L’intervista di TSD – Carlo A.Martigli

Le interviste di TSD proseguono e oggi abbiamo l’onore di ospitare Carlo A. Martigli, autore di tanti romanzi e thriller storici!

Grazie Carlo per aver accettato di essere qui con noi oggi!

Prima di procedere con le domande conosciamolo meglio:

Toscano, abita e lavora a Genova.
È autore di numerosi best seller (ha venduto oltre un milione di libri) che hanno raggiunto in Italia e all’estero le vette delle classifiche, e sono stati tradotti in 23 paesi. Tra i suoi thriller, di rigoroso impianto storico,
“999 L’Ultimo Custode” (Tea – Gruppo GEMS),
“L’Eretico” (Longanesi – Tea),
“La Congiura dei Potenti” (Longanesi),
“La Scelta di Sigmund” (Mondadori)
“La Follia di Adolfo” (Mondadori)
“L’Apprendista di Michelangelo” (Mondadori – young/adult).
“La Custode di Leonardo” (Mondadori – young-adult
Con lo pseudonimo di Johnny Rosso, ha pubblicato ventiquattro romanzi (under 13) nella collana Superbrividi Mondadori. Sceneggiatore, editor e conferenziere, ha una sua graffiante rubrica settimanale su Repubblica (edizione Genova). Come saggista ha pubblicato, tra gli altri, “Miracolo!” (DeAgostini, sui miracoli non cattolici nel mondo), e “Finanza Canaglia” (Longanesi ebook, sui misteri della finanza spiegata ai non addetti ai lavori)
In qualità di autore/attore sta portando sulle scene italiane “Inganni – Le Bugie della Storia” una performance teatrale.
Da diversi anni conduce dei Semenzai di Scrittura Creativa, corsi sull’apprendimento delle regole della scrittura in direzione di una potenziale pubblicazione. Alcuni dei partecipanti hanno già contratti con importanti case editrici nazionali.

Parlaci un po’ di te, delle tue letture, dei tuoi generi preferiti. Ogni scrittore è anche un lettore, cos’è per te leggere?
Leggere è la prima regola per poter scrivere bene. Un idiota che aveva pubblicato un primo libro mi disse che smetteva di leggere per non farsi influenzare. Idiota, appunto. Per me leggere significa semplicemente divertimento e apprendimento insieme. Un libro ti fa vivere mille vite, ed è una compagnia perfetta, se è bello, ovvero ti emoziona e ti interessa. Purtroppo in giro ci sono anche tante porcherie, come nella vita, insomma.

La storia cosa rappresenta per te?
Al di là della curiosità di indagare nel passato, la storia rappresenta una chiave per interpretare il tempo presente. Tutto si ripete, ciclicamente. Le schermaglie tra le super potenze di oggi sono le guerre tra i regnanti del passato. La rivolta dei contadini del ‘500 diventa quella borghese della fine del ‘700, di quella comunista del XX secolo e da queste si possono comprendere i profondi cambiamenti sociali e politici di oggi.

Carlo,quanto tempo dedichi della tua giornata alla ricerca e alla scrittura?
Per me, scrivere è il più bel mestiere del mondo, quindi non faccio caso a quando e quanto lavoro. Ogni momento è buono. Per quanto riguarda i romanzi storici, sono molto pignolo nella ricerca, alla quale dedico forse l’80% del lavoro. L’invenzione e l’immaginazione sono fondamentali nello scrivere un romanzo, ma l’ambientazione storica deve essere rigorosa perché odio ingannare i lettori. Ce ne raccontano già tante di balle che almeno chi legge i miei romanzi sa che sono fondati su fatti reali, a volte più straordinari di qualunque fantasia.

Hai una bibliografia molto vasta, come è cambiato Carlo Autore negli anni?
Non credo sia cambiato molto. Il divertimento e la passione nello scrivere sono rimasti uguali, se non addirittura aumentati. Quello che cerco è di imparare e di migliorarmi sempre. Con un obiettivo: scrivere ciò che penso, anche le cose più profonde, interessanti ed emozionanti, ma in un linguaggio che sia il più semplice possibile. E’ una strada, un impegno.

Il tuo primo Thriller Storico è stato “999 l’ultimo custode” che è stato pubblicato nel 2009 ed ha avuto un enorme successo, ma come hai deciso di passare a questo genere?
Amo la storia, e amo studiarla cercando il più delle volte di indagare quella che è la realtà, la verità. Perché la storia è scritta dai vincitori, e questi non sono sempre i “buoni” o gli “onesti”. Nei miei romanzi mi piace levare il velo ai fatti storici e scoprire gli inganni. Non per nulla ho ideato uno spettacolo teatrale che si chiama “Inganni – Le Bugie della Storia” di cui sono autore e interprete. Un viaggio davvero allucinante, dove gli spettatori rimangono tra stupiti e divertiti.

Quando termini la stesura di un romanzo, che sensazioni provi?
Forse esagero un po’, ma è come vedere nascere un figlio, che hai portato in grembo per mesi e al quale hai dedicato tanta cura. Parafrasando Freud (al quale ho dedicato La Scelta di Sigmund) credo di avere l’invidia dell’utero. Con i romanzi sublimo questa mancanza!

Come nasce l’idea del romanzo, come decidi a che personaggio o fatto storico dedicarti? In parole povere come nasce l’ispirazione?
Hai presente gli spermatozoi che corrono verso l’ovulo per fecondarlo? La stessa cosa. Ho tantissime idee, che lascio pascolare e correre nella mente, liberamente. Alcune poi si fanno avanti in modo più prepotente. Allora comincio a esaminarle, se siano interessanti innanzitutto per me: se lo sono, lo saranno anche per le mie lettrici e i miei lettori. Ma solo una, alla fine, riesce vincitrice. A quella costruisco intorno la trama, l’ambientazione e i personaggi con i loro caratteri. A quel punto, avendo bene in mente la fine del romanzo, inizio a scriverlo.

Ti è mai capitato di dare un titolo ad uno dei tuoi romanzi e successivamente, per esigenze editoriali, doverlo rivedere?
Domanda cattivissima! Scherzo, ma sì, è capitato. La Congiura dei Potenti, a esempio, doveva chiamarsi inizialmente Il Pane e le Rose, frase con cui concludo il romanzo. Anche il prossimo grande romanzo, il cui titolo, te lo regalo in anteprima, sarà Il Settimo Peccato, è frutto di una emozionate e fruttifera collaborazione con l’editore. Altre volte, la maggior parte, tuttavia, il titolo è così perfetto e pertinente, che come nasce, resta quello.

Parlaci del tuo ultimo romanzo, com’è nata l’idea, cosa vorresti dire ai tuoi lettori per invogliarli nella lettura?
Ne ho due, in uscita, con Mondadori. Il primo, tra pochi giorni, è La Custode di Leonardo, uno young/adult adatto dai 10 ai 100 anni. La storia di una ragazza che i genitori volevano maschio, che viene educata nell’arte della spada. Leonardo da Vinci la incontra alla corte dei Borgia e ne fa la sua segreta guardia del corpo. Da lì avventure a non finire, tra la Roma papalina e l’Istanbul del sultano. Il secondo, appunto Il Settimo Peccato, in uscita ai primi di Luglio, è un grande romanzo ambientato a : coprotagonista il folle pittore Hyeronimus Bosch, che all’epoca si trovava nella repubblica della Serenissima. Un processo dell’Inquisizione con un frate inquisitore e una serie di delitti seriali, con colpi di scena imprevedibili ma logici. Realtà storica mescolata alla fantasia: un giornalista che lo ha letto in anteprima, lo ha paragonato per forza ed emozione al Nome della Rosa. Giuro che non l’ho pagato!

Siamo giunti al termine di questa splendida intervista con tante curiosità ma soprattutto alcune succulente novità in uscita per i nostri amanti dei romanzi e thriller storici.

Ancora una volta grazie mille per il tempo che ci hai dedicato e per le notizie in anteprima!

 

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