La biblioteca Ambrosiana di Milano

A cura di Roberto Orsi

La speranza che mi sembra iscritta nella vocazione originaria dell’Ambrosiana e nella costituzione dell’Accademia è quella di propiziare l’incontro delle tradizioni culturali, di essere a servizio della fraternità. La fraternità che siamo chiamati a sperare, quella per cui siamo chiamati a lavorare non è costruita sulla carne e sul sangue, come si dice nel Vangelo di Giovanni, cioè sull’appartenenza etnica o sulla lingua comune. Si costruisce invece su una più alta, limpida, audace interpretazione della vocazione ad essere fratelli e sorelle in ragione dell’appartenenza all’umanità, per la quale Dio ha preparato un giardino in cui si possa vivere in pace.

Sono queste le parole del Gran Cancelliere S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, che si possono trovare sul sito ufficiale della Biblioteca Ambrosiana. Messaggio di speranza, di un’unione fraterna che travalichi i confini fisici e mentali. Barriere spesso imposte da pregiudizi senza alcuna reale sostanza.

Sono parole perfettamente calzanti quelle di Mons. Delpini se rivolgiamo lo sguardo e la mente alla cultura. La Biblioteca Ambrosiana nasce proprio con questo scopo.

Siamo a Milano, agli albori del XVII Secolo. Il Cardinale Federico Borromeo, allora Arcivescovo di Milano (sì, proprio quello del Manzoni, nominato nei Promessi Sposi), matura l’idea di creare un’istituzione culturale di grande livello.

L’idea è quella di creare un grande centro di studi e culturale. L’Ambrosiana viene fondata il 7 settembre 1607 e inaugurata con apertura al pubblico l’8 dicembre 1609. Lo scopo è rendere “un servizio universale a gloria di Dio e per la promozione integrale dei valori umanistici”. Quegli stessi valori ripresi dall’attuale arcivescovo Delpini, già presenti e pulsanti quattrocento anni fa e ancora più vivi, probabilmente, oggi.

Gli emissari del Cardinale Borromeo setacciano l’Europa e il mondo alla ricerca di preziosi manoscritti e stampati che possa

no arricchire la nuova Biblioteca e la città di Milano intera, donandole lustro e magnificenza, grazie “all’amore del Vero e del Bello per il bene delle persone, della Chiesa e della società”.

Si tratta di una delle prime biblioteche ad autorizzare l’accesso a chiunque sappia leggere e scrivere. Anche se probabilmente all’epoca questa concessione non garantiva l’accesso totalitario della popolazione, penalizzando le classi umili di operai e contadini, si tratta comunque di una svolta molto importante.

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana è un’istituzione ecclesiastica che comprende una pubblica biblioteca, una pinacoteca e un’accademia di studi.

Siamo sicuramente di fronte a una delle biblioteche più importanti a livello mondiale. Il numero di manoscritti al suo interno è spropositato. Parliamo di oltre un milione di stampati e quasi quarantamila manoscritti in tantissime lingue, dall’italiano al latino, dal greco al siriano, dall’arabo al copto e così via.

Si possono trovare oltre dodicimila disegni dei più grandi artisti come Raffaello e Leonardo da Vinci, ventiduemila incisioni e rarità quali mappe antiche e manoscritti musicali.

L’eterogeneità delle provenienze e delle culture da cui la biblioteca ha attinto nel corso degli anni, sta a dimostrare l’intenzione sottesa alla sua istituzione. Un crocevia multiculturale improntato al dialogo e al confronto. Il Cardinale Borromeo scriveva infatti: “anche i libri appartenenti a culture e fedi diverse dalla cristiana possono a noi recare diversi giovamenti e farci venire in cognizione di molte cose belle e giovevoli molto”. Quanta verità nelle parole del Cardinale Borromeo, profonde e sempre attuali.

Tra le tante opere raccolte nella Biblioteca sicuramente degne di nota:

Ilias Picta: l’Iliade ambrosiana è quel che resta di un manoscritto che conteneva tutta l’Iliade, risalente all’anno 500 circa e unanimemente ritenuto oggi fatto ad Alessandria d’Egitto, dopo che attribuzioni erano state sostenute da autorevoli studiosi. Nel XII secolo le miniature vennero ritagliate ed incollate su un codice cartaceo di provenienza calabro-sicula contenente materiale del corpus Omerico.  Nel 1609, con l’acquisto da parte di Gian Vincenzo Pinelli, i ritagli entrarono nel patrimonio della Biblioteca Ambrosiana.

De prospectiva pingendi: il trattato prospettico di Piero della Francesca, ossia ‘Sulla prospettiva per dipingere’ è il primo manuale di disegno dedicato alla nuova scienza dei pittori. Da questo testo fondativo inizia la grande esperienza della prospettiva rinascimentale i cui principi teorici erano stati definiti da Leon Battista Alberti pochi decenni prima. La sua diffusione nelle botteghe degli artisti fu affidata a una serie di codici manoscritti di cui oggi restano solo sette testimoni, splendidamente illustrati.

Il Codice Atlantico: la più grande raccolta esistente di scritti e disegni di Leonardo Da Vinci. Nessun’altra collezione conta più fogli con scritti originali di Leonardo del Codice Atlantico: esso è costituito da 1119 fogli, di cui la maggior parte riporta scritti e disegni su entrambe le facciate. Il nome “Atlantico” non ha niente a che vedere con l’Oceano o con qualche argomento esoterico o misterioso contenuto nelle sue pagine. In realtà il Codice venne chiamato “Atlantico” per via delle sue dimensioni: quando Pompeo Leoni lo rilegò nel XVI secolo, incollò le carte originali di Leonardo su dei grandi fogli di formato “atlantico” quello appunto utilizzato per realizzare gli atlanti geografici.

De divina proportione: si tratta di un codice in pergamena, in elegante scrittura umanistica, di 130 fogli che reca la data del 14 dicembre 1498. E’ un’opera del frate francescano e matematico Luca Pacioli (Borgo San Se­polcro 1445 ca – Venezia 1514 o 1517), di cui restano oggi due sole copie manoscritte: una conservata nella Bibliothèque Publique et Universitaire di Ginevra e la copia della Biblioteca Ambrosiana, ritenuta la migliore.
Venne donato all’Ambrosiana nel 1637 dal mar­chese Galeazzo Arconati, insieme ad altri manoscritti di Leonar­do, tra cui il celeberrimo Codice Atlantico.
Come dice il titolo, l’argomento centrale del trattato è lo stu­dio della sezione aurea, per la quale un segmento (a-b) può es­sere diviso in due parti diseguali (a-e e c-b) in modo tale che il segmento intero stia alla parte maggiore come questa sta alla par­te minore (a-b: a-c = a-c: c-b).

Sul sito ufficiale della Biblioteca Ambrosiana si trova il regolamento dettagliato, suddiviso in articoli, che illustra perfettamente la missione dell’istituzione e il suo funzionamento.

Tra le ultime novità è possibile consultare un catalogo di documenti che sono stati digitalizzati e risultano fruibili gratuitamente attraverso la visualizzazione online.

Ogni utente può accedere gratuitamente alla consultazione pubblica delle copie digitali seguendo due vie principali:

  1. attraverso la consultazione diretta della scheda catalografica del manoscritto di proprio interesse a partire dalla segnatura dello stesso: in questo modo l’utente, utilizzando il catalogo per cercare tramite la segnatura il manoscritto cui è interessato, potrà accedere alla visualizzazione pubblica e gratuita della copia digitale seguendo il link<Visualizza la copia digitale> appositamente inserito all’interno della pagina di dettaglio di ciascun record catalografico;
  2. attraverso la consultazione della presente pagina riepilogativa, sfogliando idealmente la collezione digitale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana tramite la lista dei manoscritti digitalizzati, peraltro riconoscibili grazie all’icona IIIF.

 

Per concludere lascio di seguito alcune informazioni utili per chi fosse interessato a visitare la Biblioteca Ambrosiana

VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA
Piazza Pio XI, 2
20123 MILANO
ITALIA

Tel. +39 0280692.1
Fax +39 0280692.215
email: info@ambrosiana.it

Sito: https://www.ambrosiana.it/

ORARI BIBLIOTECA
La sala lettura è aperta
da lunedì a venerdì
dalle 9.00 alle 17.00.

Distribuzione libri e manoscritti
dalle ore 9.00 alle ore 12.00
e dalle ore 14.00 alle ore 16.00

FONTI

https://www.ambrosiana.it/

https://mostre.museogalileo.it/deprospectivapingendi/indice.html

https://it.wikipedia.org/

https://artsandculture.google.com/exhibit/dieci-fatti-essenziali-sul-codice-atlantico-di-leonardo-da-vinci-biblioteca-ambrosiana/rwKy3jZHwWiyJA?hl=it

Facebook Comments

Precedente La congiura - Federica Introna Successivo L'enigma dell'ultimo Templare - Daniele Salerno