Paratge – Matteo Pesce

Trama

Castello di Thorn, Prussia, anno del Signore 1240.
Hermann Von Thüringen, cavaliere dell’Ordine Teutonico e comandante della fortezza, dopo aver combattuto numerose battaglie contro i pagani del Baltico si trova a lottare contro un nemico invisibile e molto più pericoloso. Il suo animo è inesorabilmente divorato dai rimorsi, la vita che sta conducendo gli appare priva di senso e rimpiange l’uomo che avrebbe potuto essere.
In questo profondo stato di prostrazione, del tutto inaspettato giunge l’ordine di partire per la Francia meridionale. Il Santo Padre in persona gli ha affidato una missione della massima importanza: recarsi sotto mentite spoglie nella zona dei Pirenei ed infiltrarsi nella guarnigione di Montségur, covo dell’eresia catara che la Chiesa non è ancora riuscita a debellare.
Hermann dovrà quindi affrontare un compito che lo metterà duramente alla prova, costringendolo ancora una volta a rimettere in discussione quelle certezze già minate dalla crisi vissuta in Prussia, alla faticosa ricerca di se stesso.

Recensione a cura di Laura Pitzalis

Paratge … il titolo del libro di Matteo Pesce ha subito attirato la mia curiosità prettamente femminile, invogliandomi a leggerlo: cosa sarà? Il nome di qualche personaggio? Un luogo? Una parola “magica”? Per rispetto alla curiosità di chi leggerà il libro, non svelo il significato, lo farà lo stesso Pesce, dirò solo che è una parola della lingua occitana o lingua d’oc, parlata in un’area specifica della Francia meridionale, l’Occitania appunto.

Ed è proprio qui che si trova la fortezza di Montsegur, ultimo rifugio dei Catari, il perno del racconto dove si dipanano le vicende di un gruppo di eterogenei personaggi, con rapporti personali fatti di legami di sangue, d’amore, fede e dovere. È qui che è mandato sotto mentite spoglie, per ordine del Papa Gregorio IX, il cavaliere dell’Ordine Teutonico Hermann Von Thüringen per una missione segreta e molto delicata: deve infiltrarsi nella guarnigione di Montsegur per poi comunicare informazioni per una buona riuscita dell’eventuale assalto alla fortezza fino allora inespugnabile:

“Frate Hermann, il Santo Padre, dopo essersi consultato con il Maestro di Prussia, ha deciso di affidarvi una missione di vitale importanza. Dovrete recarvi in Francia, per la precisione nella zona dei Pirenei al confine con la Spagna, e infiltrarvi nella guarnigione del castrum di Montségur […]. Lo scopo della vostra missione è di raccogliere informazioni dettagliate sugli eretici, in particolare sui loro capi, sul numero effettivo degli uomini armati che li proteggono e in generale sulle difese di cui dispongono …”.

Hermann parte per la missione, riesce a introdursi come membro effettivo del presidio di Montségur ma gli eventi prendono una direzione diversa da quella stabilita: l’amore per Christine, donna della comunità catara, l’amicizia con i compagni della guarnigione, l’integrazione con gli abitanti di Montsegur e, soprattutto, i suoi sensi di colpa e i suoi dubbi, lo mettono davanti a delle scelte che lo porteranno a delle decisioni che cambieranno radicalmente il suo essere, ritrovando  se stesso.

Era giunto al bivio della sua vita, si trovava nel mezzo di un ponte investito da una corrente fortissima che ne squassava le fondamenta, in procinto di crollare da un momento all’altro. Se non voleva precipitare nell’abisso, doveva scegliere su quale delle due sponde dirigersi, se andare avanti oppure tornare indietro.

In questo libro Matteo Pesce riesce ad amalgamare, in modo geniale, lo scenario storico della vicenda dell’assedio alla fortezza di Montsegur, ultimo atto della Crociata degli Albigesi, con conseguente caduta dell’ultima comunità dei Catari, con quello sentimentale e psicologico del protagonista Hermann Von Thüringen, realizzando un romanzo che a tratti è una cronistoria ben documentata con nomi e date, a tratti un romance con il suo caratteristico schema narrativo piuttosto rigido e incentrato su una classica storia d’amore.

La parte storica è un vero e proprio “saggio”:  ci descrive il mondo dei catari, i loro usi e costumi, la gerarchia nella loro società, la loro ideologia. E scopro che riconoscono due Dio, un Dio buono e un Dio malvagio, faccio la conoscenza dei “perfetti” e delle “perfette”, e vengo a sapere che il melhorament è il saluto cui è obbligato ogni credente nel caso incontri un buon cristiano o una buona cristiana, e il consolamentum il sacramento battesimale dei Catari.

Abbiamo poi una dettagliata cronologia e storia dei tristi avvenimenti che portarono alla caduta della fortezza di Montsegur. L’eccidio di Avignonet, dove furono massacrati dalle forze catare due inquisitori domenicani con tutto il loro seguito, fu la scintilla che determinò l’assedio e poi l’espugnazione della roccaforte. Il 16 marzo 1244, 222 persone, che rifiutarono d’abiurare, furono arse ai piedi della rocca, in una località che porta ancora il nome di Pratz dels crematz  “prato dei bruciati”.

Spuntò infine l’alba di mercoledì 16 marzo. Duecentoventiquattro tra perfetti e perfette erano radunati in cima alla montagna. […] Questi (Ugo d’Arcis ndr)  pretese dagli eretici l’abiura e la conversione alla fede cattolica, ma tutti rifiutarono con decisione l’estremo appello. Allora la condanna a morte divenne inevitabile e gli eretici vennero condotti alle pendici della montagna, dove era stato allestito il rogo.

Poi c’è la parte psicologica e sentimentale. Molto intenso e, a mio avviso, reso molto bene dall’autore, è il dramma psicologico del protagonista Hermann,un travaglio interiore dovuto ad una situazione tragica vissuta nell’ultima missione che gli causerà un profondo stato di prostrazione e sensi di colpa:

Quasi senza accorgersene nella sua mente risuonarono le parole del giuramento pronunciato al momento dell’ammissione nell’Ordine Teutonico, avvenuta più di vent’anni prima. Un giuramento ancora valido? E lui era lo stesso uomo di allora? Per che cosa aveva combattuto e per che cosa stava combattendo adesso?

E quando trova l’amore in Christine e nella sua figlia Estelle, si trova ad un bivio che lo costringe a prendere delle decisioni rimettendo in discussione la sua vita e le scelte passate.

“ Hermann si raddrizzò sulla sella piegando indietro il capo e allargando le braccia sino a formare una croce. Rimase in quella posizione per alcuni istanti, poi il suo corpo venne attraversato da una serie di violente vibrazioni che sfociarono in un urlo liberatorio […]

“Coraggio, Hermann, adesso sai cosa devi fare”.

Un libro che mi ha lasciato un po’ frastornata per lo stile narrativo disomogeneo. Si passa da una narrazione fluida, semplice, diretta, ad un vera e propria narrazione storica cronografica, con tanto di date, nomi, eventi che mi ricordano come si insegnava la storia a noi bambini delle elementari di qualche tempo fa: data-nome personaggio-avvenimento storico.

E questo, pur accrescendo la mia cultura storica di un evento che mi ha sempre attratto, mi ha rallentato molto la lettura rendendola, anche se non sempre, un po’ prolissa e pesante.

Un’altra piccola pecca, giudizio questo assolutamente personale, sono dei passi, che riguardano il sentimento d’amore tra Hermann e Christine, che ho trovato troppo mielosi e per questo un po’ “stucchevoli”.

Nonostante questi piccoli nei, il libro lo promuovo, per l’abilità che ha avuto Matteo Pesce nella caratterizzazione psicologica dei personaggi, soprattutto di Hermann, evidenziando e rendendo reali le loro emozioni, le loro paure, le loro incertezze, i loro sogni. E non è da poco …

E si Pretz e Paratges no·s restaura per vos,

doncs es lo mortz Paratges e totz lo mons en vos,

e pus de tot Paratge etz vera sospeisos,

o totz Paratges moria o vos que siatz pros!

 

Copertina flessibile: 156 pagine

Editore: CIESSE Edizioni (24 maggio 2019)

Collana: Green

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8866602663

ISBN-13: 978-8866602668

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