Le interviste di TSD – Veronica Ambrosino

Buongiorno Veronica, grazie per aver accettato questa intervista per il nostro blog TSD!

Qualche giorno fa è apparsa la recensione al tuo saggio “Speziali a Siena nei secoli XIV-XV” che ho avuto il piacere di leggere. Un libro molto interessante per conoscere meglio la figura di questo professionista medievale, un vero e proprio imprenditore!

Prima di parlare del tuo saggio, ti vorremmo conoscere meglio:

Veronica Ambrosino si è laureata in scienze storiche e del patrimonio culturale, curriculum storia e documentazione presso l’Università degli Studi di Siena nel dicembre 2017. Speziali a Siena nei secolo XIV-XV è la sua prima pubblicazione. Dalla sua passione per la storia medievale è nata la pagina Facebook “Recensioni medievali. Di Veronica Ambrosino”. Veronica vive con la sua famiglia, insieme al gatto Alex e alla cagnolina Stella, a Bucine (piccolo comune della prov. di Arezzo).

Vuoi parlarci di te? Chi è Veronica Ambrosino e cosa fa nella vita?

Sono nata a Siena nel 1993. Mi sono diplomata in ragioneria nel 2012. Successivamente ho intrapreso un percorso scolastico del tutto differente da quello che è stato il mio bagaglio scolastico delle scuole superiori: mi sono iscritta, nel 2014, alla triennale di Scienze Storiche e dei Beni Culturali- curriculum Storia e documentazione presso l’Università degli Studi di Siena, dove mi sono laureata il 13 dicembre 2017. Attualmente non faccio la storica di professione: lavoro in uno studio dentistico come assistente alla poltrona! Nonostante non sia il lavoro a cui ambivo mi piace molto e mi ha permesso di aprire i miei orizzonti e, grazie a lui, il mio bagaglio culturale si è immensamente arricchito. Come si dice in Toscana: “tutto fa brodo” e “predndi l’arte e mettila da parte”.

Sei una ragazza giovanissima, qual è il sogno di Veronica “da grande”?

Bella domanda! Se me lo avessi chiesto a settembre del 2018 la mia risposta sarebbe stata: “pubblicare il mio saggio!”. Ma il saggio è stato già pubblicato, quindi questo sogno nel cassetto si è realizzato. Al momento il mio sogno più grande sarebbe quello di continuare a scrivere, e chissà magari, un giorno, far diventare questa passione un lavoro a 360 gradi.

Da dove nasce questo tuo interesse per la figura dello speziale?

L’interesse per lo speziale è venuto un po’ per caso. Quando sono andata dalla mia relatrice (di storia medievale) per progettare la tesi, il mio piano era quello di scrivere qualcosa sui cerusici e medici medievali. Poi quando ho iniziato a raccogliere materiale, per documentarmi sull’argomento, mi sono trovata di fronte alle spezie usate a livello medicamentoso e mi sono detta: “queste spezie mi incuriosiscono tanto, quasi quasi ci scrivo la tesi” e così ho fatto. Quella tesi, dopo una quantità innumerevole di modifiche e aggiunte è diventata il mio Speziali a Siena nei secoli XIV-XV.

Parlaci del lavoro di ricerca che ti ha impegnata per la stesura di questo saggio

Come puoi immaginare è stato un lavoro enorme durato circa un anno e mezzo! Le mie giornate trascorrevano fra le carte dell’Archivio di Stato di Siena e i libri della biblioteca degli Intronati di Siena. Giorni interi a decifrare quella scrittura carolina di quei documenti medievali.  Sono passata dallo studio dello Statuto degli Speziali senesi del 1356, allo studio dell’inventario della bottega di spezieria di di Domenico di Bartolomeo di Luca aromatario senese. Ripeto è stato un lavoro enorme ma ne è valsa davvero la pena!

Nel tuo libro vengono nominati tanti prodotti e sostanze particolari. Vuoi raccontarci di qualche scoperta particolare che hai fatto durante la stesura del libro?

Da donna sono rimasta affascinata dalla produzione dei cosmetici. In genere si sente dire che le donne nel medioevo non si truccavano e che la cura della persona era spesso messa in secondo piano. Credo che definizione più errata di questa non esista, (seconda solo alla definizione di medioevo come secoli bui), infatti le donne si truccavano anche nel Medioevo. Nel mio saggio compaiono menzionati i lisci. I lisci sono gli antenati delle moderne creme cosmetiche. Servivano a levigare la pelle del viso e a renderla più bianca ed erano composti con sublimato corrosivo e arsenico. Esatto due composti chimici estremamente cancerosi: ma loro questo non lo sapevano! Tra l’altro l’arsenico, come ben sai, è un potente veleno. Questo, ovviamente, lo speziale lo sapeva ed è per questo che nelle botteghe di spezieria era cosa comune trovare le celle dei veleni. Cioè dei luoghi, posti sotto chiave, in cui lo speziale conservava i veleni della bottega. Molto probabilmente anche i lisci erano conservati all’interno della cella.

Nella recensione sul blog abbiamo lasciato in sospeso i nostri lettori, dopo averli stuzzicati con alcuni prodotti particolari due dei quali sono “l’olio di scorpioni” e “l’olio apostolico”. Ti va di svelarci l’origine di questi nomi?

Fantastico! L’olio di scorpione è il prodotto che ha incuriosito anche la commissione di laurea: tant’è che mi fecero  la seguente domanda, alla fine della discussione della tesi: “Signorina, ci ha incuriosito tantissimo il termine olio di scorpioni, ce lo illustri meglio!”.

– Olio di scorpione: è un rimedio medicamentoso che troviamo molto spesso in quasi tutte le farmacie toscane e umbre. Lo troviamo nell’antica spezieria Serristori  (Figline e Incisa Valdarno), nella bottega di Domenico e via dicendo. Era una olio molto particolare che potevamo trovare in due formati: Olio di scorpione semplice e olio di scorpione composto. Quello semplice era formato facendo macerare al sole 70 scorpioni in olio di mandorle amare. Quello composto era formato facendo macerare al sole 70 scorpioni in olio di mandorle amare con l’aggiunta di una miscela di aristolochia tonda, genziana, capperi e scorse di radici di capperi.Questo olio era considerato un antidoto contro il veleno dello scorpione stesso, ed era utilizzato come un potente antinfiammatorio dell’apparato urinario ed era impiegato anche come antinfiammatorio contro le otiti.

Unguento apostolare: si componeva di 12 ingredienti ed è per questo che è stato definito apostolico (in riferimento al n. 12 degli apostoli). Era un anti-batterio, veniva usato sulle sbucciature, soprattutto su quelle dei bambini, per evitare infezioni. Era usato anche contro la peste: ungendo con esso i bubboni provocati dalla malattia faceva in modo di evitare l’insorgenza di cancrene e infezioni.

Su facebook gestisci anche una pagina dal titolo “Recensioni medievali. Di Veronica Ambrosino”. Che cosa pensi del Medioevo? La trovi un’epoca buia come molti la definiscono?

Come ho accennato poco sopra, in risposta ad una tua domanda, non esiste definizione più sbagliata di quella “Medioevo=secoli bui”. La definizione di Medioevo come epoca buia è stata un’invenzione tutta rinascimentale. Spesso, ancora oggi, ci rimane più comodo definire buio tutto quello di cui non siamo a conoscenza e così è accaduto anche al medioevo. Spesso la scuola non aiuta da questo punto di vista: mi sono trovata di fronte, (a novembre 2018 per l’esattezza), a dei ragazzi di 16 anni che hanno in programma, per l’anno in corso, lo studio del medioevo. Non li ho visti così entusiasti del periodo storico, principalmente perchè il Medioevo è un’epoca relativamente lontana da noi. Qualcosa di distante alla volte può renderci indifferenti! Detto questo, nella mia esperienza scolastica, solo all’Università mi sono accorta che il medioevo è una parte della storia che va rivalutata. Mi sono trovata di fronte a delle persone che mi hanno detto che il Medioevo sono i secoli bui per eccellenza perchè la gente gettava dal balcone i rifiuti biologici: nell’età moderna invece con i rifiuti biologici ci si faceva il compost? Non credo proprio! Altri invece sostengono che il Medioevo sia un’epoca buia perchè costellata da innumerevoli guerre (guerra dei cent’anni, Crociate ecc ecc), mentre invece il Novecento, per esempio, è stato divertente come il carnevale di Rio? Ho sentito dire che il Medioevo fa parte dei secoli bui per la violenza riservata alle donne, invece nel 2019 le donne sono libere come farfalle? Sinceramente credo che ogni epoca, dalla protostoria al 2019, sia costellata di periodi bui e di periodi meno bui, con avvenimenti più o meno piacevoli, con enormi scoperte scientifiche, mediche, agricole e via dicendo. Ogni epoca è un po’ Medioevo e tutto il Medioevo è un po’ contemporaneo.

Dopo aver scritto il tuo primo saggio, hai mai pensato di cimentarti nella stesura di un romanzo?

No. Non ho abbastanza fantasia per inventarmi una storia, e poi non so scrivere i dialoghi! Ho in programma, a stesura di un nuovo saggio!

E tu quali libri ami leggere?

Il mio genere di libri preferito, e chi ha avuto modo di vistare la mia pagina Facebook lo sa, sono libri a carattere storico-medievale. Adoro leggere romanzi storico-medievali e saggi medievali. Per quanto riguarda i romanzi i miei preferiti sono quelli della saga Il Giglio e il Grifone di Giovanni Melappioni, ma ne ho letti molti altri. Per quanto riguarda i saggi ne ho apprezzati molti e attualmente sto leggendo il saggio Vestire nel Medioevo della Imperio che trovo molto bello e istruttivo.

Grazie per essere stata con noi, è stato un piacere porti qualche domanda per conoscerti meglio! A presto!

 

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