Lettura condivisa : Q – Luther Blissett

Nei mesi di gennaio e febbraio 2018 abbiamo letto insieme Q di Wu Ming sul gruppo facebook Thriller Storici e dintorni.

Di seguito, come sempre, i commenti di tutti i partecipanti! Ma prima un po’ di trama per conoscere il libro:

Anno Domini 1555. Sopravvissuto a quarant’anni di lotte che hanno sconvolto l’Europa, un eretico dai mille nomi racconta la sua storia e quella del suo nemico, Q. Predicatori, mercenari, banchieri, stampatori di libri proibiti, principi e papi compongono l’affresco dei tumultuosi anni delle guerre di religione: dalla Germania di Lutero, al regno anabattista di Münster, all’Italia insidiata dall’Inquisizione. “Q” è l’esordio narrativo del rivoluzionario collettivo ora noto come Wu Ming.

Michele Sbriscia Vorrei fare alcuni esempi di come mi sono sentito leggendo Q di Luther Blissett.
A volte mi sentivo in riva al mare, con onde gigantesche. Onde che mi rapivano e mi portavano negli abissi, sbattuto e scaraventato con violenza. E poi mi rigettava fuori, in attesa della prossima onda.
A volte mi sentivo torcere le budella, talmente forte da dover piangere.
Si, piangere. Come a Munster, assieme a tutti Loro.
Per riuscire a farvi comprendere quanto la lettura di questo romanzo abbia segnato la mia anima, da ora segnerò i libri letti prima di “Q” in AQ e dopo “Q” in DQ!
Se volete farvi rapire da un libro che vi mostri la storia da un’angolazione diversa e soprattutto una lettura della storia da un differente punto di vista, “Q” è un ottimo punto d’inizio .
Per quanto riguarda lo stile e il linguaggio, sono crudi e cruenti, le frasi e i capitoli corti. Quello che amo di più!
È stata veramente un bellissima e lunghissima avventura!
Scelgo due frasi per ricordarlo.
“I cuori impavidi amano il cuore della notte. È il momento in cui è più difficile mentire, tutti siamo più deboli, vulnerabili. E il rosso del sangue scompare assieme a tutti i colori.”
“Ieri ho domandato a un bambino di cinque anni chi fosse Gesù. Sapete cosa ha risposto? Una statua.”

Alberto Avanzi Q è uno di quei romanzi che ti restano dentro, non ti lascia indifferente.

Un eccezionale affresco storico e al tempo stesso una miniera di spunti di riflessione.

Come nei migliori romanzi storici i temi trattati parlano all’uomo d’oggi. La religione e il suo uso politico, le differenze sociali e i tentativi di modificare l’ordine costituito, con la religione usata come arma, da taluni per legittimarlo e da altri per contestarlo. La follia e paranoia di chi conquista il potere contando sul fanatismo dei suoi seguaci.

Passi come “Per non dire poi delle menti raffinate che convogliano l’odio delle genti basse, il rancore sordo che cova da sempre, verso se stesse, dividendole in fazioni e creando mille pretesti, e mille giochi, perché queste abbiano a sfogarsi tra loro, con spargimenti di sangue tanto cruenti quanto immotivati, e mai contro coloro che stringono il bastone del comando” oppure “..L’impressione mia è che poco importi a questo pio banchiere chi contragga credito presso i suoi forzieri, sia esso imperiale o francese, cattolico o luterano, cristiano o musulmano; essenziali sono per lui il quanto e in quale forma. Che questa guerra venga vinta dagli uni o dagli altri, ai suoi occhi non fa grande differenza, ma a ben vedere la condizione ideale per questo giovane finanziatore non è altra che quella di stallo, ovvero di una guerra perenne che non veda mai vincitori nè vinti e tenga legati ai cordoni della sua borsa le teste coronate di tutto il mondo”.
O ancora “”Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto. Una sconfitta non rende ingiusta una causa” restano nella mente e nel cuore del lettore. Ma potremmo fare decine e decine di esempi.

La trama è ricchissima e impossibile da riassumere, non solo per non guastare la sorpresa a chi lo leggesse per la prima volta, ma anche e soprattutto per l’incredibile sequenza di fatti e personaggi. Se nel romanzo storico “classico” come Ivanohe o I promessi sposi (o fra i contemporanei Il nome della rosa o I pilastri della terra) ci si concentra su un tempo e luogo ben precisi, e i protagonisti sono pochi personaggi storici che interagiscono con personaggi inventati, qui spaziamo per tutta l’Europa durante la riforma protestante, con dovizia di personaggi, anche minori, che sono quasi tutti veramente esistiti. A me, questo ha fatto venire in mente un’analogia con il film “Forrest Gump” (non ho mai letto il romanzo, di Forrest Gump). Il tramite è dato dai due narratori, con il narratore principale, misterioso uomo senza nome prima e dai molti nomi poi, che si alterna a un altro narratore che interviene per mezzo di lettere.

Si nota quindi un grande lavoro di ricerca storica, che è però al servizio della trama e non viceversa. L’inizio potrebbe risultare per alcuni faticoso, ma procedendo nella lettura ci sia affeziona via via ai personaggi e alla trama, che a un certo punto scorre veloce verso la resa dei conti finale, lasciando quasi un senso di abbandono alla fine, quando ci tocca lasciare i nostri personaggi.

Lo stile è essenziale e diretto, gli autori fanno parlare ai loro personaggi il linguaggio di oggi. DI tanto in tanto, e più frequentemente andando avanti, si dà spazio a riflessioni, sia da parte del narratore principale sia da parte dei personaggi. Leggendolo, talvolta si ha l’impressione di avere a che fare con più mani. Questo dipende forse dalla natura collettiva dell’autore, ma anche dai differenti momenti del romanzo, che alterna azione e introspezione.

Un romanzo né semplice né banale, ma che sicuramente merita di essere letto, anche solo per dire “non mi è piaciuto”. Una sorta di classico contemporaneo, irrinunciabile.

Angela Digennaro Una sfida con me stessa, leggere un libro comprato ben 18 anni fa… e restarne intrappolata. Il desiderio di abbandonarlo, nelle prime 100 pagine, è stato davvero forte. Per fortuna ho desistito e resistito e confesso di essermi sentita, a fine lettura, orfana ed un po’ malinconica.
Leitmotiv del racconto: la memoria. Che si dipana sul filo di un intrigante carteggio, un interminabile viaggio, una missione da compiere. Una incalzante trama fitta di avvenimenti, ricca di nomi, personaggi, imprese tragiche, eroi, giullari.
Da sfondo, la Riforma protestante, i sovvertitori dell’ordine religioso ed i “Potenti”, abili giocatori di scacchi…
Una lettura complessa che richiede impegno ma appaga a livello emozionale e culturale.
Q: “Due facce della stessa medaglia”.

Fabiana Farina Devo ammetterlo, ho fatto fatica a seguire la lettura della prima parte, non tanto perché noiosa, lenta o pesante, ma bensì perché i fatti raccontati non erano alla mia portata visto che ignoravo gran parte della storia, mi limitavo al massimo a sapere delle 95 tesi di Lutero affisse al portone della cattedrale, e per questo l’ho trovato confusionario.
Man mano che il racconto si snodava ho iniziato a trovare il libro gradevole, intenso però non scorrevole dal momento in cui nella seconda e terza parte ogni tanto mi perdevo tra i meandri della storia dovendo tornare indietro a rileggere alcuni passaggi per poter riallacciare la trama.
La lettura di questo libro mi ha portata alla scoperta, oltre ai fatti storici,di continue informazioni su i personaggi e i fatti narrati. Inoltre, ho scoperto intere citazioni che ritengo essere di una validità attualissima.
Il finale è meraviglioso, la scoperta di Q è magistrale…chi mai avrebbe pensato che fosse proprio lui!.
Per me è un libro da tenere in bella vista, sempre a portata di mano e quando sarà il momento o come normalmente si dice, “quando ci chiama” riprenderlo in mano e iniziare a rileggerlo. Di questa lettura mi porto dietro personaggi, storici e non, di un certo calibro e soprattutto una frase che continua a ronzarmi in testa: “ovunque vi sia un contadino o un artigiano scontento, affamato, o maltrattato, vi è un eretico in potenza…” che ancora mi fa riflettere, mi fa pensare che se i canoni religiosi dell’500 vivessero tuttora noi tutti saremmo in aria di eresia.
Secondo me è un libro da rileggere tra qualche anno e sono sicura che la visione o prospettiva che sia, cambia secondo i nostri stati d’animo e il nostro vissuto.

Luciana Morganti Mi spiace, ma questo libro nel complesso non mi è piaciuto. Ci sono alcune pagine bellissime con innumerevoli spunti di riflessione, ma sono molte di più le pagine che mi hanno veramente annoiato.
In realtà per commentare dovrei fare 2 recensioni. La prima parte (circa il 54%) proprio non riuscivo a leggerla e sono stata più volte tentata di interrompere: probabilmente è un mio problema, non ho più la mente agile dei giovani, ma l’andare avanti e indietro negli anni, i troppi personaggi (nessuno dei quali ben delineato) che si susseguono velocemente mi hanno confusa. La storia, quella vera, è caotica, per capirci qualcosa ho dovuto ricorrere spesso all’enciclopedia. Anche il linguaggio a tratti sembra troppo moderno, la retorica eccessiva.
Poi si arriva alla seconda parte: qui il libro diventa romanzo storico. La narrazione segue una linea retta, i personaggi esprimono la loro personalità, i loro pensieri, le loro emozioni e tutto diventa più chiaro. Se tutto il romanzo fosse stato scritto come la seconda parte, sarebbe stato un libro magnifico.

Paola Nevola All’inizio ero un po scettica mi sembrava un po noioso e pesante soprattutto non conoscendo questa parte di storia, ma alcuni tratti lasciavano presagire ben altro e che romanzo! Per me è stata un esperienza, un romanzo storico straordinario , che si riflette sul presente nell’eterna lotta tra il bene e il male , tra potenti e poveri. La storia di un uomo coraggioso che in virtù di un ideale da voce al popolo, che cade, sopravvive, si rigenera senza perdere i suoi valori, si trova ad affrontare i potenti subdoli e intriganti che si insinuano con le loro spie uno di questi è Q, il suo alter ego. Sullo sfondo tremende battaglie fratricide dove si respira la paura , la morte, il sangue, il freddo , la fame, a trascinare sono deliranti visionari profeti , in uno scontro religioso di ideologie e i potenti prelati di Roma prende vita la riforma protestante di Lutero. La Chiesa riesce a mantenere il suo potere con tremende inquisizioni , ma il pensiero tramite la stampa viene divulgato,varca ogni confine di città in città fino all’epilogo finale, regalandoci una speranza nel futuro. Tra stupende toccanti e vivide descrizioni, tra citazioni illuminanti questa mi ha colpita nel mio intimo: In questa vita ho imparato una cosa sola che l’Inferno e il Paradiso non esistono. Ce li portiamo dentro ovunque andiamo

Sara Valentino“c’è un tempo è un luogo ove ogni cosa abbia un inizio e una fine”
Una frase, delle tante, che in Q mi abbia colpita e fatto riflettere.
E allora partiamo da qui.. Q è stato un viaggio che si è svolto su due piani e come tali ha saputo nutrire due lati del mio essere, della mia mente.
Indubbiamente Q è un romanzo storico, con la S maiuscola; è la ricostruzione di fatti accaduti realmente tra il 1518 e il 1555 ed ecco l’importanza di quella frase
Il libro inizia dalla fine.
Ogni fine è un addio, una morte o un fallimento ma per ogni fine c’è un nuovo inizio e nessuno ce lo può dimostrare meglio di come lo faccia il protagonista di questo romanzo.
Q, però non è solo una storia, scritta indubbiamente a più mani, non è solo il diario di Q, non è solo le lettere di Q, inviato tra i tumulti a essere l’occhio di Carafa, è molto molto di più.

Q, è un viaggio all’interno dell’animo umano, ripercorre tutti i nostri stati d’animo e per farlo è un susseguirsi di scale, dal livello del fango, della polvere, dallo strisciare all’amore, si perché non è vero che non ci sia dolcezza in Q.. ci sono state pagine che mi hanno permesso di affacciarmi a una finestra.. ho letto di una costa, di un mare, di ombre e di colori, di gabbiani e pesci nella rete.
Descrizione viva così da sentire il profumo del mare, che amo ed è così lontano.
“Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto.Una sconfitta non rende ingiusta una causa”
Quanta verità e quanta emozione dietro a queste parole, sono così vere da creare una spaccatura nel cuore pensando al motivo per cui le si possa pronunciare.. perché Q è anche questo: commozione!
Come posso spiegare? Sono io il protagonista? Me lo sono chiesta seriamente se il collettivo avesse voluto creare questo effetto nel lettore
La potenza narrativa di Q riesce a scalfire anche le corazze create nel nostro intimo e con la sua forza dirompente si fa strada in esse; una scrittura che in principio mi è parsa faticosa da seguire, spezzettata a volte grezza a volte sublime, poetica é poi divenuta una droga, voler sapere ma avere il timore di giungere al termine.
Quanta potenza in questa frase, raggiunge livelli inimmaginabili:
È l’ultima riflessione del protagonista quando ricorda gli orrori di Monster senza volerli raccontare o forse vorrebbe solo dimenticare
“Il pozzo è profondo: un tonfo sordo nell’acqua nera”

C’è stato un punto in cui non mi è più parso significativo sapere chi fosse Q, ormai ero nella storia, ci vivevo tra le vie, le strade, le piazze, le orge e le calli.

Questa è una delle riflessioni che ho scritto leggendolo:
Così come affronto l’animo umano, che trascende i secoli ma rimane pur sempre il medesimo, allo stesso tempo posso uccidere senza pietà, posso commuovermi o sentire i gabbiani ed il vento tra i capelli.
Credo che sia un’esperienza di lettura che auguro a tutti. Mi è rimasto dentro a tal punto da inibirmi nella lettura di altri romanzi per diversi giorni.

Fabiola Madaro Prima devo fare una premessa: se non fosse stato per questa condivisa, sono sicura che non mi sarei mai avvicinata a questa lettura.
Q è un romanzo forte, ricco, pieno di frasi che impongono di fermarsi, rileggere e riflettere. E di frasi ne ho annotate tantissime, due fra tutte:
“I cuori impavidi amano il cuore della notte. È il momento in cui è più difficile mentire, tutti siamo più deboli, vulnerabili.” e “La memoria. Sacca piena di cianfrusaglie che rotolano fuori per caso e finiscono col meravigliarti…”.
Sono quelle che più di tutte hanno guardato dentro di me e hanno trovato spazio per restare. È sicuramente un libro che chiede a gran voce di essere riletto. La storia, scritta in prima persona, racconta le vicende di un eretico e dei suoi mille nomi, della sua sopravvivenza attraverso 40 anni di lotte e proteste che hanno sconvolto l’Europa. Ma narra anche, e sempre in prima persona, del suo nemico Q, enigmatica spia al soldo di Carafa. È stato un lungo viaggio della memoria in compagnia di eretici, predicatori, banchieri, stampatori di libri proibiti, papi e spie, tra la Germania di Martin Lutero,e il regno degli anabattisti di Münster, passando per l’Olanda fino a giungere in una Italia all’ombra dell’inquisizione. Ho trovato il modo di scrivere così inusuale e comunque diverso tra le varie fasi del libro stesso. Nelle prime due parti è stato quasi come leggere senza respirare, di fretta, quasi come ad essere inseguita da qualcuno e forse, il certi momenti, il respiro l’ho trattenuto davvero. La terza parte l’ho trovata più “calma”, più riflessiva, un ritmo molto meno agitato anche se ha saputo mantenere sempre alta la mia attenzione. È stato un libro che in un certo senso ha cambiato il mio modo di leggere, di “gustare” un romanzo. Giocando durante la lettura, l’ho abbinato ad una birra da meditazione, una di quelle dal sapore forte, senza schiuma, come a dire senza anima, una di quelle che al primo sorso ti fa pensare “non posso berla!”, ma poi ne assaggi un sorso dopo l’altro e scopri che ne vuoi ancora, che ti serve per meditare, per riflettere su ciò che è ma anche su te stesso. Una birra che di sicuro berrò di nuovo un giorno, magari proprio rileggendo Q.

Antonella Lanzo Avevo comprato questo libro un po’ di tempo fa, più di qualche volta l’ ho preso in mano , leggevo qualche pagina e lo mollavo, non mi ispirava proprio, è stato grazie alla vostra condivisa che ho scoperto un libro STRAORDINARIO.

Giordana Guadagnini Ho letto commenti e recensioni bellissime..io non sono capace di fare altrettanto perché,quando un libro mi è piaciuto tanto ,ed è il caso di Q, mi vengono solo aggettivi superlativi (tipo “consigliatissimo”..)..Ho in lista in biblioteca altri libri del collettivo…Grazie agli admin per averlo consigliato

Mariella Terra Un grande libro che parla di Historia, quella dei potenti, degli eserciti, degli intrighi e della Storia dei protagonisti visti nelle loro vicende quotidiane, con i loro dubbi e le loro paure. Un libro da leggere, sottolineare e rileggere ancora.

Eliana Corrado

Particolare e intenso, Q rappresenta, insieme a pochi altri, il romanzo storico per eccellenza, quello dove non sono i personaggi a far rivivere la Storia, ma la Storia a dar vita ai personaggi.
È la Storia che presta i suoi tanti volti ai personaggi che come specchi rifrangono sul lettore immagini diverse di uno stesso accadimento, occhi con angoli visuali diversi dai quali poter guardare e conoscere i fatti. I personaggi “servono” solo (si fa per dire) ad aprire porte secondarie dalle quali far entrare il lettore su campi di battaglia, in tipografie di libri da far circolare poi in maniera più o meno clandestina, in banche e postriboli, a parlare con luterani e antiluterani, soldataglia e contadini armati alla bell’e meglio che si battono, si sacrificano e sono pronti a farsi ammazzare in nome di quello che credono e sentono un loro diritto, un limite alla loro libertà.

Tre sono le parti principali in cui il romanzo è suddiviso, tre soli i personaggi che le attraversano e sono presenti in tutte e tre queste parti (Q, il protagonista senza nome ma dai tanti nomi e il cardinale Carafa); tre i luoghi principali del libro (Germania, Olanda, Italia). Eppure, a ben pensarci, ogni volta questo tre si moltiplica: il protagonista ha tanti nomi, ogni volta uno diverso, Q, è la spia, “l’occhio di Carafa” come viene definito, e quindi è se stesso, ma anche altro a sé, e Carafa è doppio! La Germania è la Germania principalmente di Lutero e di Munster “monito che incombe sulla Cristianità: […] dove del male non resta traccia se non nel simbolo eterno della punizione piú terribile” ma non è solo questo; l’Italia è l’Italia di Venezia, di Ferrara, ma anche Modena e Bologna, e poi Roma, non come luogo geografico, ma per ciò che simboleggiava e significava soprattutto all’epoca, e che Carafa incarna perfettamente. E le tre parti del romanzo sono tantissime cose: sono sangue e sudore, sesso e inganni, potere e sopraffazione, morte e sopravvivenza, fughe e battaglie, amore e amicizia, fedeltà e tradimenti, vinti e vincitori.
Ma più di ogni cosa, Q è uno spettacolare viaggio di parole e sensazioni che ogni lettore amante del genere (ma non solo, a mio avviso) dovrebbe intraprendere. E se all’inizio la lettura può sembrare difficile e disorientante, basterà pensare che state su un campo di battaglia, dove cadere e rialzarsi deve essere un tutt’uno

Roberto Orsi “Quello che devo fare”. Questa frase ricorre molto spesso all’interno del libro. Ecco quello che si deve fare lo capivo mentre leggevo: dovevo leggere questo libro e completarlo. Ma non leggerlo e basta, assaporarlo e viverlo. Non è un libro semplice, ha tante nozioni storiche, avvenimenti e personaggi che a volte vengono dati per scontati. E’ necessario leggerlo approfondendone gli aspetti con ricerche specifiche sul periodo, sulle tesi luterane, sulle lotte anabattiste. Cercare di ragionare come gli uomini del tempo. Anche contraddittori se vogliamo. Avete notato che gli anabattisti più ferventi, che predicavano in nome di un Dio assoluto, contro la Chiesa di Roma erano probabilmente i primi peccatori che si sollazzavano ogni sera con donne e alcool e bestemmie varie? Se cercate un vero romanzo storico questo non può mancare nella vostra libreria. Un romanzo che sa di sudore, di morte, di tortura, ma anche di fratellanza, amicizia, sacrificio per ideali più grandi. Fino alla resa dei conti finale.

Liliana Larosa Letto molto lentamente perché per me non era semplicissimo, ma nel complesso l’ho apprezzato. Grazie a tutti!

Maria Marques

Q è stata una scoperta ,se non fosse stato proposto per la lettura condivisa, confesso non lo avrei mai letto. Un libro di quelli che hanno alzato il velo su un periodo storico che non conoscevo bene e su cui mi sono rimaste innumerevoli curiosità da approfondire, ma anche un libro strano, a cominciare dal protagonista, di cui si ignora il nome vero, e che,durante la sua vita assume innumerevoli identità. Se all’inizio del romanzo questa “non identità”, questo non conoscere il suo nome, mi ha disorientato, alla fine si rivela un punto di forza che aggiunge valore alla narrazione, creando e portando il lettore a chiedersi chi sia effettivamente il protagonista e se ,prima o poi, si svelerà la sua vera identità. Nel corso del romanzo tuttavia questa curiosità perde rilevanza attratta in vortice di personaggi che sembrano creati dalla fantasia degli autori ed invece si rivelano effettivamente vissuti. Un epoca di sconvolgimenti religiosi che attraversano l’Europa, lasciando dietro di sé una scia di sangue,di dolore e di solitudine che il protagonista indossa come un mantello quasi fosse il suo emblema. Dall’altro lato della barricata Q,quella spia che scrive epistole al cardinal Carafa, in uno splendido linguaggio e che è il perfetto antagonista del protagonista. Qualche volta ho pensato al protagonista chiamandolo Q,quasi che fossero due facce della stessa medaglia. Il bianco ed il nero,la luce e la tenebra,ma in realtà non è cosi;Q non si chiede come “andrà a finire” ,non ha la spinta della curiosità che muove il protagonista,che lo rende capace di atti di coraggio ma anche di fughe disperate. Attraverso una Europa sconvolta dalle idee protestanti,in compagnia di eretici, contadini, tipografi,prostitute e banchieri ,dalla fredda Germania,alla brumosa Olanda ed alla evanescente Venezia,gli autori creano una trama magistrale,un grande mosaico in cui tutte le tessere si incastrano alla perfezione senza sbavature, ricorrendo ad una scrittura forte ,d’impatto emotivo e stemperandola poi con frasi splendide, che sorprendono il lettore. Q è certamente un libro storico, ma anche un libro denso di sentimenti. E’ un inno alla amicizia, all’amore,al rispetto ed al ricordo degli amici caduti e persi lungo il cammino della vita. Frasi da citare ce ne sono moltissime, personalmente mi ha colpito questa: “La curiosità,quella insolente,caparbia curiosità di sapere come va a finire la storia,come si concluderà la vita. Di questo ,di nient’altro si tratta. Non sono mai soltanto i guadagni a menarci per il mondo,non è mai soltanto la speranza,la guerra …o le donne. C’è qualcos’altro. Qualcosa che nè io nè voi potremo mai descrivere,ma che conosciamo bene. Anche adesso,anche nel momento in cui sembra d’esservi allontanato troppo dalle cose,in voi cova la voglia di conoscere il finale. Di vedere ancora…”.

Jessica Pennini All’inizio ho fatto fatica a immedesimarmi nella storia, perché trovavo un pò lenta la prima parte. Ho comunque deciso di continuare e ne sono contenta, visto che pagina dopo pagina ha iniziato a prendermi molto, tanto da voler continuare sempre la lettura per saperne di più. Ho scoperto molte nuove cose su fatti storici che meritano un approfondimento. Si tratta di una lettura complessa, con un linguaggio, che richiede concentrazione e impegno ma che arricchisce molto. A conti fatti, posso dire che mi è piaciuto molto, è stata una lettura veramente interessante.

Patty Bra Se non era per questa condivisa, ammetto che non avrei mai letto questo libro e all’inizio ho faticato molto. La storia è divisa in tre parti ben distinte, per tutta la prima parte e l’inizio della seconda ho vissuto combattuta tra l’interesse e la noia, troppi personaggi storici in un contesto che ammetto conosco poco e proprio per questo non sono riuscita a sentirmi empatica con loro. Non capita spesso di incontrare più personaggi realmente esistiti che inventati e la genialità di farli coesistere insieme, rende chiaramente l’idea di quanto è particolare questa storia. L’ambientazione è ricreata in modo precisa e veritiera, si sente l’odore della terra, la povertà, la voglia di rivalsa sui principi, il ruolo del clero e i tempi maturi per una ribellione. La scrittura la definirei cruda, senza fronzoli, senza sentimenti eppure nello stesso tempo piena di frasi forti, emozionanti che fanno pensare e spaventa quanto siano attuali, come se il tempo e quello che è accaduto non abbiano insegnato niente. La terza parte è quella che ho amato di più, è quella che ho letto senza staccarmi, immersa totalmente nella storia, nei personaggi e dove ho capito la ricchezza della lettura. Ringrazio gli admin per aver proposto questo libro e tutti i miei compagni di viaggio, una realtà preziosa di aiuto reciproco con approfondimenti, curiosità e tante citazioni, di cui Q è una fonte inesauribile. Grazie

Donata Beretta Non leggo nelle condivise perchè il più delle volte mi lascio trascinare da libri che non sento miei… e così è stato. L’ho preso per curiosità ma non sono mai riuscita ad entrare in esso. Dovevo stare talmente concentrata per non perdere il filo del discorso che non sono riuscita ad apprezzare la profondità di alcuni brani. Troppi salti temporali, non sono riuscita a farmi un'”immagine mentale” dei personaggi perchè troppo presa a non perdermi nella trama… mi spiace… magari piano piano lo finirò… magari ma probabilmente non era il momento giusto per questo libro.

Flavia Zaggia Indimenticabile. Un libro diverso da quelli che avevo letto fino ad ora che mi ha trascinato in un periodo storico che confesso non conoscevo se non per averlo studiato a scuola considerandolo anche abbastanza noioso e che invece ho riscoperto con grandissimo interesse. scritto in modo diretto senza mezzi termini è un racconto Indimenticabile. Un libro diverso da quelli che avevo letto fino ad ora che mi ha trascinato in un periodo storico che confesso non conoscevo se non per averlo studiato a scuola considerandolo anche abbastanza noioso e che invece ho riscoperto con grandissimo interesse.
Un libro fatto di frasi che una volta concluso continuano a restarmi in testa e che vado a cercare per rileggerle e imprimerle nella memoria
“…non libereremo mai i nostri spiriti, senza liberare i nostri corpi. E se non ci riusciremo, di questi corpi non sapremo che farcene: sono tempi in cui la miseria e la forca non sono poi tanto diverse. E allora vale la pena spezzare il giogo e accettare quanto il destino ci consegnerà alla fine. Combatteremo ancora. Di nuovo. O moriremo provandoci”…

Q è il racconto di una contrasto nato per diffondere un ideale religioso più vicino alla gente comune, per rovesciare il governo dei ricchi e far cessare le ingiustizie al grido di “omnia sunt communia”, la storia di una lotta di uomini che hanno creduto fino in fondo nelle loro idee a che alla fine hanno rovinosamente perduto, una storia scritta in modo diretto, che lascia poco spazio alla fantasia del lettore perché tutto è descritto in modo talmente realistico che mi è sembrato di vedere le immagini di un film che scorrevano davanti ai miei occhi.
È anche un libro che racconta grandi emozioni, anche se sono spesso celate dallo svolgersi dei fatti. Scorrendo le pagine ho infatti incontrato tantissimi personaggi che mi hanno emozionato. Con loro ho visto nascere sentimenti di amicizia, solidarietà, rispetto, onore, ho visto momenti di dolore, di grande speranza e forte delusione.
Q è un libro che lascia il segno, che coinvolge, che arricchisce, che lascia un vuoto quando finisce. un libro bellissimo che ho avuto la fortuna di leggere con tutti voi. grazie di cuore

Alice Mc Ortega Mi dispiace di non avere testa in questo momento per scrivere qualcosa di davvero profondo su questo libro memorabile. Posso dire che ho amato tutto, l’andamento un po’ frammentario che lo rende simile ad un fascio di documenti storici da consultare, il linguaggio così differenziato a seconda dei personaggi e del contesto, la crudezza e la poesia, quel suo vagare da un personaggio all’altro come in cerca di un filo conduttore che però non c’è, perché la Storia non è ordinata. Aggiungo che adesso finalmente capisco perché Marx è tedesco, e quanto avremmo da imparare dai popoli del Nord, e perché. Il senso civico e la nobiltà del lavoro, soprattutto. La spaventosa importanza dei libri, che appena nati erano già diventati “pericolosi” secondo un certo modo di pensare, una svolta epocale che forse possiamo paragonare solo all’avvento di internet.

Roberto Salsi Buongiorno, innanzi tutto grazie agli admin per avermi fatto scoprire il collettivo si cui prima avevo solo sentito parlare. Ammetto qualche difficoltà nelle prime pagine di lettura dovute a salti temporali e ambientali che mi impedivano di entrare nella storia. Storia che immediatamente si è rivelata un viaggio travolgente e , non solo nelle vicende storiche della Riforma e delle eresie , ma all’interno dell’animo umano e della coscienza collettiva. Ho amato particolarmente la narrazione in prima persona del protagonista che ha raggiunto livelli di pura poesia, il suo pensiero e le descrizioni di luoghi e situazioni assumono una validità fuori dal tempo che difficilmente si dimenticheranno. Ho apprezzato anche il dualismo con il misterioso Q, quasi una metafora dell’eterna lotta tra il Bene e il Male. Una lettura scorrevolissima dalla quale risultava difficile staccarsi, tuttavia densa di nozioni storiche precise e perfettamente inserite che hanno arricchito le mie conoscenze. La fine del libro mi ha lasciato orfano ma appagato, con tante pagine sottolineate da rileggere e per riflettere.

Tiziana Magnanti Ho iniziato questa condivisa un po’ titubante, non sapevo bene cosa aspettarmi da Q, ma devo confessare che la storia mi ha subito affascinata. È un libro che ha cambiato il mio modo di leggere, per la prima volta(mai lo avrei pensato) ho sentito il bisogno di sottolineare frasi per me significative, mi sono ritrovata ad affrontare la lettura quasi come un testo di studi delle superiori. È stato bello unire lo svago al ricordo della Storia che tanto mi aveva affascinata da studentessa. Grazie x aver proposto questa condivisa, ho già voglia di leggere altri libri di Wu Ming.

Sara Quiriconi Una delle poche voci a cui il libro non ha fatto un buon effetto..avevo voglia di leggere qualcosa di diverso, un libro che non seguisse il solito schema. Devo dire che non è un periodo storico che rientra tra i miei preferiti e con Lutero non ho mai avuto simpatia. Sicuramente il libro è scritto bene, comprensibile facilmente, ma mi sembrava di leggere su wikipedia. Tante notizie storiche raccolte ma senza un personaggio che ci mettesse il cuore. Non sono riuscita ad arrivare in fondo, a metà mi sono completamente bloccata e leggevo solo i commenti condividi dal gruppo. Una cosa mi mi ha dato molta noia sono le continue parolacce, questo linguaggio mi allontana dalla lettura e qui x me era troppo presente.

Giancarla Erba Un’analisi storica molto accurata che punta l’attenzione su un contesto a noi non comune. Emotivamente non è riuscito a coinvolgermi ma riconosco agli autori una precisione e un’accuratezza nella ricerca notevoli. Pochi personaggi femminili check rimangono sullo sfondo per emergere solo in piccole comparsate che, seppur significative, lasciano una sensazione di mancanza, di incompletezza del racconto. Ho appreso con interesse ma non sono mai stata nella storia.

Cristina Pozzi Lettura rimandata per anni, la condivisa mi ha offerto l’occasione per affrontarla. Possedevo già qualche informazione su quegli eventi ed ho quindi potuto a maggior ragione apprezzare il gran lavoro svolto dagli autori, che sono riusciti a renderci il quadro politico,sociale,economico e culturale della prima metà del XVI secolo- un’epoca di baraonda e tumulti e di imminente fine del mondo- con una vicenda avvincente e ben congegnata.
Tuttavia la lettura non è stata leggera per l’impostazione data: buona parte del libro è sotto forma di diario frammezzato però da numerosi inserti, quali l’Occhio del Carafa o il diario di Q che, aggiungendoci i numerosi personaggi e flashback, hanno creato più di una volta confusione e disorientamento. Inoltre si nota molto chiaramente come l’opera sia stata composta a più mani ed è proprio tale stratificazione stilistica che ha costituto (specialmente nella prima parte dell’opera) l’ostacolo fondamentale alla lettura. Confesso di non esserne stata avvinta e di averla finita con un certo sollievo, d’altra parte mi sentirei di consigliarla a chi volesse comprendere appieno quel periodo storico tanto fitto di avvenimenti e innovazioni.

Armando Lazzarano

Q non è quel classico romanzo da gustarsi comodamente in poltrona. Questo è un vero e proprio viaggio, fisico e spirituale, all’interno di un periodo storico difficile. Leggerlo, in tutta sincerità, non è stata cosa facile. La scelta di non coinvolgere emotivamente il lettore lasciando un distacco dalle vicende e dai personaggi lo rendono a tratti persino fastidioso. Non si può, nonostante tutto, non proseguire con la lettura. Tanti i temi trattati, la questione religiosa in primis. È un cammino fatto di morte, distruzione, sotterfugi, tradimenti e giochi di potere senza precedenti. Su queste ultime considerazioni un quesito mi nasce spontaneo: sono le religioni il vero problema dell’essere umano?

 

 

 

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