#Letturacondivisa ottobre 2019: “L’enigma del gesuita” di Andrea Frediani

A ottobre, nel gruppo Thriller storici e dintorni, abbiamo letto “L’enigma del gesuita” di Andrea Frediani, un thriller storico dall’ambientazione storica insolita per Frediani che si è affermato nel tempo come scrittore che ambienta le sue storie nell’antica Roma.

Trama
Roma 1634. Il pontefice Urbano VIII riceve una lettera misteriosa: l’autore sostiene di volergli rivelare la chiave per decifrare i geroglifici e, forse, accedere così al sapere originario che Adamo avrebbe tramandato ai suoi discendenti. Il segreto sarebbe custodito nella trascrizione di un’antica stele perduta. Per evitare che cada nelle mani sbagliate, l’uomo ha smembrato il manoscritto e ne ha celato le varie parti dietro una serie di enigmi. Il papa si rivolge così al suo uomo più geniale, il gesuita Athanasius Kircher, inventore, illusionista e studioso, cui affida il difficile compito di decifrare il mistero. Ma anche il cardinale Richelieu è sulle tracce dell’antica conoscenza perduta, mentre la setta che nei secoli ha protetto il segreto fa di tutto per impedire che venga svelato… Padre Kircher, accompagnato da un improvvisato giovane assistente, parte per seguire le tracce che potrebbero aiutare a svelare l’enigma: da Roma all’Egitto, da Parigi a Vienna, da Costantinopoli di nuovo a Roma, gli agenti papali ingaggiano una sfida serrata e senza esclusione di colpi con i francesi, che li costringerà a scelte difficili e a una corsa contro il tempo.

I commenti dei lettori

Laura Pitzalis
“L’enigma del gesuita” un libro che mi ha fatto divertire, correre, preoccupare, messo in apprensione e riflettere . Un libro che, se non per date e personaggi storici reali, potrebbe essere ambientato in epoca moderna perché privo di quei dettagli o eventi storici che ti dovrebbero far immergere nell’atmosfera storica del periodo: XVII secolo. Questo, però, non mi ha limitato, grazie forse ad una lettura scorrevole e piacevole, caratterizzata da un linguaggio abbastanza moderno e vivo che , secondo me, ha reso più fluido il racconto smorzando quei passi descrittivi che sarebbero stati un po’ prolissi.
Un romanzo che potremo dividere in due storie non separate fra loro ma che si alternano e si intrecciano nel racconto
Una avventurosa, rocambolesca, spericolata che mi ha ricordato le avventure di Indiana Jones: anche qui abbiamo la ricerca di un documento, copia di una stele contenente un testo, il sapere primigenio che Dio aveva trasmesso a Adamo, in geroglifico e la sua traduzione in demotico e in greco.
E abbiamo il nostro Indiana Jones, Athanasius Kircher gesuita, filosofo, storico e museologo tedesco, e il suo Sallah, Antonio Naldi un semplice ex operario tipografo , impulsivo, gradasso, vanesio a volte superficiale ma buono, intuitivo e ottima guardia del corpo.
L’altra storia è un thriller con un serial killer che uccide delle donne, deturpandole e incidendo nel loro petto delle lettere. Si raccorda alla prima storia perché tutte le vittime sono state amanti di Antonio.
Ho trovato geniale come Andrea Frediani sia riuscito a mixare le due storie con un ritmo in crescendo innestando nel lettore un alto livello di suspence, di tensione, sorpresa, ansia e terrore ma anche ironia e comicità grazie all’inserimento di molti elementi di humour con gag che alleggeriscono le atmosfere.
Splendido come ha saputo caratterizzare il rapporto tra il dispotico, superbo, scorbutico Athanasius e l’ingenuo, impulsivo, perspicace Antonio. Un rapporto molto conflittuale tra due persone che non potevano essere più diverse tra loro ma che alla fine si rivelerà forte e costruttivo per tutt’e due: si arricchiranno imparando l’uno dall’altro.
Vi chiederete: si riuscirà, a recuperare e a risolvere l’enigma che li porterà a decifrare il prezioso documento? Si riuscirà a smascherare il serial killer e a capire il movente? C’è una relazione tra la risoluzione dell’enigma e l’esecuzione dei delitti?
E’ chiaro che non “spoillerò” per non togliere la suspense … chiaro, come direbbe Athanasius Kircher: “come un uovo bollito e sbucciato”. Grande!

Noelia Costa
L’idea di fondo non era malvagia, ma a mio parere non si è sviluppata nei migliori dei modi. Sicuramente Frediani avrebbe potuto fare di meglio. Come già è stato detto durante la condivisa, la scrittura l’ho trovata troppo moderna per il contesto storico. Di positivo posso dire che le ambientazioni scelte mi sono piaciute molto, ma ciò non basta per promuovere il romanzo. Naturalmente è una mia opinione personale, ma darei due stelle su cinque

Matteo Palli
Una premessa di carattere generale. E’ stata la mia prima condivisa, mi sono divertito molto e ringrazio tutti gli altri partecipanti per gli scambi avuti durante la lettura. Qualche segnale di insofferenza l’avevo lanciato e non posso che confermarmi a lettura finita. L’autore è un “cavallo di razza” ma non siamo in presenza di una delle sue migliori opere. Non ho mai avuto l’impressione di essere dentro un libro storico per atmosfera, per terminologia; non ho respirato la polvere del periodo. Detto questo il racconto segue due storie che coinvolgono i protagonisti; l’erudito gesuita Athanasius Kircher e il sempliciotto, donnaiolo, Antonio. Il secondo crea più empatia, il “tuttologo” gesuita si riscatta nel finale quando, forse per un bagno di umiltà e la conseguente discesa dal piedistallo dove lo aveva posto la sua grande conoscenza, acquista umanità. Due storie dicevo: un intrigo storico di ampio respiro e un giallo che tocca da vicino uno dei protagonisti. Non mi ha convinto l’intrigo storico che si sgonfia lentamente, mentre probabilmente il giallo ,a cui lascia ruolo marginale, regala nelle pagine finali i maggiori (e sono pochi) sussulti dati dal libro. Un romanzo che regala intrattenimento e non annoia ma guardando la copertina mi vengono da fare due riflessioni: la dicitura un grande thriller storico la userei per altri libri, e il grandissimo traguardo del milione di copie vendute l’autore l’ha raggiunto, meritatamente, ma non credo grazie a questo libro!

Flavia Zaggia
Un gesuita al servizio del Papa Urbano VIII, un ragazzo del popolo, un principe agli ordini del cardinale Richelieu.
Una corsa frenetica tra l’Egitto, Parigi, Roma, Vienna, Costantinopoli. La ricerca di un documento diviso in tre parti ognuna delle quali scritta in una lingua diversa…….tutto questo nel tentativo di risolvere un grande mistero.
Aggiungiamo anche una serie di delitti apparentemente inspiegabili che parallelamente alle vicende dei nostri protagonisti vengono compiuti nella capitale: alcune donne vengono uccise e hanno tutte un fattore in comune perché hanno conosciuto ed avuto una relazione con il giovane Antonio e sono state le sue amanti.
Per dirla con le parole di padre Kircher è chiaro «come la pelle di un nordico» che questo autore sa il fatto suo e con la sua esperienza ha capito quali sono gli ingredienti giusti per tenere il lettore concentrato sulla storia.
Non avendo mai letto nulla di Andrea Frediani devo dire che nel complesso il libro mi è piaciuto. Ho trovato un ritmo crescente nella narrazione che mi ha portato a voler conoscere l’identità dell’assassino e a volerne sapere di più sulla stele di Rosetta e sui moltissimi luoghi e monumenti che l’autore descrive nella storia.
Mi sono sentita un po’ Antonio anche io (che poco conosco delle differenze tra geroglifico, ieratico, demotico e copto o sulla Cabala) ma mi è molto piaciuto lo stile narrativo chiaro e immediato.
Il contesto storico è molto ben costruito ed accurato e in esso si muovono personaggi realmente vissuti e altri che invece sono nati dalla fantasia di Frediani che si fondono perfettamente tra loro dando vita ad un avventuroso viaggio pieno di misteri e colpi di scena.
Da quanto mi è sembrato di capire la storia potrebbe anche avere un seguito (….“Secondo me, invece, ti chiamerà ancora, e tu accetterai di collaborare con lui. Gli vuoi bene, si vede, e lui ne vuole a te. E poi, con lui hai visto il mondo e allargato la tua mente. Coglieresti al volo una seconda occasione, ne sono sicura…”).

Sonia Brindisi
Una scoperta piacevole. Scrittura scorrevole e mai monotona. I personaggi mi sono piaciuti molto nella loro caratterizzazione: Athanasius, monaco burbero, inventore, illusionista,studioso in mille discipline e’ davvero una figura straordinaria e Antonio è simpaticissimo con tutti i suoi difetti ma leale e generoso che alla fine trova la sua strada. Le loro peripezie e gli scontri con la setta e il potente Richelieu tengono legati alla storia. Una corsa contro il tempo la loro che li costringe, in giro per l Europa e non solo( anche se con tempi un po’ veloci e poco realistici dati i tempi storici), a scelte difficili ma che li lega in un rapporto sempre più stretto in un contesto storico abbastanza delineato. Non avevo letto nient’altro dell’autore prima e posso dire che è stata davvero una lettura interessante ,leggera e piacevole.

Angela D’Albis
Questo libro di A. Frediani mi è piaciuto perché è scritto in modo avvincente. La trama mi ha coinvolta; i personaggi hanno personalità diverse, ma sono ben descritti dall’autore; il ritmo narrativo è incalzante, ci sono tanti colpi di scena e l’ambientazione storica è abbastanza fedele. E’ un bel thriller storico che consiglio di leggere!

Cristina Pozzi
L’ho letto in fretta e mi sono anche divertita, ma il libro, secondo me, è proprio questo e non può avere altre pretese: non mi sono sentita trasportare nell’epoca teatro della vicenda e mi hanno talvolta disorientata la modernità del linguaggio e la scarsa credibilità di alcune situazioni (non ultima, la facilità con cui i protagonisti viaggiavano da un capo all’altro del pianeta!)

Cinzia Cogni
“L’enigma del Gesuita” si può definire un bel thriller, gli ingredienti ci sono tutti: i delitti efferati, il serial killer insospettabile, i vari misteri che accompagnano il lettore fino alle ultime pagine, i colpi di scena ed il finale a sorpresa…ma per chi come me è amante del genere, troverà difficile collocarlo come “storico”.
È vero che è ambientato nel XVII sec. e che molti dei protagonisti sono personaggi realmente esistiti, ma se parlano e si muovono come nostri contemporanei, se l’autore non mette mai in evidenza quei piccoli particolari come un vestito o un oggetto, tipico di quel periodo; allora si potrebbe adattare tale romanzo a qualsiasi secolo, senza vederne la differenza.
Forse è colpa mia, concepisco il libro storico come una specie di macchina del tempo, mi deve far “entrare” completamente nel periodo trattato…
In tutti i modi, Frediani ha il merito di aver riportato ” alla luce ” la figura di padre Athanasius Kircher, personaggio realmente esistito e protagonista di questa storia come gesuita, studioso e scienziato,
e di avergli affiancato Antonio, un semplice popolano e suo esatto opposto, creando così discussioni accese ed interessanti sulla religione, l’amore, la vita in generale, cogliendo così modi differenti di concepire tali valori…
Il ritmo è adrenalinico, veloce, con la suspence giusta, tipica di un thriller perfetto; i personaggi sono ben descritti e caratterizzati, i numerosi viaggi che affrontano rendono la lettura più stimolante, mentre i delitti e i misteri che vi ruotano attorno li reputo un’idea originale.
La carenza nella parte storica penalizza molto il romanzo a mio avviso, lo rende poco credibile, ed è un peccato perché bastava un minimo di accuratezza in più per renderlo piacevole anche ai lettori più esigenti.

Roberto Salsi
È stata una lettura piacevole, una bella trama originale, con personaggi ben caratterizzati, molto scorrevole , avvincente e piena di colpi di scena. Questo romanzo unisce la modernità del thriller americano, con la caccia al serial killer che lascia la sua firma sulla scena del delitto, e la classicità del romanzo d’avventura ambientato in terre lontane; un’ottima storia, resa verosimile anche dalla presenza di diversi personaggi storici, tra cui il protagonista che non si può non amare nonostante la sua apparente alterigia e ruvidita’. Unica critica che mi sento di fare da lettore di romanzi storici è la poca cura riservata al linguaggio , in certi punti eccessivamente moderno e fuori contesto.

Mariagrazia Pazzaglia
Un libro che si legge bene con una trama abbastanza originale. Devo però dire che il finale mi è parso in po’ scontato, non so se è perché io sono molto appassionata di libri gialli e thriller, ma il finale con la scoperta del killer lo avevo già capito e questo non l’ho gradito… preferisco i romanzi dove il finale è per me un colpo di scena che non avevo potuto nemmeno immaginare.!.. E non mi è piaciuto molto il fatto che i protagonisti viaggiavano in poco tempo da un continente all’altro in quel periodo storico! Non era poteva essere ammissibile!

Paola Nevola
La storia è ambientata nel XVII secolo, Papa Urbano VIII riceve una lettera che svela di un manoscritto smembrato, nascosto in modo che non possa cader in mani sbagliate, su cui è indicato il modo per decifrare i geroglifici o addirittura il sapere primordiale che Adamo ha tramandato, che si trovava su una stele andata persa.
L’autore imbastisce una trama avventurosa dove scendono in campo due fazioni antagoniste alla ricerca dei manoscritti, ci presenta a questo punto dei personaggi emblematici dell’epoca: se da una parte abbiamo il Papa dall’altra c’è il Cardinale Richelieu, se uno ha incaricato il gesuita Athanasius Kircher, l’altro ha incaricato il principe Peiresc, maestri del sapere, delle arti e delle lettere dell’epoca.
Ad Athanasius l’autore avvicina un aiutante, Antonio un giovane schietto e semplice ma perspicace, un libertino che a sua volta è invischiato in una serie di femminicidi che hanno coinvolto una sua amata. Alcuni dialoghi tra i due sfiorano discorsi filosofici e l’autore ha fatto si di renderli dilettevoli, in quanto i due sono completamente diversi.
A mio avviso le due vicende, quella dei manoscritti e quella dei femminicidi, trovo che siano poco approfondite e un po’ slegate tra loro, sebbene la trama sia densa di avvenimenti avventurosi e rocamboleschi che ci portano in viaggio tra l’Oriente e l’Europa come una sorta di Indiana Jones, un romanzo di svago e divertente dove non mancano però spunti di riflessione approfondimento.
Ho letto solo Marathon di Frediani e sono due letture completamente diverse, non solo dal punto di vista storico ma anche come genere, in quest’ultimo (quello del gesuita) appare più evidente uno stile di scrittura come se la storia fosse narrata nei nostri giorni.

Roberto Orsi
Una storia diversa da quelle che di solito racconta Andrea Frediani, conosciuto soprattutto per i romanzi ambientati nell’antica Roma. Siamo sempre a Roma ma qualche secolo più tardi, con un thriller storico dal ritmo molto accelerato, a volte anche troppo con spostamenti dei personaggi che forse non rispettano la verità storica. Lo stile di scrittura in questo caso perde un po’ di connotazione storica, in alcuni passaggi sembra una ambientazione contemporanea. La storia però è avvincente con diversi spunti di approfondimento. Due storie parallele che trovano il punto di contatto alla fine del romanzo : Una caccia al tesoro alla ricerca di un documento che può cambiare le sorti dell’umanità, e un serial killer che uccide diverse donne che in un modo o nell’altro hanno avuto contatti con il protagonista.
Una storia ben congegnata che pecca però di atmosfera. Non ci si sente trasportati nell’epoca del XVII secolo, come altri lettori hanno avuto modo di notare.

Michela Vallese
La mia impressione principale è che manchi qualcosa!! Mi piacciono i libri ricchi di dettagli e qui ce ne sono ben pochi (storici e non). Forse conoscendo i precedenti libri di Frediani avevo diverse aspettative, ma questo cambiamento così radicale mi lascia un po’ perplessa!

Maria A. Bellus
Una lettura piacevole un racconto fatto al presente che ti porta verso un passato in cui si sente poco la storicità
La trama é interessante due storie che si intrecciano entrambe avvincenti.
Mi aspettavo di piu dalle descrizioni della vita e dei personaggi di quel periodo e dei paesi dove viaggiavano .Sicuramente triller ma poco storico.

Costanza Marzucchi
Andrea Frediani ha creato un romanzo nel quale due linee narrative diverse si rincorrono, viaggiando in parallelo e talvolta scontrandosi. Il testo non manca di erudizione ma questo elemento sembra essere una cifra di Frediani, autore anche di saggi storici di un certo spessore. “L’enigma del gesuita” è un thriller dove un brutale omicidio si accompagna all’erudizione, incarnata da Athanasius. La storia è ben congegnata, sia nella creazione dei personaggi, sia nell’intreccio, che è stato perfettamente gestito fino alla fine. L’autore conosce bene il suo mestiere ed ha creato una storia calata in un contesto storico diverso da quello al quale ci ha abituati.L’elemento storico è meno marcato di quanto ci si potrebbe aspettare. Frediani naviga in acque sconosciute e sembra sentire meno l’atmosfera dell’epoca. Più che un thriller storico è un thriller in costume…ma è una storia ben fatta che funziona.

Maria Marques
Un gesuita ed un ragazzo romano che cosa possono avere in comune?In effetti non molto,tuttavia Andrea Frediani costruisce con questi due personaggi, facendone interagire molti altri,un romanzo che si legge rapidamente. È un thriller che si sviluppa con un un ritmo serrato per poi disperdersi un poco dopo la metà del romanzo. L’ambientazione è storica, XVII secolo, ma essendo destinato ad un pubblico eterogeneo, presenta delle licenze che si intuisce siano poste per rendere la lettura più accattivante e fruibile a molti. Insomma un libro con un po’di mistero,un assassino da trovare,due protagonisti di cui uno, realmente esistito, Athanasius Kircher con una cultura di tutto rispetto, e l’altro, Antonio,che compensa con prestanza fisica e praticità. La coppia di protagonisti funziona abbastanza da renderli gradevoli compagni di avventura in una lettura che conduce il lettore a viaggiare in Egitto ed in Europa.

Fabiana Farina
Come detto in precedenza è un buon libro ma non mi ha fatto impazzire.
Considero che l’idea che fa di perno alla trama sia ottima ma purtroppo secondo me viene, un po’ falsata dalla caratterizzazione, a volte eccessiva dei personaggi arrivando addirittura in certe scene a essere una caricatura (padre Kirchner) e in altre circostanze mancante di personalità (Antonio).
Ho trovato difficoltà, come tanti di voi a entrare nel periodo storico per via della scrittura troppo “moderna”, dovendo rileggere alcuni passaggi che mi hanno spiazzato nel piano temporale.
In certi punti la trama sembra scollegata, passando da una situazione all’altra senza un nesso evidente.
Il finale è ineccepibile.

Eliana Corrado
Conoscevo Frediani di fama, ma non mi ero mai accostata ai suoi libri prima. La lettura in condivisa de “L’enigma del gesuita” è stata una buona occasione per conoscere questo scrittore che, tuttavia, non mi ha convinta.
Il libro è scorrevole, la trama piuttosto semplice e lineare (il che, per certi versi è un pregio), il ritmo è buono, non ci sono molte pause, ma forse troppo contemporaneo per essere un thriller storico. Non ci sono molti riferimenti propriamente storici, e soprattutto in questo libro non si cammina nella Storia.
Gradevoli e interessanti gli scambi dialogici-ideologici-filosofici tra il gesuita Kircher e l’apprendista tipografo Antonio: il mostrare due punti di vista e due ideologie così giustamente diverse, contrapponendo la mentalità e la visione religiosa a quella concreta e terrena di chi vive il quotidiano a un livello più umano e meno spirituale/intellettuale; il loro disquisire sulla verità come mezzo di potere, piuttosto che come principio del sapere e della conoscenza è veramente interessante. Ma tolto questo, di tutto il libro mi resta molto poco. Anche la doppia trama gialla, mi ha lasciato parecchio perplessa: la ricerca del serial killer delle ragazze è un po’ banale e scontata nel suo esito, mentre quella della “verità” da aprte di Kircher che fa viaggiare (in maniera troppo moderna) dall’Egitto alla Francia all’Italia… beh è piuttosto semplicistica.
Il finale poi, se da un lato è l’unico finale possibile, dall’altro mi ha lasciato con in testa l’espressione “e questo è? Tutto questo peregrinare e poi?”
In conclusione, un libro che consiglio a chi vuole vivere un’avventura thriller leggera, assolutamente non impegnativa.

Daniele Chiari
Leggero ma piacevole…. Il mio primo Frediani e la mia prima lettura condivisa…… Me lo ricorderò comunque con molto piacere, graxie a tutti voi per i commenti intelligenti e sempre pertinenti.

Patty Bra
È il primo libro che leggo di Frediani quindi non posso fare confronti col suo modo di scrivere. Un libro piacevole, una lettura di intrattenimento che ha saputo valorizzare costruendo dei protagonisti interessanti. Ha ripreso persone realmente esistite e famose per il loro intelletto e genio dando vita a una ricerca unica lavorando sulla ricerca e lo studio di indizi. Una prosa moderna che non mi ha fatto sentire nel passato, ma solo in qualche passaggio effettivamente mi sono resa conto dell’anno in cui è ambientato. Non lo definirei un punto negativo perché aiuta la lettura scorrevole. Ho apprezzato anche la doppia indagine da una parte di una reliquia e dall’altra di un serial killer che si muove negli angoli di Roma, lasciando dietro di sé una scia di efferati delitti. Un finale troppo veloce per la risoluzione di entrambi gli enigmi.

Daniela Scimeca
L’ho trovato interessante, soprattutto per i riferimenti… in particolare la stele di Rosetta che ho avuto il privilegio di vedere…Molto ironico Athanasius personaggi storico certamente da rivalutare… avrei reso Antonio un po’ meno ingenuo…

Virzo Laura
Mi è piaciuto l’intreccio delle due storie, ma anche l’originalità del personaggio del gesuita. Scoprire che era una specie di Leonardo giustifica le bizzarrie narrate nel romanzo!!
Aspettiamo il seguito…

 

Copertina flessibile: 343 pagine
Editore: Licenza – Newton Compton Editori (29 agosto 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8822733827
ISBN-13: 978-8822733825
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