Paleografia, Filologia ed Ecdotica

Seconda puntata della “Storia della Scrittura e del Libro” a cura di Paola Milli

Le discipline che studiano la scrittura e i libri

I testi scritti e i supporti che li contengono sono stati in passato e sono tuttora oggetto di studio di diverse discipline: le più note sono la paleografia, la filologia e l’ecdotica.

 La paleografia

La paleografia (dal latino moderno palaeographia, composto di palaeo– «paleo-» e -graphia «-grafia», termine coniato dal filologo francese Bernard de Montfaucon nel titolo della sua opera Palaeographia Graeca pubblicato a Parigi nel 1708) indaga le testimonianze scritte del passato e i contesti socioculturali del loro uso, ricostruisce la storia delle forme grafiche, le decodifica, ne stabilisce una datazione e una localizzazione mediante lo studio delle tecniche esecutive e il confronto fra diversi esempi.

Oggetto dell’indagine paleografica sono anche alcuni aspetti non grafici delle testimonianze studiate, come i sistemi abbreviativi, designativi e interpuntivi, i modi di impaginazione dei testi e la diffusione sociale dell’uso della scrittura.

L’ampliamento dello studio dei testi manoscritti appartenenti a diversi sistemi scrittori e a differenti ambiti cronologici e topografici ha portato alla nascita di tante paleografie quanti sono gli alfabeti.

Le paleografie più diffuse sono quella greca, latina, ebraica e musicale.

 

La paleografia greca si occupa della scrittura greca di età classica testimoniata in origine da epigrafi e papiri librari e documentari di origine prevalentemente egiziana. Studia i testi prodotti in un arco di tempo di quasi 27 secoli iniziando dai papiri documentari e letterari, passando a manoscritti e documenti medievali e rinascimentali, per giungere alle carte moderne.

La scrittura greca alfabetica, infatti, ha avuto un’evoluzione senza interruzione dal primo alfabeto comune ad oggi.

La diversità dei documenti scritti ha dato origine a una suddivisione dello studio paleografico tra epigrafia, papirologia e diplomatica medievale.

 

La paleografia latina studia la storia dei molteplici tipi di scrittura latina che sono stati utilizzati dalle origini nel VII secolo a.C., all’inizio del XVI secolo. Le testimonianze possedute sono epigrafiche fino al I secolo a.C., poi anche librarie e documentarie su papiro, per arrivare, nel Medioevo ai codici membranacei.

 

La paleografia ebraica prende in esame la scrittura ebraica che ha origini di tipo fenicio. Ne rimangono prevalentemente testimonianze lapidarie e, più tardi, su monete.

La documentazione più rilevante di epoca antica è data dai rotoli del Mar Morto (III secolo a.C.-70 d.C.). Molto raro e di diversa natura è il materiale disponibile fino al IX secolo. Da allora in poi si diffusero i manoscritti cartacei e pergamenacei. In epoca medievale la dispersione degli ebrei nel mondo ha dato origine a diverse tradizioni locali, riconducibili ai gruppi principali come il sefardita (di area originariamente spagnola), l’italiano, il provenzale, l’ashkenazita (originariamente tedesco, successivamente dell’Europa Orientale), il greco, l’orientale (o di area islamica), lo yemenita, il persiano.

 

La paleografia musicale ha come oggetto di studio le antiche notazioni musicali, la loro evoluzione storica e la loro decifrazione. È presa quindi in considerazione la musica europea fino alla fine del XVII sec. e quella scritta nelle nazioni extraeuropee. Il paleografo musicale studia il sistema di scrittura, i materiali, la destinazione e le finalità dei vari documenti, la loro cronologia e l’identità degli autori; trascrive antiche semiografie in notazione moderna e – poiché la notazione musicale è il corrispettivo visivo di un suono – decifra i caratteri salienti di un manoscritto traducendoli in notazione moderna.

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La filologia

La filologia (dal latino philologĭa, greco ϕιλολογία, composto di ϕιλο- «filo-» e λόγος «discorso»; propriamente «amore dello studio, della dottrina»), è costituita da diverse discipline intese alla ricostruzione di documenti letterari e alla loro corretta interpretazione e comprensione, sia con interesse limitato al fatto letterario e linguistico, sia con lo scopo di allargare e approfondire, attraverso i testi e i documenti, la conoscenza di una civiltà e di una cultura di cui essi sono testimoni. Esistono, ad esempio, la filologia classica, romanza, germanica, slava, semitica, a seconda che oggetto di studio sia la letteratura e la civiltà del mondo classico, le lingue e le letterature neolatine, quelle dei popoli germanici.

 

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L’ecdotica

L’ecdotica (dal greco ἔκδοσις, corrispondente al latino editio «pubblicazione», derivazione di ἐκδίδωμι «dar fuori, pubblicare») è la branca della filologia che si propone la ricostruzione in una forma quanto più possibile vicina all’originale di un testo antico, attraverso lo studio e la comparazione dei suoi testimoni, per lo più manoscritti. Frutto del lavoro ecdotico è la cosiddetta edizione critica, che dà conto non solo dell’ipotesi di testo elaborata dal filologo, ma anche delle varianti scartate.

 

 

 

 

 

 

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