Ricorda il colore della notte – Mattia Bernardo Bagnoli

Trama
1941.
Svevo Giacco-Aliprandi, console italiano di stanza ad Algeciras, uno spicchio di mondo dove l’Europa è quasi Africa, è un uomo tutto d’un pezzo. Fedele ai valori del fascismo degli inizi, si è sempre messo in prima linea per difenderli, come testimonia la ferita che gli attraversa il volto. La vera ragione per cui si trova a pochi chilometri da Gibilterra, roccaforte che concede agli inglesi di dominare ancora il Mediterraneo, è la necessità di organizzare una missione segretissima per colpire le navi e il porto britannici. Un’azione intrepida, che coinvolge gli uomini della Decima Mas di Borghese e che potrebbe dare una svolta definitiva alla guerra. Per Svevo, nella vita non esistono altri interessi che il lavoro, la patria e la famiglia, almeno fino al giorno in cui conosce Yvonne Lavallard, inquieta fotografa della Reuters, in fuga da una Parigi ormai in mano nazista. Una donna con un passato nebuloso, dall’indiscutibile fascino e che non ha ormai più nulla da perdere.
Ma c’è un uomo nelle file nemiche che sembra aver intuito che tipo di attacco stanno preparando gli italiani: Arthur Goodwin, il capo del SIS, i servizi segreti britannici a Gibilterra, l’unico davvero determinato a fermare quegli assalti alle navi di cui è impossibile scoprire l’origine. Anche lui ha un punto debole, una donna francese che vorrebbe aver accesso alla Rocca per poterla fotografare e che potrebbe essergli molto utile: Yvonne Lavallard. Due uomini schierati su fronti contrapposti, due combattenti abituati a ottenere tutto che si troveranno, per la prima volta, disposti a perdere ogni cosa: perché, in questa partita a scacchi, nulla è come sembra.

Recensione a cura di Laura Pitzalis
Dovrei recensire il libro “Ricorda il colore della notte” di Mattia Bernardo Bagnoli, ma … io non ho letto un libro ho visto un film! Avete presente quei film di guerra e spionaggio, in bianco e nero, dei primi anni ’50? Avete presente il famosissimo film di Michael Curtiz “Casablanca”? Ecco io ho visto un film simile:

La musica riempie le sale dell’hotel Reina Cristina come la crema un bignè. Il foxtrot spinge un bel numero d’invitati ad affollare la pista da ballo e dalle grandi finestre, quasi una quinta sulla baia, Gibilterra sembra solo lo sfondo ben disegnato di un palcoscenico di Londra. […] Svevo Giacco-Aliprandi, console italiano ad Algeciras, guarda l’orologio e sfila dal taschino il portasigarette […] aspira una lunga boccata dalla sigaretta e lascia fuggire piano il fumo dalle narici …

Non vedete anche voi l’immagine di Rick seduto al tavolo del bar, attorniato dalla malinconia e dal fumo della sigaretta, scena del film “Casablanca” che è divenuta mitica quasi quanto lo stesso Bogart?
Ecco, Bagnoli costruisce un romanzo coinvolgente e storicamente preciso, che ci trasporta nelle atmosfere di una tipica spy story degli anni Quaranta.

Il libro è ambientato nel 1941 / 1943 ad Algeciras, in Spagna, paese neutrale ma ben presidiato dagli schieramenti in guerra. Gibilterra è a pochi chilometri e le varie forze in campo sorvegliano La Rocca, dominio inglese sul Mediterraneo.

C’è tutto in quel brano di mondo. La vita, la morte, la guerra, la pace, la notte, il giorno, l’odio e l’amore, Dio e la mancanza di Dio, il cielo, il mare e la terra, gli uomini, con le loro glorie e le loro miserie, il frastuono, il silenzio e la voglia, soprattutto la voglia, di non essere soli.

Qui l’infatuazione del console italiano, Svevo Giacco-Aliprandi, e del capo del SIS inglese, Arthur Goodwin, nei confronti di Yvonne Lavallard, affascinante fotoreporter della Reuters in fuga dalla capitale francese occupata dai nazisti, si mescola con missioni segrete, ricevimenti scintillanti organizzati dalle ambasciate, incursioni aeree e misteriosi attacchi notturni che infliggono gravissime perdite agli inglesi, creando subbuglio ai vertici del comando militare britannico. Nessuno riesce a capire chi e soprattutto come questo è potuto avvenire, visto che le incursioni non sono opera di aerei né di navi o di sottomarini. E quando vengo a sapere che questo è opera della Decima Mas, reparto segreto della Regia Marina , mi sento un po’ orgogliosa dell’unica gloria dei mezzi italiani durante la seconda guerra mondiale !

A questa storia Bagnoli inserisce un preludio, un interludio e un epilogo, ambientati nel 1984, che si possono definire un flashforward, dato che Svevo, ottantaduenne, e Arthur ,incontrandosi a Londra a casa di quest’ultimo, si dicono delle cose che svelano e quasi anticipano dei particolari della storia. Sono due uomini che si sono combattuti durante la guerra ma che poi rincontrandosi dopo tanti anni, si scoprono su posizioni simili. Due uomini che si ritrovano, quando le loro vite sono ormai vissute, per capire un particolare fondamentale della loro vita, che poi scopriremo con un colpo di scena finale che uniformerà tutta la trama del libro.
Il “meccanismo” dei due uomini che si rincontrano mi ha fatto ricordare un altro libro “ Le braci” di Sandor Màrai, perché anche qui tutto converge verso un “duello senza spade”, anche qui tra loro, nell’ombra, c’è il fantasma di una donna, e perché anche qui c’è il confronto su quello che li ha divisi e che cosa li ha uniti nel passato.

Il libro è un insieme di storia, spionaggio, coraggio e passione che non diventa scontato o ridicolo, probabilmente perché è inserito magistralmente in un contesto storico delineato in modo molto accurato. Gli eventi si susseguono su due vie parallele: quella sentimentale, con un ritmo calmo, dolce, e quella delle azioni militari, dal ritmo così adrenalinico e incalzante da non riuscire a interrompere la lettura, merito soprattutto dello stile schietto e preciso.
Il linguaggio è semplice, ma descrive perfettamente luoghi, facce e sentimenti.
In evidenza l’abile caratterizzazione dei personaggi. Svevo Giacco-Aliprandi, un diciannovista, un quasi quarantenne fedele a Mussolini, fanatico della patria e dell’onore, che nel corso della narrazione avrà dei forti dubbi su quello che è la storia del fascismo e su quello che il fascismo sta esprimendo nel corso della guerra, è quello che mi ha conquistato di più, con i suoi ideali, il suo senso del dovere, la sua dolcezza e la sua irascibilità

Ho amato il duce perché lo amava mio padre, ho inneggiato al fascismo perché se n’era invaghita la mia classe sociale, perché le scelte non sono mai solo nostre, siamo la media delle persone che abbiamo intorno, ed è stato più semplice pensare che avevano tutti ragione quando invece forse avevano torto, perché un uomo che non sogna di cambiare le cose se ne andrà con il rimpianto di essere sempre rimasto uguale.

Con Yvonne Lavallard, donna enigmatica, a tratti provocante ma profondamente coraggiosa

Occhi verdi, labbra rosso vermiglio, capelli corti. Un viso che si nota, un viso che non si dimentica.

Bagnoli imbastisce una storia che vuol essere un omaggio alle donne di quel periodo storico che hanno fatto cose straordinarie! La parità di genere esisteva già, forse in virtù del subbuglio causato dalla guerra in cui tutto è andato sottosopra: e abbiamo donne che diventano spie, che combattono, che si sono infiltrate, che hanno compiuto delle azioni eccezionali … e Yvonne è una così, una donna che poi alla fine si scoprirà molto più importante di quello che si pensa.

Il libro si basa su fatti realmente accaduti, i personaggi sono di fantasia anche se per il personaggio di Svevo l’autore si è basato sulla figura di Giuseppe Pistono, console generale di Algeciras, “signore delle spie italiane” come recita un breve dispaccio del servizio segreto militare britannico.
Ingegnoso è stato l’autore nell’inserire nel racconto i pensieri dei personaggi, scritti in corsivo, che fanno da contrappunto alla situazione in cui si trovano.
Geniale la “colonna sonora” (ve lo avevo detto che stavo guardando un film?), un mix di foxtrot, flamenco, sevillana, tango de Triana … Siamo dove l’Europa è quasi Africa, in quel “coriandolo di terra, che manco sapresti puntare sull’atlante”, siamo in Algeciras!

Gli uomini credono volentieri a ciò che desiderano sia vero
Caio Giulio Cesare

 

Copertina flessibile: 312 pagine
Editore: Piemme (22 gennaio 2019)
Collana: Storica
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8856668602
ISBN-13: 978-8856668605
Link di acquisto cartaceo Ricorda il colore della notte
Link di acqusito ebook Ricorda il colore della notte

 

Facebook Comments

Facebook Comments

Precedente #Letturacondivisa giugno 2019: “L'oro dei Medici” di Patrizia Debicke van der Noot Successivo #novità: Leonardo e la morte della Gioconda - G. P. Rossi