L’intervista di TSD a Jane Austen

Oggi siamo lieti di presentarvi un’intervista d’eccezione, siamo infatti andati a ritroso nel tempo ed esattamente ci troviamo nel verdeggiante Hampshire sulle tracce di Jane Austen, che ha accettato di incontrarci e parlarci di lei.

Seguiteci…

Ciao Jane, innanzitutto grazie per averci accolto, vorremmo farti alcune domande per aiutarci a conoscerti meglio. Raccontaci della tua infanzia e della tua famiglia.

Grazie a voi per l’attenzione, è sempre un piacere dialogare con i miei lettori. Sono nata a Steventon il  16 dicembre 1775, mio padre era un pastore anglicano, ho avuto sette fratelli, ma il mio legame più profondo è stato con Cassandra, mia sorella. Vi mostrerei la nostra corrispondenza, ma purtroppo è andata per lo più perduta nel corso del tempo.

A quel tempo era uso comune far crescere i figli con la balia e così è stato anche per me. Della mia educazione culturale se n’è occupato personalmente mio padre insegnandomi il francese e l’italiano.

Io e mia sorella Cassandra abbiamo studiato a Oxford e a Southampton sino al 1786 per poi fare ritorno a casa.

La tua produzione letteraria quando è iniziata?

Già nel 1787 ho iniziato la stesura  dei Juvenilia, raccolte di racconti umoristici in tono con la letteratura di quel periodo. In origine li ho scritti per gli amici, per divertirci.

” Amore e amicizia”, credo sia stato definito il più famoso tra gli Juvenilia, è una parodia in forma epistolare dei racconti romantici; le protagoniste (Laura, Isabel e Marianne) descrivono per corrispondenza le proprie emozioni amorose con toni forti e violenti dimenticando il decoro e il buon senso.

Vi dirò che poi, nel corso degli anni, ho approfondito questo tema scrivendo “Ragione e sentimento”.

“Orgoglio e pregiudizio” l’ho iniziato negli anni tra il ’95 e il ’99 insieme a “Elinor e Marianne” che poi diventò “Ragione e sentimento”

Mio padre tentò di contattare un editore, ma purtroppo non ebbe esito positivo. Scrissi poi

“Susan”, quello che voi conoscete come “L’abbazia di Northanger”, satira del romanzo gotico, molto in voga ai miei tempi,  pensate che fu venduto nel 1803 per 10 sterline da mio fratello Henry  a un editore, Benjamin Crosby, non fu pubblicato. Anni dopo ne riacquistammo i diritti.

Ci sono stati eventi tragici nel corso della tua vita che hanno in qualche modo influito sulla tua produzione letteraria ?

Nel dicembre del 1800 mio padre decise di lasciare Steventon per trasferirsi a Bath e così lo seguimmo, chiaramente.

Mio padre morì improvvisamente nel 1805, lasciandoci in precarie  condizioni finanziarie.
Nel 1806 con mia madre e mia sorella ci trasferimmo a Southampton, da mio  fratello Frank, e successivamente, nel 1809, a Chawton, un piccolo villaggio dell’Hampshire dove mio fratello ci diede la possibilità di vivere in un cottage di sua proprietà.

Oggi i cottage è il  Jane Austen’s House Museum.

L’ultimo evento drammatico è stato nel 1816 quando mi ammalai gravemente e a nulla servirono le cure e gli sforzi di mia sorella Cassandra, nel 1817 a Winchester lasciai questo mondo. La mia tomba si trova proprio nella cattedrale. Sapete.. nel corso degli anni hanno supposto che potessi essere stata avvelenata…

Il mio ultimo lavoro, che purtroppo mai riuscii a terminare è stato “Sanditon”, una satira sul progresso e sulle sue conseguenze.

Un’ultima domanda.. cosa ci puoi dire della tua letteratura e dei temi da te trattati?

Credo che i miei romanzi si contraddistinguano perché, pur avendo vissuto nel periodo delle guerre napoleoniche non ne tratto, se non come sfondo.

Racconto i personaggi, la campagna inglese, racconto le donne, il sogno di una felicità matrimoniale e l’universo femminile, con i suoi pregi ma anche con i difetti.

Cerco di dare importanza alla quotidianità: le abitudini, i paesaggi.

Molti luoghi e personaggi si ispirano alla mia vita.

Ci lasci qualche citazione dai tuoi romanzi?

Ma certamente, ne sarei lieta.

“A suo tempo l’aveva amata molto, e dopo non aveva considerato nessuna donna alla sua altezza, ma salvo una naturale sensazione di curiosità, non aveva alcun desiderio di incontrarla di nuovo. Il suo potere su di lui era svanito per sempre.” dal libro “Persuasione”

“Agivo in questo modo, cercando di attirare il suo affetto senza pensare di ricambiarlo.” dal libro “Ragione e sentimento” di Jane Austen

grazie per essere stata con noi.

a cura di Sara Valentino

 

 

 

 

 

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