Sulla linea di mira – Michele Mazzoleni

Trama

È il 1942 quando la divisione Tridentina parte dal Piemonte diretta verso il fronte russo. Questa è la storia vista dagli occhi di uno di loro. Assegnato al 6° alpini vedrà dapprima l’avvicinarsi al territorio nemico tra povertà e maltrattamenti dei tedeschi verso ebrei e la popolazione russa. Successivamente prenderà parte agli scontri in prima linea sul Don e alle battaglie durante il ripiegamento insieme al fratello artigliere della 32esima batteria Gruppo Bergamo. Perderà più volte la speranza di ritornare a casa, la morte colpirà diversi soldati accanto a lui. Lui stesso sarà ferito e rischierà la vita in diverse occasioni. Solo a fine gennaio del 1943 riuscirà, grazie all’aiuto di un medico, ad essere trasportato insieme ad altri feriti con un treno fino in Italia. Un’emozionante storia vera di un reduce della provincia di Bergamo.

Recensione di Massimiliano Villani

“Sulla linea di mira” è un libro scritto da Michele Mazzoleni e la sua passione per la storia, quella che riguarda il periodo della seconda guerra mondiale, funge da ispirazione per dare vita a questo libro. La storia è scritta sulla base dei racconti dei pochi superstiti che affrontarono quel tormentato periodo in cui vissero in prima persona la tragedia di una parte della seconda guerra mondiale: lo scontro in Russia.

La vicenda del romanzo è ambientata nel 1942, quando, una divisione dell’esercito italiano parte da Torino affiancando l’esercito tedesco, alla conquista dei territori russi.

Una storia che ha come protagonista un ragazzo che parte anche lui per la linea di fuoco:<<Eravamo diretti sul fronte russo per le montagne del Caucaso, che a detta dei più sapienti erano un po’ come le nostre>>.

Attraverso un lungo percorso altalenando tra percorsi in treno e marce appiedate:<<La tradotta a due locomotive trainava un immenso numero di vagoni con a bordo tutti, noi  e i nostri muli>>. Questo ragazzo non sa cosa lo aspetta in quelle glaciali terre: <<Scene strazianti vi erano in ogni stazione, padri e madri quasi in lacrime salutavano i loro figli raccomandandoli all’ufficiale di turno del loro plotone>>.

Quando calpesta il suolo russo, nota l’inopia delle città e dei loro abitanti che cercano di aggrapparsi alla vita:<<Ai nostri occhi appare una figura emaciata, sciupata. E’ praticamente ridotta a pelle e ossa>>. Oltre al degrado sociale apprende una verità di cui non conosceva ancora l’esistenza; la truculenta fama dei tedeschi che per la prima volta fa voce:<<Per i tedeschi, gli ebrei sono visti alla stregua della peste>>.

<<Notiamo che la raffica di proiettili è partita da un ufficiale tedesco del quale non conosco il grado, la sua divisa è tutta bardata di ricami. Poco più avanti, infatti, la ragazza a cui avevamo offerto le gallette è riversa a terra, un colpo le ha preso la testa>>.

Il conflitto volge in tutt’altra direzione, prendendo anche parte agli scontri in prima linea sul fiume Don:<<Non marceremo più verso le montagne del Caucaso ma proseguiremo invece verso i nostri commilitoni in prima linea sul fiume Don>>. Assolvendo i vari incarichi imposti dai suoi superiori:<<Vengo assegnato al reparto ‘picconi e pala’>>. <<E’ quasi ora di cena quando sento urlare il mio nome dal tenente “Stanotte sarai di pattuglia, ti addentrerai con il sergente e voi altri due”>>.

Fardello portato anche da suo fratello con cui ha un grande legame: <<Voglio cercare mio fratello dato che non ci siamo più visti da quando siamo arrivati>>.

La vita angusta vissuta nella trincea, non lo distoglie però, nel cercare di portare la sua mente lontano da quell’inferno, cercando di trovare ritagli di tempo per pensare ai suoi cari. Comprendendo cosa significhi morire; lo spegnersi di vite in ragazzi soldati come lui, con cui dividono il quotidiano fio:<<Provo a chiamarlo più volte ma non mi risponde, tutto quello che riesco a sentire  sono urla agonizzanti che si spengono anche loro poco a poco>>. Rischierà la vita anche lui più volte:<<Sono stato colpito e faccio fatica a tenere il fucile con il braccio sinistro e via via che passano i secondi, il dolore si fa più accentuato>>.

Alienato dalla subdola idea che avverte sempre più concreta di morire, sotto quel manto biancastro, gelido, la domanda che viaggia sul quel sottile confine tra la rassegnazione e il misero barlume di lucidità mentale sarà sempre la stessa: se riuscirà a salvarsi. <<Non riesco a descrivere appieno il mio stato, so solo che sono giunto al limite e sento la morte avvicinarsi>>.

Che cosa accadrà a lui…? Sopravvivrà a tale supplizio in cui l’ultimo anelito di vita lo costringerà a vagare in un oblio…? Rivedrà suo fratello e i suoi cari, in particolare una persona a lui cara…?

Questo libro assume un grande valore, un Santo Graal per le vicende che hanno segnato la storia del nostro paese alla guisa di una cicatrice sulla pelle. Testimonianze che sono giunte fino a noi, grazie alle poche vite, scampate alle continue vessazioni del demone della guerra. Rivivendo drammi che coinvolsero giovani nel fiore della loro vita. Svelando retroscena, che pochi sapranno comprendere vividamente, senza immaginare cosa sia la guerra.

La guerra, un atto che ha l’obiettivo di costringere alla sottomissione usando la forza a chi prevalga sull’altro. Combattuta da uomini e dichiarata da altri uomini. Credo che non esista idea più folle sviluppatasi nella mente dell’uomo, e il testo né da una piena conferma di quest’atto riprovevole.

Alla sua prima fatica letteraria Michele Mazzoleni riesce con grande arguzia e sagacia, nel ricostruire drammi e incubi con un’opera di grande rilievo, lasciando poco spazio ai flebili barlumi di gioia soffocati ogni momento dalla tristezza. Oscenità che sembrano ancora vivere pienamente nelle menti degli uomini e nei luoghi dove si consumarono le vicende narrate.

 

Copertina flessibile: 196 pagine

Editore: Independently published (29 dicembre 2018)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 179205324X

ISBN-13: 978-1792053245

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