Le interviste di TSD – Franco Forte

Oggi TSD ha il piacere di ospitare l’autore Franco Forte, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “Romolo – Il primo Re”, edito Mondadori, scritto a quattro mani con Guido Anselmi.

Prima di lasciarvi all’intervista, una breve biografia dell’autore.

Franco Forte (Milano, 1º agosto 1962) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano. Considerato uno dei più importanti autori di romanzi storici, ha pubblicato con Mondadori i due titoli della serie “Il romanzo di Roma”, Carthago (2009) e Roma in fiamme (2011), i gialli storici con protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna Il segno dell’untore (2012) e Ira Domini (2014), oltre a Gengis Khan (2014) e al romanzo storico Caligola (2015). Nel 2016 e 2017 sono usciti Cesare l’immortale Cesare il conquistatore, i due capitoli della saga che riporta in vita Giulio Cesare. Ha lavorato come autore delle serie TV Distretto di Polizia e RIS: Delitti imperfetti.

Direttore responsabile del magazine di fantascienza Robot e della rivista per scrittori Writers Magazine Italia, è anche direttore e coordinatore del Delos Network.

Dal 1º luglio 2011 è il direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori, tra cui “Il Giallo Mondadori”, “Urania” e “Segretissimo”.

È il curatore delle celebri raccolte della serie dei 365 racconti per un anno sempre per Delos Books, di cui sono usciti i seguenti titoli: 365 racconti erotici per un anno365 racconti horror per un anno365 racconti sulla fine del mondo365 storie d’amore e 365 racconti di Natale.

Iniziamo subito dal nuovo titolo appena uscito in tutte le librerie “Romolo – il primo Re”. Come è nata l’idea di scrivere a quattro mani con Guido Anselmi, un romanzo dedicato a questo personaggio?

Il libro fa parte di un progetto più ampio, su cui stavo lavorando da tempo, ovvero portare in libreria sette romanzi sui sette re di Roma, personaggi affascinanti che tutti conoscono per averli studiati a scuola, ma di cui in realtà si sa poco o niente. Nel mio progetto, ognuno dei sette re avrà la possibilità di raccontarsi non solo per ciò che concerne i lasciti storici che li documentano, ma anche, come avviene in ogni buon romanzo storico che si rispetti, per quale genere di persona sono stati, quali atti hanno compiuto per far crescere Roma fino a trasformarla nella Città Eterna. Ovvio che Romolo dovesse essere il primo re di cui parlare, e vista l’imponenza del progetto ho cercato alcuni bravi scrittori che appartengono alla mia “scuderia” (cioè autori che pubblico nelle mie collane Mondadori o di Delos Digital) perché mi affiancassero nel lavoro di studio delle fonti storiche e di stesura dei romanzi. Guido Anselmi è l’autore che si è occupato, con me, di costruire la prima pietra di questo coraggioso progetto, e direi che il nostro lavoro a quattro mani è scivolato via  senza alcun difficoltà. Gli altri sei romanzi sono tutti in corso d’opera, a uno stadio già piuttosto avanzato di stesura, grazie all’apporto di altri bravi autori che mi stanno affiancando.

Il lettore cosa si deve aspettare dalla lettura del vostro nuovo libro? Un racconto aderente alla leggenda che conosciamo o qualcosa di diverso?

La storia di Romolo e Remo e della fondazione di Roma è davvero appassionante, e forse quello che è accaduto davvero, o almeno ciò che si riesce a dedurre dalle testimonianze storiche raccolte dagli storiografi antichi, è persino più affascinante e coinvolgente della leggenda. Soprattutto per un motivo: parliamo di un’epoca lontanissima nel tempo, 750 anni prima di Cristo, e dunque di un periodo primitivo, oserei dire primordiale, durante il quale la lotta per la sopravvivenza era affare di ogni giorno. È in questo scenario che i più famosi fratelli gemelli della storia si muovono, crescono, combattono, imparano e si scontrano fra di loro, perché appare subito chiaro che uno solo di loro sarà destinato a diventare re, e a dare vita a qualcosa di completamente nuovo. Anche a costo di versare il sangue del proprio sangue.

Che tipo era Romolo e come lo dipingete nel vostro romanzo?

Romolo era un visionario. Un ragazzo prima e un uomo poi, che credeva di poter fare qualcosa di importante per il suo popolo, subordinando i desideri personali al bene comune, alla sopravvivenza e alla crescita della sua comunità. E questo in contrapposizione a Remo, che era un po’ la rappresentazione oscura della sua anima: un ragazzo travagliato, invidioso del fratello e votato per lo più ad accrescere il proprio ego, il tornaconto personale. Ma come sempre accade, sarà proprio dallo scontro con Remo che Romolo troverà la forza per scavare il solco da cui crescerà la Città Eterna.

Di quali fonti vi siete avvalsi nella stesura del romanzo? Non deve essere stato facile trovare informazioni su questa leggenda della fondazione di Roma.

Fonti antiche ce ne sono moltissime, in realtà, quello che è stato più difficile è stato discernere fra descrizioni diverse, e spesso persino contrastanti, degli stessi avvenimenti. In questi casi abbiamo adottato un metodo semplice quanto efficace: prediligere l’ipotesi più suggestiva, più scenografica, per quanto sempre credibile e razionale (non c’è spazio, nel romanzo, per la leggenda, se non nel tentativo di spiegarla attraverso i meccanismi della superstizione), in modo da imbastire una storia capace di sorprendere e appassionare il lettore. Perché alla fine questa è davvero una grande storia!

Parlando della sua vita professionale, preferisce fare lo scrittore o l’editore? E tra le due cose, qual è la più complicata?

Scrivere è un momento di puro piacere, per me, ma confesso che dirigere collane importanti, come Il Giallo Mondadori o Urania, porta molte soddisfazioni, soprattutto quando si è trascorsa l’infanzia leggendo tonnellate di libri di quelle stesse collane (mio padre era un fortissimo lettore di Gialli Mondadori). Sono lavori molto diversi, in definitiva: scrivere significa dare sfogo alle proprie pulsioni, alla necessità profonda di raccontare storie; curare libri significa cercare di fornire ai lettori quante più belle storie possibile, seppure scritte da altri. Devo dire che sono entrambe professioni affascinanti e piuttosto complicate, a modo loro, con caratteristiche così diverse che non ha senso compararle.

Qual è la sua opinione sul mercato editoriale di oggi e soprattutto come vede il genere del romanzo storico, di cui è uno dei più importanti esponenti?

Il mercato editoriale sta conoscendo un buon momento, con una leggera crescita che diventa significativa nel momento stesso in cui si pensa che negli ultimi vent’anni il trend era sempre stato in calo. Soprattutto torna a crescere, nelle percentuali di occupazione del mercato, il libro stampato, rispetto all’ebook, che invece ha un po’ frenato la sua corsa. Per quanto riguarda il romanzo storico, devo dire che si tratta di un genere che ha sempre riscosso grande interesse da parte del pubblico, e continua a farlo ancora oggi, soprattutto quando parliamo dell’antica Roma, una civiltà affascinante che tutto il mondo ci invidia e che solo l’antico Egitto può eguagliare, come splendore e come personaggi carismatici di cui si può scrivere.

La diffusione e il marketing attraverso le piattaforme web, dai blog alle pagine e gruppi facebook, sembrano essere molto diffusi. Lei che rapporto ha con questo mondo?

Mi piacciono i social, credo siano uno strumento formidabile per restare in contatto con tutti, soprattutto i lettori, e dare in tempo reale notizie e suggerimenti sul proprio lavoro, dalle uscite dei libri alle presentazioni. Credo che ormai non sia possibile farne a meno, e personalmente cerco di sfruttarli al meglio per restare in contatto con i miei lettori e, se possibile, crearne di nuovi.

So che potrebbe essere una domanda scomoda ma c’è uno dei suoi libri a cui si sente più affezionato?

La risposta in realtà è semplice: l’ultimo pubblicato. In questo caso proprio “Romolo – Il primo re” e l’incredibile storia che racconta.

Grazie mille, Franco Forte, per essere stato con noi! Saluto tutti i lettori di TSD e alla prossima intervista!

Copertina flessibile: 360 pagine

Editore: Mondadori (29 gennaio 2019)

Collana: Omnibus

Lingua: Italiano

ISBN-10: 880471333X

ISBN-13: 978-8804713333

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