Lettura condivisa “Il pendolo di Dio” di Jordi Díez

Nel mese di marzo abbiamo letto insieme “Il pendolo di Dio” di Jordi Díez

Prima di leggere i commenti dei nostri lettori, vi lasciamo un po’ di trama :

Per secoli e secoli, i discendenti di una comunità essena hanno cercato di tenere nascosto l’ultimo regalo di Gesù… fino ad ora. Cècil, un revisore contabile che si occupa di progetti umanitari nel Terzo Mondo, viene coinvolto in un losco traffico di pezzi d’antiquariato che lo porterà sulle tracce di Azul Benjelali, un antico amore, studiosa di lingue del passato, in procinto di svelare un segreto che giace nascosto da migliaia di anni. Con l’aiuto di Mars, una misteriosa colombiana, Cècil si lancia in una corsa contro il tempo che lo porterà, un indizio dopo l’altro, sulle tracce degli esseni, degli antichi romani, dei templari, degli almogàveri, delle truppe borboniche e dei nazisti. Un rompicapo che i protagonisti dovranno ricomporre, prima che il segreto cada nelle mani di chi per secoli ha cercato di rubarlo.

Elisa Mannino  Dovessi dare un giudizio a stelline gliene darei 3, perché alla fine il protagonista mi sta simpatico. Ma tutto il libro mi ha lasciato estremamente perplessa. L’ idea non era male ma forse troppo ambiziosa. E per quanto si possa accettare l’influenza cinematografica a volte è un po’ esagerata

Nicola Valentini Per quanto riguarda il mio giudizio, farei copia e incolla con quello di Elisa .. buona l’idea, qualche buona trovata ma anche qualche esagerazione. Il finale, come dicevo in un post, mi ha lasciato perplesso. Anch’io assegnerei 3 stelline.

Fabiana Farina L’idea non è malvagia, tutto sommato è un bel libro leggero di quelli che si leggono sotto l’ombrellone, a tratti l’ho trovato incompleto come se mancassero parti della storia, soprattutto nel racconto attuale. Anche a me ha lasciato perplessa e piena di dubbi. L’unica nota di merito che posso sottolineare è avere nominato Joan Manuel Serrat, cantautore catalano che in pochi al di fuori della Spagna conoscono.

Sara Valentino L’approccio a questo romanzo è stato carico di aspettative perché la trama era veramente molto intrigante.L’idea dell’autore è buona, ma forse in questo romanzo ha messo decisamente tanto, troppo con il rischio di perdere inevitabilmente dei “pezzi” e mancare delle liaison necessarie alla fluidità del testo narrato.
Il protagonista Cecil manca un po’ di quella verve che lo avrebbe reso più appetibile.
La parte storica, per una mia personalissima predisposizione l’ho preferita alla contemporanea, sebbene abbia riscontrato delle imprecisioni.
La parte contemporanea a tratti è decisamente poco densa di suspense, ridondante in alcuni punti.
Nota positiva di questo romanzo, avermi dato la possibilità di approfondire la comunità degli Esseni, menzionati anche da Plinio il Vecchio e aver potuto vedere attraverso le pagine le grotte di Qumran.

Paola Nevola Thriller intrigante che mi è piaciuto e divertita. Inizia ai nostri giorni in Catalogna con un’asta che ho faticato a comprendere e una ricerca di una soprannaturale e divina reliquia, mentre qualcuno cerca di proteggerla c’è chi è pronto a tutto per averla per i propri egoistici scopi.
Colpi di scena attraversano i secoli toccando periodi storici e luoghi che inducono all’approfondimento.
I due finali mi sono piaciuti entrambi, quello storico lasciandomi tristezza e amarezza, quello contemporaneo come una metafora fantasiosa sul bene e l’amore.
Il pendolo oscilla in un moto perpetuo tra salvezza e dannazione, tra bene e male, sta all’uomo scegliere dove inclinarlo e alla fine una domanda mi sovviene: e se Gesù nascesse nella nostra epoca?

Maria Marques Un libro non impegnativo di cui ho preferito la trama dalla metà in poi. L’alternanza della narrazione tra passato e presente è gradevolmente equilibrata per incuriosire il lettore. L’idea alla base del libro non era malvagia,ma è mancato quel quid che catturasse la mia attenzione. Lo stesso Cecil, il protagonista è poco accattivante, alla fine a farla da padrone sono i personaggi femminili che finiscono per prendere in mano le redini dell’azione,delegando quelli maschili,anche i malvagi, in una dimensione sottotono. Ho trovato in particolare bello un capitolo ed il finale che riprende nuovamente un poco di originalità. Sicuramente da approfondire ,da parte mia,restano i ritrovamenti dei manoscritti di Qumran e gli Esseni.

Sara Quiriconi Trama accattivante. Mi ha incuriosita fin dall’inizio. L’idea dell’autore mi è piaciuta solo che in alcuni punti secondo me ci sono delle imprecisioni. L’autore scrive in modo semplice e la lettura scorre veloce. Il romanzo si svolge in due epoche diverse, una storica che mi ha incuriosita molto e una contemporanea più veloce e a tratti frettolosa. Si parla della classica lotta fra bene e male che ci porta a viaggiare per il mondo. Il protagonista, Cecil, non mi è rimasto subito simpatico diciamo che per i miei gusti sembra che gli manchi qualcosa, la marcia in più che lo renda accattivante. Belli i personaggi femminili che sono ben delineati e veri. Mi sento di consigliare la lettura visto che è scorrevole e veloce senza aspettarsi però colpi di scena.

Noelia Costa Inizialmente, dopo le prime pagine , sono stata tentata ad abbandonare la lettura perché non mi prendeva.. Ma ho comunque continuato e posso dire che ho fatto bene! Le sensazioni mentre leggevo sono state piuttosto altalenanti, ho apprezzato molto le parti in cui Mariam raccontava in prima persona e un po’ meno le vicende di Cecil e Azùl. Il capitolo finale, riguardante Mariam, mi ha lasciato col magone…
Se dovessi dare un voto, darei 7.

Roberto Orsi La struttura del racconto è quella classica del Thriller storico. Una ricerca ai giorni nostri che affonda le radici nel passato, alle origini del Cristianesimo. Idea non del tutto originale ma comunque con una trama e alcune trovate interessanti. La parte Contemporanea si spinge un po’ oltre in alcuni frangenti prendendo spunti dalla cinematografia Americana. I riferimenti agli Esseni, non troppo inflazionati in questo genere di romanzi, mi è piaciuto, così come molte parti storiche che attraversano diverse epoche fino alla seconda guerra mondiale. Un libro godibile ma che forse manca di quella ultima marcia per renderlo davvero innovativo e particolare. Nel complesso comunque posso dire che mi è piaciuto

Eliana Corrado Una lettura che non mi ha convinta, aprendo fin da subito il varco a parecchie perplessità. Pur consapevole che si trattava di un thriller stile americano, con rocambolesche, e soprattutto fantasiose, azioni, queste risultavano, appunto, troppo fantasiose, quasi inverosimili, facendo perdere credibilità al tutto.
L’impressione che ne ho ricavato è che sia tutto molto squilibrato: parti con eccessive descrizioni di particolari del tutto ininfluenti alla trama e alla narrazione si alternano a parti che, pur essendo, invece, fondamentali al plot sono piene di vuoti logico-narrativi. Disequilibrio che ho riscontrato anche nei personaggi: ben particolareggiati quelli femminili a discapito di un totale appiattimento di quelli maschili che risultano persino livellati e quindi indifferenziati persino nelle loro peculiarità principali e generiche, al punto da non esserci quasi differenza alcuna tra i “buoni” e i “cattivi”.
Nemmeno il protagonista Cecile è mai riuscito a entrare nella parte, fin quasi a diventare una mera comparsa.
Disequilibrato anche il finale: se quello relativo ai due protagonisti lascia parecchie perplessità, è credibile e apprezzabile quello racchiuso nell’effettivo ultimo capitolo del libro che ha un tono e una “originalità” molto particolari.
Un romanzo che, a mio parere, pecca di eccessività e ridondanza, tutto troppo, o troppo poco: troppi personaggi con poco o nullo scavo psicologico o identità; troppi fatti, troppi intrecci con poco collante gli uni agli altri; troppi “effetti speciali” che, però, non creano suspense né generano adrenalina nel lettore; troppe imprecisioni nella parte propriamente storica, e qualche licenza un po’ troppo fantasiosa nella parte di thriller contemporaneo che, a volte, sfociando quasi nel paradosso fa perdere di credibilità a tutto; infine troppe pagine con poche varianti e variabili tonali tra i diversi personaggi.
Peccato, perché l’idea di fondo non è male, ma così come è stata resa non funziona, perdendo parecchi pezzi per la via.

Jessica Pennini Pur non avendomi convinta del tutto, posso dire che è una bella lettura che consiglio, grazie anche allo stile scorrevole e semplice. La trama intriga e alcuni personaggi li ho trovati ben delineati. Per il resto anche il finale mi ha lasciata un pò perplessa.

Fabiola Màdaro Devo ammetterlo, ho faticato un po’ ad arrivare alla fine di questo libro. La storia di per sé era buona, ben scritta e in alcuni punti accattivante, ma in altri ho trovato un po’ di lentezza che in questo periodo di scarsa concentrazione ha fatto in modo che perdessi interesse. Superati determinati scogli poi la lettura ha preso il via e la storia mi ha conquistata, anche perché tratta di argomenti di cui ero completamente a digiuno. Avrei sicuramente voluto un Cècil più “convinto”. I personaggi femminili invece sono tutti così ben delineati che è impossibile non vederli e non affezionarsi. Il finale mi ha lasciato un po’ perplessa in effetti…ma credo che non sia l’unica a percepire questa sensazione.

Roberto Salsi Un thriller che non mi ha convinto soprattutto all’inizio per quanto riguarda la vicenda contemporanea, la storia della finta asta e dei personaggi che ci girano attorno proprio non l ‘ho capita. Molto meglio la parte storica, soprattutto perché ha toccato un tema di mio grande interesse come i primi anni del Cristianesimo. Tornando alla vicenda contemporanea c’è una ripresa di ritmo nella seconda parte del romanzo che avvince il lettore fino a spiazzarlo con un finale…inaspettato.
Validi i quattro personaggi femminili che da soli portano avanti la storia, mentre ho trovato insignificante e scialbo Cecil.
Complessivamente una buona lettura, senza impegno che ricalca lo schema classico del thriller storico con un mistero che affonda le radici nel passato per risolversi nel presente

Luciana Morganti Ho letto volentieri questo romanzo e nel complesso mi è piaciuto: è ben scritto e con una storia interessante, se si tralasciano evidenti assurdità, tipo la finta asta; inoltre ci sono molti spunti storici e argomenti di riflessione. Tuttavia, devo dire che non mi ha “preso”: non è il genere di libro che ti impedisce di dormire perché devi vedere cosa succede nella pagina seguente. Durante la lettura mi è capitato di distrarmi e pensare ad altro, di chiuderlo senza rimpianti. Probabilmente dipende dall’eccesso di informazioni inutili di cui è infarcito (ad esempio al ritorno di un viaggio mi dice che ha messo i vestiti in lavatrice) e dallo scarso spessore dei personaggi. Anche il finale mi è sembrato un po’ troppo frettoloso.

Antonella Lanzo Devo essere sincera, questo libro non mi ha preso molto, Il protagonista all’inizio mi è stato anche un po’ antipatico, poi piano piano…i personaggi femminili mi sono piaciuti di più, molto forti e ben delineate, i cattivi? Boh! Non lo so. Il finale mi ha lasciato un po’ perplessa, mi è sembrato un po’ affrettato nella conclusione. Metto solo due stelline

Alessandra Ottaviano In definitiva il romanzo non mi è dispiaciuto. La parte contemporanea, che ben si intreccia con quella storica, scorre velocemente come fosse un film, ha il giusto ritmo e una scrittura semplice.
Però i diversi refusi, le imprecisioni storiche e soprattutto le forzature hanno reso il libro poco credibile. E io amo la credibilità anche in un semplice thriller.
Le storie devono essere verosimili, questo non mi ha convinta al 100%
Il finale vira troppo nell’ “americanata” I personaggi potevano essere meglio delineati.
Tuttavia alcune riflessioni e passaggi dell’autore mi hanno colpita molto e li ho anche posti alla vostra attenzione.

Antonia Er Ammetto che per ingranare mi ci è voluto un po’, infatti ho iniziato con notevole ritardo perché presa da altre letture. Quando poi ho superato il momento iniziale mi è presa la curiosità e sicuramente la lettura ha preso un’altra piega. Diciamo che ho apprezzato maggiormente la parte ambientata nel passato, forse perché è un periodo che conosco poco e che mi incuriosisce. La parte ambientata nel presente l’ho trovata a tratti confusa (ad esempio la parte dell’asta è un po’ nebulosa, forse è il motivo della poca convinzione iniziale) e a tratti esagerata. Ciò non toglie che è un libro piacevole, con un buon ritmo, infatti pur avendo iniziato più tardi sono riuscita ad arrivare all’epilogo in breve tempo. Sicuramente lo consiglierei per una lettura non troppo impegnativa

Diana Stella Il libro non mi ha né convinta né avvinta. Un thriller in stile troppo americano con azioni fantasiose e inverosimili.Troppi particolari che nulla aggiungono alla narrazione e troppe le parti piene di vuoti logici.
Troppi i personaggi, troppo poco identificati e privi di risvolti psicologici, con i quali non sono riuscita ad entrare in sintonia.
Un eccesso di fatti e di intrecci poco collegati gli uni agli altri (a volte ho avuto la sensazione mancassero delle pagine) e troppo spesso risolti con coupe de théatre inverosimili e che non mi hanno provocato nessun senso di aspettativa né tanto meno suspence
Il finale aperto di fa paventare un prosieguo
Imprecisa la parte storica.
Concludendo, una buona idea che non ha funzionato

Patty Bra Purtroppo la lettura non mi ha coinvolto, non mi sono sentita empatica coi protagonisti che a mio parere non sono stati approfonditi bene. La storia è un continuo salto tra presente ed episodi del passato, il tutto talmente veloce da rendere confuso tutto l’insieme. Ho apprezzato molto la parte sugli Esseni, un popolo di cui si parla poco, addirittura non riportati nei vangeli. Per concludere una lettura carina per passare qualche ora in relax.

Alice Croce Ortega Dunque, a me il libro è piaciuto discretamente: diciamo che a volte anch’io ho trovato qualche passaggio un po’ brusco, come ad esempio quando Cècil vede Azul a Gerona, non si capisce a tutta prima da dove salti fuori questa… Ma comunque nulla che mi abbia creato difficoltà a seguire la trama. Poi anche una certa disarmonia tra le parti ambientate nel presente, a volte un po’ prolisse, altre troppo “tagliate giù con l’accetta”, mentre quelle ambientate nel passato le ho trovate quasi perfette, a parte le piccole imprecisioni. Si vede che l’autore è “nel suo brodo”. L’asta è una trappola ordita da…, alla fine risulta chiaro, ma d’altra parte il mistero che c’è sotto non può essere subito svelato, in quanto il ruolo di un personaggio insospettabile… ecc ecc. In ultimo il finale: o si ama o si odia, ma sicuramente sorprende….

Giancarla Erba Un libro altalenante, a volte sottotono, a volte sopra. La storia di per sé è affascinante e la parte meramente ” storica” mi è piaciuta molto, quella contemporanea in effetti poteva essere curata e approfondita meglio. I personaggi maschili sono un po’ deboli, soprattutto i protagonisti, sia i contemporanei che gli storici. Le donne invece sono meglio rappresentate e sicuramente sono il perno su cui si regge la storia. Il finale sorprendente e, secondo me, non conclusivo ma molto affascinante, un ottimo coup de thêatre. Tutto sommato una lettura gradevole anche se non di quelle che lasciano segni indelebili.

Norma Mantegazza Ho iniziato questo libro senza grandi aspettative, come faccio sempre, per evitare delusioni.
Ho gradito maggiormente la parte storica con i riferimenti alla comunità degli Esseni, a Plinio il Vecchio e ai manoscritti di Qumran.
La scrittura è scorrevole e gradevole, i personaggi femminili la fanno da padrone, tutti ben delineati e molto più forti rispetto a quelli maschili.
Finale che sorprende sicuramente è mi ha strappato qualche lacrimuccia.
Lettura non troppo impegnativa, nel complesso

Mariagrazia Dicarlo Lettura scorrevole… trama piacevole… mi sono piaciute molto le descrizioni… anche dei protagonisti… a che se in alcuni punti troppo lunghe.. tanto da rallentare il racconto…. ma nel complesso questo libro mi è piaciuto…

Grazie a tutti voi per aver partecipato!

 

Facebook Comments

Precedente I misteri dei Montefeltro nella "Flagellazione di Cristo" di Piero della Francesca - prima parte Successivo Un caffè con Robespierre di Adriana Assini