L’ultimo respiro del corvo, l’omicidio Caravaggio – Silvia Brena e Lucio Salvini

Trama
Caravaggio è stato davvero ucciso? Come e da chi? E chi ha voluto la sua morte? Il mistero si nasconde tra le pieghe di una copia di un quadro famoso, il “Martirio di sant’Orsola”, dipinto dal Caravaggio poco prima di morire e da molti ritenuto una denuncia del suo assassinio. Un mistero che un critico d’arte sui generis, gay, tormentato, ipocondriaco e coltissimo, è chiamato a risolvere. Un cold case che si dipana nel corso dei secoli e che porterà a scoprire i veri responsabili della morte del pittore, ma anche a sollevare il velo su uno dei peggiori casi di corruzione e malaffare all’interno del Vaticano.

 

 

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Sulla tragica e misteriosa morte di Michelangelo Merisi è stato detto e scritto di tutto, la vicenda resta ancora avvolta nel mistero. Come è stato possibile che “uno dei più grandi artisti apparsi sulla terra morì solo e disperato” su una spiaggia di Porto Ercole?
In questo mirabile romanzo, dove accuratezza storica e fantasia si sposano magistralmente, il mistero legato all’assassinio dell’artista ruota attorno alla sua ultima tela: “il martirio di Sant’Orsola”, commissionato a Napoli dal banchiere genovese Marcantonio Doria.

Forse la fine è vicina, ma non morirò senza che nessuno sappia la verità … Il martirio di Sant’Orsola è il mio testamento e il mio viatico di salvezza: lì ho indicato i miei persecutori. Sono vittima di un complotto molto più tremendo di quel che sapete.

Caravaggio nel retro della tela verga una frase criptica che, se decodificata, porta al mandante del suo omicidio ma anche all’esecutore, legato a quella mano nera che sembra sbucare dal nulla e non appartenere a nessuno dei personaggi presenti sulla scena.
In questo pregevole romanzo il complotto ordito per l’omicidio dell’artista si trasforma in un avvincente “Cold Case” da risolvere. La trama si dipana su due storie parallele, in piani temporali lontani di secoli, che si intrecciano sapientemente. Da un lato la vita di Caravaggio raccontata con dovizia storica: il suo vagabondare tra Roma, Napoli e Malta, i suoi amori promiscui, le tribolazioni e le commissioni di opere splendide. Ne viene fuori il ritratto di un uomo inquieto e iracondo dedito ai vizi nei bassifondi della Roma papalina, un pittore esecrato “che frustava la tela con pennellate furiose” ma che sapeva far vivere nei suoi quadri la sofferenza umana. “I suoi dipinti gridano” grazie anche all’utilizzo di prostitute e miserabili come modelli che conferivano una forza emotiva mai vista prima, oltre che ai suoi famosi giochi di luce.

È la luce che sgorga dal buio che creo a far impazzire le persone.

Le numerose incursioni nella vita di Caravaggio catapultano il lettore nella Roma barocca di inizio 1600 tra brutalità e bellezza.

Un ventre molle e caldo popolato di disgraziati, mendicanti, avventurieri … era una Roma lacera e confusa … il luogo ideale per le sue scorribande.

Il Merisi arriva a Roma e vive in condizioni di disperata indigenza sino a che non trova un mecenate nel cardinale Del Monte, che lo prende sotto la sua ala e gli commissiona l’unico affresco realizzato dall’artista “Giove, Nettuno e Plutone” un’allegoria del processo alchemico, presso il casino di caccia di villa Ludovisi a Roma.
Dall’altro lato, al tempo presente, troviamo Dante, curatore d’arte e grande estimatore del “dipintore”, che deve allestire una mostra proprio su Caravaggio, su ordine del cardinale Giulio Bargero, antenato dell’odiato Scipione Borghese.
Tra i due si instaura un rapporto ambiguo di fascinazione, il subdolo cardinale trova il modo di sfruttare la capacità di Dante di entrare in connessione profonda con la mente dell’artista e farsi raccontare le vicissitudini della sua vita, ma anche, trascinarlo in un tranello nello spietato mondo del contrabbando delle opere d’arte, fatto di loschi personaggi senza scrupoli. Tutto per proteggere il segreto scottante della morte del pittore.
A investigare sulla sparizione del martirio di Sant’Orsola e su vari “omicidi di percorso” è chiamato il nucleo di tutela del patrimonio culturale nelle persone di Dragone e Militello, una stravagante coppia di carabinieri che tra auliche citazioni proveranno a dipanare la matassa.
Uno dei punti di forza del romanzo sono proprio i personaggi inventati, costruiti a regola d’arte per restare impressi, con le loro bislacche peculiarità. Il lettore non può restare indifferente di fronte a Militello “l’attendente filosofo” o all’oscuro e seducente cardinale Bargero, né, tanto meno, all’inquieto critico d’arte Dante, sono tutti, nessuno escluso, ricchi di sfumature, affascinanti e tratteggiati con grande maestria.

Ritengo che gli autori abbiano creato un gioiello letterario di rara bellezza, una trama che abbraccia vari generi, un giallo avvincente storicamente dettagliato e finemente scritto. Una lettura sofisticata, lunga e lenta che va assaporata per poter godere a pieno delle numerose citazioni letterarie, delle descrizioni delle opere d’arte e nei rimandi alla tormentata vita del Merisi. Cinquecento pagine che mi hanno incantata e conquistata.

Copertina flessibile: 509 pagine
Editore: Skira (6 giugno 2019)
Collana: NarrativaSkira
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8857240878
ISBN-13: 978-8857240879
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