Leonardo e la morte della Gioconda – G. P. Rossi

Trama
Un manoscritto creduto perduto e misteriosamente ritrovato, due storie legate tra loro.
Salaì, discepolo indisciplinato di Leonardo, violento e ladro, si trova suo malgrado a investigare insieme al maestro sul misterioso avvelenamento di Bianca Giovanna Sforza, presunta modella della famosa Gioconda. Circondati da situazioni oscure e magiche, la loro avventura si dipana in una Milano del 1496, descritta in modo accurato, con i suoi Sestieri e Contrade e in mezzo ai suoi meravigliosi Navigli. Leonardo e Salaì scopriranno che dietro a tutto vi è lo zampino della Francia, con il preciso intento di spodestare il Moro e di entrare a Milano, cosa che avverrà nel 1499. A causa di ciò, Leonardo sarà costretto a fuggire e, dopo mille peripezie, dovrà rifugiarsi nella stessa Francia con il suo nuovo discepolo, Francesco Melzi. Qui la Gioconda, ovvero il dipinto di Bianca Giovanna Sforza, sarà la chiave di tutti i misteri, al centro dei quali vi sarà l’oscura presenza della strega Arima, che continuerà a tormentare Leonardo fino alla mortale resa dei conti.

Recensione a cura di Maria Rita Truglio
Il 2019 è l’anno del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci: in molti stanno rendendo omaggio al suo genio con eventi e varie iniziative.
Anche l’editoria sta facendo la sua parte con uscite dedicate all’artista.
Questo romanzo di G.P. Rossi, ad esempio, è una cornice perfetta; racchiuso in queste righe infatti, c’è un Da Vinci dalle mille sfaccettature: in una miscela di giallo e storico leggiamo di un Leonardo nelle vesti inedite di investigatore pur mantenendo il suo estro artistico.Con piena consapevolezza delle sue doti e con la fierezza che ne concerne, Leonardo cercherà di svelare l’arcano che da un po’ di tempo sta sconvolgendo la corte del Moro. Qualcuno sta cercando di uccidere sua figlia Bianca.
Accompagnato dal suo fedele Salai lo vediamo per le strade di Milano in cerca di risposte.
Ed è proprio dalle parole del suo allievo che apprendiamo i vari eventi.

Il suo incedere non era dovuto a spavalderia, erano anni che lo osservavo e avevo capito che, per lui, trovarsi in mezzo alla gente era come per un Dio camminare tra i mortali

La magia e l’eretismo fanno da sfondo ai paesaggi dei Sestieri Milanesi. Leonardo crede che qualcuno che lui stesso ha dipinto possa avere le risposte che cerca. Qualcuno che da molti è considerata una strega.
Ma non crede a questa diceria. Secondo lui dietro l’immagine che ha costruito intorno a se, si nasconde una donna colta capace di mettere in atto i suoi studi.

“L’ho più che vista” disse. “L’ho dipinta” mi svelò. “E no, non credo nella magia, ma solo in ciò che ancora non conosciamo”

Con l’impressione di leggere un vero e proprio manoscritto cinquecentesco, Salai ci fornisce molte informazioni sul suo maestro non mancando di citare le sue opere. Abbiamo l’onore di vivere la nascita di uno dei suoi quadri più famosi, il cui sorriso ancora oggi è un rompicapo per molti. Giocando sulle varie leggende a esso legate, l’autore costruisce fili di storia perfettamente amalgamata con il mistero che dà la spinta alla trama.

 

Era complicato descrivere come Leonardo si rapportasse con il mondo, ho sempre pensato che la sua realtà fosse diversa da quella che vedevano le altre persone, compreso me stesso

Quando la narrazione passa nelle mani di Francesco Melzi, altro discepolo del maestro, la trama si fa più sintetica ma non meno eloquente.
Alla corte di Francesco I di Francia c’è solo una pace apparente. Quella sensazione di non risolto, quell’aura di magia, continuano a riportare Leonardo in Italia e a quel che è stato.
Sentimenti che lo perseguitano e che solleticano il suo intuito.
Una sensazione di dejà vù.

Alla fine, con passo spedito, giunsi nella sala del consiglio, dove ero sicuro di trovare il re; infatti lo vidi camminare su e giù per la stanza, sembrava nervoso

La storia sembra ripetersi con un comune denominatore.
L’apparenza inganna e i tasselli sembrano tornare al loro posto.
Attraverso simboli ed elementi iconografici, Leonardo lascia ai posteri la sentenza che solo un occhio attento può individuare. La pittura è il mezzo.
La risposta è negli occhi di chi guarda.

Lo guardai e sorrisi, quasi come la Gioconda. “Niente” replicai, prendendo il pennello e la lente del maestro. “Concludo solo l’opera del mio maestro

G.P. Rossi non ha costruito solamente un romanzo di mistero ma un vero e proprio tramite per meglio comprendere le opere di Leonardo. Con la sua narrazione ha messo gli accenti sulle caratteristiche più importanti dell’artista, come può essere la sua illimitata curiosità verso il mondo che ti permette di spaziare nella sua mente fervida. Ha saputo giostrare sapientemente le innumerevoli leggende che ruotano attorno la sua figura e gli avvenimenti del suo tempo creando il giusto connubio tra vero e falso.

“Concludo solo l’opera del mio maestro” gli rivelai, mentre mi misi a scrivere nell’occhio destro due semplici lettere, L.V.

 

 

Copertina flessibile: 208 pagine
Editore:
Diarkos (16 luglio 2019)
Collana:
Narrative
Lingua:
Italiano
EAN 9788832176162
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