Le streghe dell’Essex

A cura di Sara Valentino

Anno 1566.

Migliaia di donne vengono accusate, condannate e messe al rogo in tutta Europa.
Giudici di campagna si improvvisano inquisitori e processano donne accusate di essere streghe.
Jean Bodin scrive in quegli anni il “Demonomanie”, testo che racchiude parole che tolgono il respiro, le streghe non vanno processate, secondo lui, per tramite del normale sistema giudiziario. Asserisce questo:

”L’accusa di stregoneria è difficile da verificare ed è oscura; così difficile che, se si seguisse la normale procedura, su un milione di streghe non si riuscirebbe ad acciuffarne neppure una”

Mi ha incuriosito particolarmente un capitolo che la Deangelis, nel suo libro “Il libro nero della caccia alle streghe”, ha dedicato alle streghe dell’Essex, una regione che ho avuto modo di vedere tra le pagine de “il serpente dell’Essex”, sicuramente è un luogo che nel mio immaginario si presta benissimo a queste storie, che però aimè sono fatti accaduti realmente, pur avendo del fantastico.

Il mondo inglese è stato sempre teatro di leggende legate a elfi, folletti o fate e persino Macbeth è stato condannato dalla profezia delle streghe, nonostante ciò il 1600 inglese fu cosparso di roghi e le accuse non mancarono nemmeno tra le corti, basti pensare alla Bolena accusata di stregoneria da Enrico VIII.

Torniamo nell’Essex in un caldo giorno,  il 26 luglio 1566, alcune donne vengono condotte davanti ai giudici accusate di stregoneria; la prima è Elisabeth Peverel Francis dodicenne: tutto ebbe inizio quando la nonna le regalò un gattino dal nome “Satana”, un gatto speciale senza dubbio che esaudì i desideri della ragazzina più disparati, da nuove pecore nel gregge all’amore incondizionato di un uomo, caso volle che il gatto “Satana” volesse essere pagato e si prese una vita innocente allo scopo, sua figlia.
Alla fine Elisabeth, stufa del gatto speciale, se ne disfò regalandolo ad Agnes: una povera donna indigente che uso’ il potere di “Satana” per vendicarsi della poca solidarietà dei vicini.
Il gatto si trasformò addirittura in rospo ed Agnes lo nutriva attraverso il suo sangue che succhiava e poi attraverso un lungo bacio trasferiva a “Satana”
Ma Agnes aveva una figlia e nessuno è al sicuro dal male così anche la giovane Jean cede al Diavolo anima e corpo e finisce sul banco dell’inquisizione, l’accusa? La piccola Agnes Brown vicina di casa rifiutatasi di concedere del pane a Jean aveva avuto la spiacevole visita di un enorme cane nero, che altri non poteva essere che il nostro gatto speciale “Satana”.
Agnes Waterhouse ed Elisabeth Francis confessarono tutto questo, la prima venne condannata al rogo il 29 luglio del 1566, la seconda alla gogna e a un anno di prigionia.

Curiosamente Elisabeth nel 1579 venne giustiziata, nuovamente accusata di stregoneria dopo aver lanciato un maleficio che si sarebbe poi verificato, giacchè la signora Poole, presunta vittima della strega, ebbe un forte mal di testa.

Molte donne furono giustiziate perchè accusate ingiustamente per torte di mele “stregate” che avevano la capacità di uccidere  o per bevande e tisane che vennero definite “velenose”.

Quanta ignoranza e paura è nascosta dietro a queste tristi morti?

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