Le figlie di Giulia – Massimo Battaglio

Trama

Torino 1848 – La città subisce i primi sussulti dei moti patriottici, il 4 marzo viene proclamato lo Statuto Fondamentale della Monarchia di Savoia, noto come Statuto Albertino, si pongono le basi per la Prima Guerra di Indipendenza, ma la giovane Lucia Maria Coretti, detta Lina, una bambina di quattordici anni è estranea a tutto questo. La vita non è stata tenera con lei, nonostante la giovane età ha alle spalle una violenza carnale e ha commesso un infanticidio. Lina deve fuggire, scappare dalla pesante accusa di aver ucciso il suo bambino. Si apre così il romanzo di Massimo Battaglio, con una scena noir in un contesto di ignoranza, povertà e disperazione. La giovane cerca rifugio a Torino presso Giulia Colbert, vedova senza prole, impegnata in opere caritatevoli: amministra Le Forzate, il carcere femminile che Carlo Alberto ha affidato alle sue cure e il Rifugio, un istituto per il recupero delle ex detenute gestito insieme alle suore di Santa Maria Maddalena.

Giulia Colbert, chiamata anche Juliette o Giulietta, comprende che l’unico colpevole per quando accaduto a Lina è il contesto di degrado in cui è cresciuta. Con l’aiuto degli amici Silvio Pellico, Cesare Balbo, Federigo Sclopis, don Cafasso e suor Gerbi cerca di aiutare la ragazza.

Parallela alla storia di Lina l’autore racconta quella di Pietrino, amico d’infanzia della ragazza.  Fuggito a Torino per cercare fortuna, incontra don Bosco e si lascia incantare dai moti rivoluzionari. Conosce la guerra e la dura vita al fronte ma mentre Lina cerca di trovare una via di uscita alla situazione in cui si trova, scoprendo poi con un colpo di scena chi le aveva usato violenza, Pietrino compie un percorso più intenso e di profonda conoscenza di se stesso.

Recensione a cura di Daniela Anna Dutto

Nella prima parte del romanzo si nota la forte presenza femminile, mentre nella seconda parte l’attenzione è maggiormente dedicata alla situazione politica che si è venuta a creare nella città e alle vicende di Pietrino.

La protagonista Lucia Maria, Lina, incarna la popolana, la ragazza ingenua che viene gettata in un mondo crudele.

… ero nei boschi del re e raccoglievo le erbe di primavere (…)  arriva un cacciatore che mi prende da dietro  (…) c’era il bosco, c’ero io, c’era un po’ di sangue per terra, il mio fascio delle erbe, e un borsellino con cinque monete dentro. Aveva anche pagato pegno, il bastardo.

Lina commette un infanticidio ma non è una figura che si può condannare emotivamente, ispira dolcezza, voglia di protezione. E’ giovane, allegra e cerca con tutte le sue forze di trovare un posto nel mondo.

La Marchesa Giulia Colbert, coniugata Falletti di Barolo (Maulévrier, 27 giugno 1785- Torino 19 gennaio 1864) è un personaggio realmente esistito ed era conosciuta come la Venerabile Marchesa Giulia di Barolo.

Donna dal carattere forte, indipendente, emancipata, dedita alla beneficenza ma anche imprenditrice.

… Con l’aiuto del conte di Cavour, esperto di campagna di agricoltura, avevano cominciato a fare esperimenti nelle vigne e nelle cantine (…) e dal primitivo nebbiolo, aveva ottenuto un liquido rotondissimo, di colore intenso, pieno di profumi

La Marchesa produce un ottimo vino, inizialmente ne regala una carrata gratis tutti i giorni al Re Carlo Alberto, poi viene pattuito un prezzo e per duecentocinquanta volte l’anno vengono consegnate a corte tre botticelle.

Non teme le istituzioni, per difendere le sue protette usa toni molto duri con le Guardie.

Signora Guardia ..(….) io penso di Lei che è un perfetto idiota. Le dimensioni della sua totale imbecillità sono di poco inferiori solo a quelle della sua pancia..

Leggendo il racconto troviamo personaggi conosciuti e realmente esistiti ed altri  fittizi, come succede spesso nei romanzi storici, ma tutti hanno descrizioni accurate. I personaggi già noti: Cavour, Pellico, Bosco, Vittorio Emanuele sono stati raccontati utilizzando nozioni conosciute e particolarità della loro vita. Quelli nati dalla fantasia dell’autore hanno  comunque personalità  e caratteristiche ben definite.

TORINO DEL 1848

Massimo Battaglio in Le figlie di Giulia ci offre un affascinante spaccato della società ottocentesca sabauda che sta entrando nella modernità, pur contrastata da spinte reazionarie, dove si ragiona sull’introduzione dello Statuto Albertino, con un occhio particolare alla questione femminile dell’epoca. Ogni capitolo è introdotto da un’illustrazione dell’autore che ci riporta nei luoghi storici dove la vicenda è ambientata, e all’inizio del libro sono presenti mappe della città per permettere al lettore di orientarsi meglio.

L’autore ci invita a passeggiare nella Torino dell’epoca.  L’ambientazione,  intesa sia come periodo storico che come elemento descrittivo in sé, ricopre un ruolo importantissimo all’interno del romanzo, riusciamo a respirare l’aria di quel tempo, immaginarci le strade  e   immedesimarci nei personaggi.

… bisogna entrare in città dalla Porta Nuova  (…) e procedere trionfalmente  lungo via Roma. Nel bel mezzo di piazza Castello, tra l’andirivieni di senatori, funzionari, madamine viziate che entravano e uscivano da Palazzo Madama…

Battaglio non si limita a descrivere i luoghi, ne narra la storia, come si sono sviluppati architettonicamente gli edifici. Come accade per le Forzate, le carceri dell’epoca, struttura oggi non più esistente,  ma con la descrizione vivida dell’autore il palazzo riprende forma davanti ai nostri occhi.

… Don Filippo Juvarra aveva subito approntato un felicissimo progetto che prevedeva la costruzione di un fabbricato a due piani affacciato sulla strada con pianta a “C” rivolta verso l’interno.  (…..) La facciata era scandita da lesene giganti e, al centro, di apriva un elegante arco di ingresso

I DIALOGHI

Quello che colpisce maggiormente sono i dialoghi lunghi e corposi  che ci permettono di capire la vita reale in quell’epoca. I personaggi si raccontano e raccontano il vivere quotidiano, senza filtri, un discorso tra amici. Si viene così a conoscenza  delle pessime condizioni di vita delle carceri…

 

…è inutile consolare gli afflitti, se la loro principale afflizione è la fame: bisognerà contemporaneamente dare loro da mangiare, dedicando loro il necessario sorriso. E’ sciocco ammonire i bestemmiatori se imprecano dal freddo

… o dei divieti posti dal Re che limitano le possibilità del popolo di cacciare e raccogliere frutti e erbe nei terreni reali, causando  carestia e fame.

Ma quello che maggiormente attira l’attenzione del lettore è l’ignoranza che traspare dalle parole dei personaggi. Una religione vissuta come un castigo dove in caso di peccato, anche se subito, non ci sono possibilità di redenzione. E’ così viene visto un figlio nato da una violenza carnale.

Sissignore , che sono io. Ma pensavo di fare bene, Perché ho sempre sentito dire che quando una vergine resta imbarazzata in quel modo li’ , insomma , per qualcheduno che la obbliga , il bambino che cresce nella pancia non è un bambino in grazia di Dio. Quei bambini, mi hanno sempre detto, sono figli del demonio

L’autore è presente nel libro, dialoga con i lettori, non come protagonista o personaggio ma come voce narrante. Non si limita a raccontare ciò che accade ma interviene dando spiegazioni a volte anche divertenti. Commentando la situazione che si era creata a Torino con il nuovo fermento di idee che portavano a manifestazioni in piazza definisce il tutto “.. come un perenne Gay Pride..”

Massimo Battaglio è nato a Torino nel 1965. Laureato in architettura nel 1992, vive e lavora a Mirafiori, alternando l’attività strettamente professionale, con la pittura, la scrittura e la passione per la cucina. Autore di numerose monografie su edifici storici del Piemonte, con WLM ha pubblicato, nel 2011, il volume Amori Urbani, un po’ raccolta, un po’ guida turistica, dove ogni racconto d’amore è corredato da illustrazioni dell’autore e note storiche. Nel 2015 pubblica per WLM, con gran successo, Storie del putagè, un’opera di cucina tradizionale piemontese in 3 volumi, frutto di un’accurata ricerca storica e completa di immagini d’epoca. Con il romanzo storico Le figlie di Giulia (WLM 2016), torna alla narrativa.

Copertina flessibile: 208 pagine

Editore: WLM; 1 edizione (7 settembre 2016)

Collana: Italicae historiae

ISBN-10: 8897382320

ISBN-13: 978-8897382324

Link d’acquisto volume cartaceo: Le figlie di Giulia

Link d’acquisto e-book: Le figlie di Giulia

 

Facebook Comments

Precedente Vikings - la saga di Ragnar Lodbrok Successivo Silenzio, parla Leonardo!