante la sua esistenza, uno di questi, forse il più famoso, lo vede coinvolto suo malgrado. Si tratta dell’Affare della Collana.

Immaginate di trovarvi tra la folla in una mattina calda e soleggiata, precisamente alle 5 di un 23 giugno 1786 e di sentire le urla disperate di una donna che cerca di divincolarsi come un’ossessa, mentre viene inesorabilmente trascinata verso il patibolo per essere marchiata a fuoco con la lettera “V” di “voleuse” (ladra) sulle spalle.

Immaginate di sentire nelle narici l’odore di carne bruciata, la donna verrà marchiata su un seno e su una spalla, non per errore ma per la furia con cui cerca di liberarsi dalla stretta del boia.

Quella donna che avete davanti è Jeanne De La Motte Valois!

Quello che viene ancora oggi ricordato come “L’affair du Collier” (L’affare della collana), pare sia stato un imbroglio. Una vicenda misteriosa e colma di episodi romanzeschi, di incidenti e processi che hanno tenuto alta l’attenzione dell’opinione pubblica dell’epoca, tale da divenire addirittura il preludio alla Rivoluzione Francese.

Pensate che diversi scrittori hanno dedicato almeno una delle proprie opere a questo episodio. Ricordiamo, ad esempio, Alexander Dumas che nel 1850 scrisse “La collana della Regina”. Sebbene si tratti di un romanzo storico, Dumas aggiunse una dose di verosimile introducendo anche il personaggio di Cagliostro con le sue cupe previsioni.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al 1785, ai personaggi che vissero in prima persona, su un palcoscenico parigino, questa cronaca del settecento.

Maria Antonietta, una principessa Austriaca che a 15 anni raggiunse la Francia per sposare Luigi XVI, suscitò molta invidia e fu al centro di pettegolezzi e voci tra le quali quella che stesse dilapidando le casse dello stato.

Il Cardinale Rohan disprezzato e detestato dalla Regina per via dei suoi atteggiamenti e comportamenti abbastanza discutibili, aspirava a farsi nuovamente ben volere e a riconquistarne i favori.

Rohan conobbe il Mago, il celebre Cagliostro, quando quest’ultimo giunse a Parigi: l’affare della collana era già in atto.

La contessa De La Motte, discendente dell’antica famiglia Valois caduta in miseria, si dice fosse una donna attraente, affascinata dal lusso e che divenne l’amante del Cardinale Rohan. Pare addirittura che la stessa abbia fatto credere al prelato Rohan di essere amante della Regina e che lo stesso sia impazzito all’idea di poter formare un trio con loro.

La collana, un meraviglioso monile composto da 540 diamanti del valore di 1.600.000 franchi, creata dai gioiellieri Bassange e Boehmer per la favorita di Luigi XV, rimase invenduta.

I gioiellieri sperarono che Luigi XVI acquistasse il gioiello, ma la Regina Maria Antonietta si rifiutò asserendo testuali parole: “Abbiamo più bisogno di navi che di gioielli”.

Jeanne De La Motte ordì un piano creando anche una falsa corrispondenza tra il Cardinale e la Regina.

Allo stesso tempo, l’amico e confidente di Rohan, Cagliostro, aveva predetto al porporato i massimi favori da parte dei sovrani.

Un giorno la De La Motte si trovò ad incontrare, nel parco del palazzo Reale, una donna bellissima, dall’impressionante somiglianza con la sovrana; organizzò dunque un incontro in un boschetto, oggi chiamato “Boschetto della Regina“, tra la finta Maria Antonietta (tale Nicole Legnay) ed il Cardinale Rohan.

Da quel momento il Cardinale, credendo di aver riottenuto i favori della Regina, sarà nelle mani della Contessa, la quale potrà chiedergli qualunque cosa; la contessa gli fece subito credere che la Regina avesse cambiato idea e fosse, quindi, intenzionata ad acquistare la collana dai due gioiellieri. Al momento, però, non potendo disporre dei mezzi economici adeguati e non volendo coinvolgere nella questione nè il Re nè la Corte avrebbe avuto bisogno dell’aiuto del Cardinale Rohan.

Trattandosi di una cifra considerevole il Cardinale chiese consiglio al suo fidato amico: il Conte Cagliostro, non provando molta simpatia per la contessa, forse rendendosi conto della sua vera natura, tentò di dissuaderlo; interrogando gli oracoli, però, questi diedero esito favorevole.

Il 24 gennaio il Cardinale Rohan anticipò l’acconto ai gioiellieri ed il 31 gennaio la Contessa gli consegnò uno scritto fingendo che fosse redatto e firmato dalla regina Maria Antonietta, dal quale si deduceva con certezza che l’affare era da ritenersi concluso.

Anche la consegna della collana alla regina fu orchestrata magistralmente dalla Contessa la quale ne vendette separatamente i diamanti a Londra tramite il marito Nicolas.

A seguito delle continue richieste da parte dei gioiellieri, che attendevano i pagamenti delle rate successive dalla Regina, ignari dell’inganno, lo scandalo scoppiò in tutta la sua potenza.

Il 15 agosto il Cardinale Rohan venne quindi arrestato e condotto alla Bastiglia e Cagliostro, colpevole solo di essere in amicizia con il prelato, venne arrestato con la moglie Serafina.

Cagliostro fu prelevato dalla sua abitazione parigina in Via Saint Claude n. 30 il giorno 23 agosto 1785.

Durante il processo, vi furono momenti tragicomici: la Contessa a confronto con Cagliostro, ricordandogli come egli soleva chiamarla, la sua “cigna” e la sua “colomba”, gli lanciò un candeliere di bronzo ma il moccolo acceso le finì in un occhio.

Tra finti svenimenti della De La Motte ed i suoi proclami d’innocenza, la stessa venne condannata ad essere marchiata a fuoco ed alla reclusione alla Salpetriere (da dove poi fuggì per rifugiarsi a Londra).

Cagliostro e il cardinale Rohan furono assolti, ma comunque obbligati entrambi a lasciare Parigi.

Un’altra scena va ricordata: quando la Contessa venne a sapere che il Cardinale Rohan era stato assolto, la stessa pare si sia spaccata la fronte con il vaso da notte.

Napoleone disse a proposito di questa vicenda: “Forse la morte della Regina Maria Antonietta cominciò proprio allora”.

 

Seguite il Blog Tour nelle prossime tappe! Vi lasciamo il calendario!

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