Le trame di Bea. Il dipinto – Mara Bozzolan e Annalisa Nozza

Trama

Cosa può succedere al matrimonio della tua migliore amica, che ha come location un castello da favola nel Bergamasco? Beatrice, per tutti Bea, si ritrova svenuta per terra dopo aver visto un salice piangente nel meraviglioso giardino del maniero. Da quel momento in poi la vita di Bea, semplice e ordinaria, prende un’altra piega, avventurosa e magica.

Fondamentale sarà l’incontro con Andrea, il nipote del principe Edgard proprietario del castello, con il quale la giovane intraprenderà un’appassionante ricerca storica su un misterioso dipinto collocato nella stanza degli amori infelici. In un’atmosfera sognante, tra il naturale e il soprannaturale, verrà alla luce una verità in cui la storia è la vera protagonista. Senza dimenticare il grande amore.

Recensione a cura di Flavia Zaggia

Quattro mani, due autrici alla prima esperienza (Mara Bozzolan e Annalisa Nozza),un libro.

Oppure se preferite un racconto, due protagonisti (Beatrice e Andrea), quattro ingredienti: amore, mistero, storia e ironia. Ma procediamo con ordine….

I Protagonisti: lei (Beatrice) è una studentessa un po’ “impacciata, romantica e soprattutto regina delle gaffe” che si trova suo malgrado in situazioni imbarazzanti che avrebbe voluto evitare. Insomma, una sorta di Bridget Jones nostrana che il lettore impara subito a conoscere e che immediatamente ispira un sentimento di simpatia e protezione. Lui (Andrea) è bello, giovane, occhi azzurri, nobile e con un carattere schivo. Il perfetto principe azzurro che sembra uscito da una fiaba, nipote del proprietario di un castello.

L’amore: ovviamente non può mancare. Quella tra i protagonisti è una storia d’amore fatta di passeggiate, corteggiamento, entusiasmo e complicità. Mano a mano che si conoscono i due ragazzi scoprono di avere molte cose in comune e per Andrea, figlio adottivo in cerca delle sue vere origini, è naturale chiedere a Beatrice di aiutarlo nella ricerca di informazioni più precise sulla storia del castello, dei suoi affreschi e sulle cartografie conservate nei vecchi bauli.

Il mistero: è contenuto in uno degli affreschi che si trovano nella stanza degli Amori infelici del quale nessuno sa spiegare il significato. Chi sono i soggetti che raffigura? Qual è la storia a cui fa riferimento? I due giovani che sono stati ritratti sono esisti davvero o si tratta di un’opera di fantasia? Unico indizio da cui partire è la raffigurazione di un salice piangente molto simile (forse lo stesso) a quello che si trova nel giardino del castello.

 … un salice piangente, disteso sotto c’è un uomo, ma non si capisce se è morto o semplicemente ferito, dato il sangue che sembra sgorgargli dal petto, e a fianco di lui c’è una donna. L’uomo ha un amano appoggiata sull’addome di lei e i due sono circondati dal alcune zucche. La cosa strana è che la donna ha il volto girato dalla parte opposta e sembra quasi non voglia guardarlo in viso, ma il volto di lei è particolarmente triste e sembra quasi rigato dalle lacrime.

La storia fa da sfondo a tutta la vicenda e fornisce gli elementi che rendono la narrazione avvincente. Il dipinto misterioso ci permette di conoscere personaggi realmente esistiti come Bartolomeo  e Francesco Colleoni e la di lui moglie Beatrice di Langosco.

Il castello di Cavernago, che si trova nell’omonimo paese in provincia di Bergamo, è il luogo dove i nostri protagonisti cercano risposte ai mille interrogativi e in cui si muovono attraverso sale e cortili che ancora oggi è possibile visitare.

L’ironia è l’elemento che mi è piaciuto di più perché rende questo libro vivace, fresco e attualissimo. Il linguaggio narrativo è moderno e scorrevole. Belli i riferimenti a Ghost Wisperer e Medium con i quali la protagonista cerca di sdrammatizzare le strane sensazioni che avverte all’interno del castello e piacevolissime le descrizioni dei pensieri di una giovane studentessa alle prese con lo studio e un amore che fa muovere le farfalle nello stomaco.

Ho sorriso molto e ho trovato divertente la parte iniziale in cui piano piano emerge la figura di Beatrice che in prima persona si presenta al lettore in modo immediato rivelando i suoi pregi, i difetti e l’anima da incorreggibile sognatrice.

Nell’insieme un libro molto piacevole che si legge volentieri lasciandosi trasportare dalla fantasia e, perché no, dall’ottimismo. Non mancano spunti di riflessione interessanti sul significato della storia e dell’importanza della conoscenza tramandata tra le generazioni che nell’età moderna spesso viene accantonata.

 

 

In questo momento tutto il fascino che il passato ha per me irrompe furioso nel mio essere, ovvero la storia è sui libri ma è anche presente, noi siamo la storia o almeno la conseguenza di avvenimenti accaduti prima di noi. Noi siamo qui come la continuazione della storia…..quante cose facciamo e quante dureranno nel tempo? Noi in particolare viviamo in un presente dove tutto è fugace, tutto è deperibile e ha vita breve. Abbiamo più tecnologia di qualsiasi altra epoca, ma questo fa si che tutto sia superato facilmente…..

 

Copertina flessibile: 126 pagine

Editore:Scatole Parlanti (4 maggio 2017)

Collana:Voci

Lingua:Italiano

ISBN-10:8832810190

ISBN-13: 978-8832810196

Link d’acquisto:Le trame di Bea. Il dipinto

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