“Veritatis” – Chiara Guidarini

Trama

Quando Maddalena, presso l’abbazia di Marola, ritrova il manoscritto di Caio Valerio Secchi, suo antenato, inizia la lettura che la trasporta nel vortice quattrocentesco del tempo da lui descritto. Soldato in congedo a causa di una menomazione, Caio viene inviato dal Vescovo presso la rocca di Melocis, in Appennino, per confermare l’identità di una donna suicida: un compito apparentemente facile, che diventa improvvisamente complesso quando Caio scopre che, dietro alla morte della fanciulla, si celano diverse sfere di potere a volte in conflitto tra di loro.

Una storia nella storia che si riflette fino ai giorni nostri, dove tra i libri secolari dell’abbazia ancora si nascondono verità che portano un marchio antico e potente.

Recensione a cura di Roberto Orsi

Quanto può pesare la verità? Quanto può cambiare la vita delle persone?

Questo è il fulcro attorno a cui ruota il romanzo scritto da Chiara Guidarini, “Veritatis” edito da 0111 Edizioni. Maddalena, ricercatrice storica, rinviene un manoscritto antico e prezioso, scritto da Caio Valerio Secchi, uomo vissuto nel XV Secolo, prima soldato alle dipendenze del Marchese di Ferrara, Niccolò III D’Este, poi congedato dopo una brutta ferita di guerra e passato alle dipendenze del Vescovo.

Maddalena ha una sorta di venerazione nei confronti di Caio, una passione che la spinge a saperne sempre di più sul suo conto, a volerne leggere le gesta come se un filo invisibile li legasse e la tenesse avvinghiata alle sorti di questo personaggio.

Portare alla luce le vite, le anime che avevano calpestato questa terra, che avevano lasciato un segno o non avevano lasciato nulla, ma che pur sempre erano state l’archetipo della civiltà da loro ereditata.

In fondo anche noi siamo questo, esseri di passaggio, posteri di una civiltà che ci ha portato fino a questo punto. Siamo ciò che siamo sulla base di un percorso iniziato millenni prima della nostra esistenza. Per capire chi siamo davvero è importante studiare ciò che sono stati gli esseri umani prima di noi. Il fondamento, il cardine della storia e di chi la studia.

Il manoscritto rinvenuto racconta delle vicende di Caio che per conto del Vescovo viene inviato ad indagare sul presunto suicidio di una giovane donna presso la rocca di Melocis, nell’Appenino emiliano. Perchè il Vescovo lo manda a riconoscere il corpo della ragazza e a confermarne l’identità e la morte suicida? È davvero necessario inviare un proprio delegato per tale compito?

Agli occhi esperti di Caio Valerio Secchi è subito chiaro che qualcosa non va. La ragazza, pur essendo volata dalla torre della rocca non presenta i segni evidenti della caduta. E la vicenda inizia ad assumere connotati misteriosi quando Caio viene assalito da uno sconosciuto nella propria stanza mentre il cadavere della ragazza viene trafugato.

Chi era questa ragazza apparentemente suicida a cui non è concesso un posto in paradiso?

                    La rocca di Minozzo (Melocis)

Ricostruire i tasselli della “veritas” può essere complicato e pericoloso allo stesso tempo. Caio lo sperimenterà sulla propria pelle e su quella di coloro che gli sono vicini in questa avventura.

Il protagonista è affiancato dal suo braccio destro, pardon dalla sua “mano destra”, Jacopo.  Sì, perchè con quella mano ferita in battaglia ora non riesce più nemmeno a scrivere. L’apporto di Jacopo, suo scudiero, soprattutto nella stesura delle lettere è fondamentale. Due caratteri opposti: Caio è riflessivo, razionale, attento e scrupoloso; non lascia nulla al caso e questo lo porta a voler indagare meglio sulla sorte della povera ragazza.

Jacopo è nel fiore degli anni, irruento e vivace, con la giusta voglia di vivere di ogni ragazzo della sua età. Allo stesso tempo però è affezionato a Caio, non lo lascia in balia di una investigazione che può rivelarsi pericolosa e addirittura fatale.

Aveva sempre da ridire su tutto. Però Caio amava questa sua predisposizione, perché a volte riusciva a individuare qualcosa che a lui sfuggiva. Lui era troppo razionale. Troppo attento ai rumori, alle ombre. Come se fosse perennemente in attesa di un nemico invisibile.

E quando la verità arriva a galla prepotente, quando il velo che la celava si solleva, nuovi interrogativi si affacciano alla mente. Che fare? Rivelarla sconvolgendo la vita di più persone o rigettarla nuovamente nell’oblio per l’eternità?

Spezzò il sigillo. Aprì l’involto. E lesse. Quando terminò, era passato poco più di un istante. In un istante aveva scoperto il perché di tante, troppe cose. In un istante aveva dato un senso a più di una vita. Si portò le mani alla testa. “Se questa lettera contiene un potere troppo grande… distruggila. Distruggila. Distruggila. Posso scappare della lettera ma non dalla mia coscienza.” Pensò Caio.

Un romanzo storico breve che Chiara Guidarini scrive con una buona proprietà di linguaggio e uno stile raffinato. Una punta di ironia nei dialoghi tra i personaggi ricalca la vena più giocosa dell’autrice, e si contrappone ad altri passaggi più riflessivi e introspettivi. Su tutto il romanzo aleggia un velo di dolcezza nel raccontare le emozioni dei protagonisti che non li rende comunque stucchevoli o troppo sdolcinati.

Copertina flessibile: 140 pagine

Editore: 0111edizioni (31 maggio 2019)

Collana: LaGialla

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8893703114

ISBN-13: 978-8893703116

Link d’acquisto E-book: Veritatis

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