Sangue di drago. I Visconti di Milano vol. II – Valeriana Maspero

Trama
Fra storia e immaginazione letteraria, continua la saga dei Visconti, la famiglia che fece grande Milano e condizionò la storia dell’Italia in età tardo-medievale e rinascimentale. Dopo le vicende del vescovo Ottone e di Matteo Magno trattate nel primo romanzo “La dinastia del drago”, il secondo – “Sangue di drago” – narra quelle di Galeazzo e di Azzone, che rappresentano simbolicamente la seconda spira del famoso biscione che compare nello stemma di famiglia. Le loro vicende pubbliche e private, e quelle dei personaggi che ebbero rapporti con loro, sono rivisitate in forma letteraria sulla scorta di un’accurata ricostruzione storica.

Recensione a cura di Maria Marques

I Visconti, furono i signori di Milano dal 1277 al 1395, anno in cui ottennero dall’imperatore del Sacro Romano Impero, di fregiarsi del titolo di duca.
Il ducato di Milano rimase nelle mani della dinastia, che ebbe grande rilevanza sulla scena politica italiana, sino al 1447 quando morì Filippo Maria, senza eredi maschi, passando il ducato nelle mani di Francesco Sforza, marito di Bianca Maria, sua unica figlia.
L’autrice ha raccontato una parte della lunga storia di questa famiglia, suddividendola in due volumi. Il primo volume s’intitola La Dinastia del drago e narra le vicende all’origine della fortuna della stirpe seguendo le orme di Ottone Visconti, arcivescovo di Milano, e del suo pronipote, Matteo vicario imperiale della città, sino alla morte di quest’ultimo. Il secondo volume, oggetto di questa recensione, segue invece le vicende dei cinque figli maschi di Matteo all’indomani della sua morte, soffermandosi in particolare sul primogenito Galeazzo e poi sul suo unico discendente, Azzone.
La storia si sviluppa quindi dal 1322, data della morte di Matteo, al 1339, anno in cui morì il nipote, Azzone.

                 Galeazzo I Visconti

Pochi anni, diciassette anni, densi però di avvenimenti. Per raccontare la vita dei due Visconti, l’autrice ci porta in un viaggio attraverso la storia di Milano e dell’Italia, un periodo di guerre tra guelfi e ghibellini, dove l’instabilità politica diventa quasi un leitmotiv costante, e il potere della famiglia è minacciato, non solo esternamente ma anche internamente, attraverso tradimenti che lasciano strascichi indelebili.
La storia diventa e s’inventa da sola il romanzo, con una serie di personaggi realmente vissuti che contribuiscono, con le loro azioni, a creare il terreno per una narrazione corale. La lotta atavica contro i della Torre, guelfi, l’arrivo dell’imperatore Ludovico il Bavaro, i tradimenti all’interno della propria famiglia da parte del cugino Lodrisio e del fratello Marco, la morte per avvelenamento di un altro fratello, Stefano, sono tutti avvenimenti che colpiscono Galeazzo. La sua prigionia nei Forni del castello di Monza, voluta dall’imperatore in seguito all’accusa di fratricidio, mina la sua persona sia nel fisico sia nell’animo.

 

L’abbattimento dell’animo era più evidente. I suoi occhi di nibbio si erano allargati in una specie di rassegnato deliquio e la luce che li infiammava si era come spenta. Parlava poco, con brevi frasi, lui che era abituato a tenere lunghi discorsi e arringhe alquanto articolate che conquistavano i consiglieri comunali al broletto.

Quando l’imperatore deciderà di concedere la grazia, l’uomo che uscirà dai Forni di Monza sarà ben diverso dal Signore di Milano. Impiegherà tre mesi per riprendersi, ma non sarà mai più lo stesso. Morirà a Pescia nel 1328 lasciando un unico figlio maschio, Azzone.

Tu erediterai Milano. Come mio padre Matteo affidò la città al suo primogenito così io faccio con te…Figlio mio, stai attento alle trame dei miei fratelli. Marco ti odia a morte e Luchino ama il potere. Stai attento. Ricorda il nostro motto. E seguilo. Il serpente non si fida di nessuno e nessuno si fida di lui. Il serpente colpisce fulmineamente, e quando nessuno se lo aspetta. Guardati dai serpenti, ma fai come loro. Questo significa il nostro motto, così sono i Visconti. Così hanno preso il potere e così lo conservano.

Azzone seguirà il consiglio del padre, lui che riunisce in sé il meglio di due casate, i Visconti e gli Este.
Egli, che riuscirà ad acquistare dall’imperatore il titolo di Vicario imperiale, sarà comunque costretto ad ammettere che

la vita ti costringe a diventare saggio in fretta.

E impara rapidamente grazie a spiccate doti personali e, cosa non da poco, riesce a farsi amare dal popolo. È un bravo condottiero ma ama la pace e sotto il suo governo Milano inizia a fiorire: rafforza le mura, costruisce ponti, strade, abbellisce le sette porte principali perché

Milano è magnifica e la porta di entrata di una città è il simbolo della sua magnificenza.

Il suo impegno si dipana anche in campo legislativo e richiede ai giurisperiti di compilare

uno statuto sui commerci, per difendere i laboratori artigiani e le botteghe che rendevano ricca Milano – i pellai, gli orafi, gli armaioli, i tessitori, i sellai, i bardatori – dalla concorrenza e dagli imitatori scadenti.

                               Azzone Visconti

Quando Azzone morirà, prematuramente, lascerà come eredità ai suoi successori e ai concittadini o ormai sudditi, una città ricca e fiorente.

Il libro va ben oltre, con estrema cura storica, ricostruisce non solo la vita di questi due personaggi, ma anche quella di tutti i loro famigliari, incluse le donne dalla forte ed energica Beatrice d’Este (da non confondere con la sua parente omonima che sposerà Ludovico Sforza) moglie di Galeazzo e madre di Azzone, alla figura malinconica e solitaria di Violantina Doria, vedova di Stefano e madre di una nidiata di bambini tra cui Bernabò, all’affascinante Isabella Fieschi moglie di Ludovico.
Su tutti i personaggi, spicca la personalità inquieta di Marco Visconti, mentre la penna dell’autrice dipana e racconta la sua tragica storia di amore con Beatrice del Balzo.

Valeriana Maspero, attraverso le pagine del romanzo, ci guida in quegli anni convulsi e complicati svelando ancora una volta la sua capacità di rendere la storia viva. Il suo stile, rigoroso dal punto di vista storico, si mescola all’invenzione letteraria a tal punto che, sembra effettivamente che i consigli di famiglia, le chiacchiere tra cognate, gli incontri con l’imperatore e gli altri rappresentanti delle grandi famiglie legate ai Visconti, non possano essersi svolte diversamente. Lo stile dell’autrice è chiaro, scorrevole e riesce a raccontare con innumerevoli particolari gli usi ed i costumi dell’epoca, conferendo nuovamente vita e spessore a personaggi entrati nella storia.

 

Copertina flessibile: 352 pagine
Editore: Libraccio Editore (12 dicembre 2018)
Collana: Sangue di drago. I visconti di Milano
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8897748961
ISBN-13: 978-8897748960

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