La camera d’ambra – Matilde Asensi

Trama
Sono sei, e sono i migliori esperti d’arte in circolazione. Si fanno chiamare il Gruppo degli Scacchi e di professione falsificano e rubano opere dì immenso valore per rivenderle al miglior offerente. Ci sono la Torre, l’Alfiere, la Donna e il Cavallo, e ognuno ha un ruolo diverso, proprio come le pedine del gioco; e poi c’è il Pedone, alias Ana Maria, ladra infallibile e proprietaria di un negozio d’antiquariato ad Avila. E tutti rispondono a un grande e misterioso capo, il Re, imperscrutabile fondatore del Gruppo. Questa volta, gli Scacchi hanno messo a segno un favoloso colpo in un castello sul lago di Costanza. Ma ben presto si accorgono che sotto il quadro rubato si nasconde un’altra tela: raffigura il profeta Geremia e reca inciso un messaggio in codice… Comincia così un’avventura che porterà i sei sulle tracce di uno dei più famosi tesori che la storia ricordi: la preziosissima Camera d’Ambra, gioiello architettonico costruito con la luminosa resina del Baltico, vista per l’ultima volta nel 1944 nel castello di Konigsberg. L’ottava meraviglia del mondo, come qualcuno l’ha definita. Gli Scacchi si lanciano alla sua ricerca, per scoprire, però, che non sono i soli a cercarla. In una travolgente girandola di inganni e false rivelazioni, sarà Ana Maria ad arrivare più vicina alla verità, trovando la chiave di quell’enigma splendido e, quasi per caso, anche quella del proprio cuore.

Recensione a cura di Roberto Orsi
Il Re, le Roi francese. La pedina più importante della scacchiera sta nelle retrovie, in difesa, non si espone ma con la sua “longa manus” muove le altre a suo piacimento, indirizzando le strategie del gruppo.
La Donna, italiana, lavora come una “novella Michelangelo”, creando falsi d’autore cosi ben fatti da sembrare autentici, riuscendo quindi a sostituire le opere d’arte rubate senza che nessuno se ne accorga.
Laufer, l’Alfiere tedesco è la mente informatica. Un Peter Pan incompreso che spesso si fa prendere dall’entusiasmo e la spontaneità di un ragazzino.
Il Cavallo portoghese è un appassionato di oggetti antichi, soprattutto di orologi e dirige l’oreficeria aperta dal nonno nel secondo dopo guerra.
Rook, la Torre inglese è la mente economica del gruppo, colui che gestisce le finanze dei membri.
Ana Maria, è il Pedone. È lei la ragazza spagnola protagonista del romanzo, tutte le vicende del romanzo sono raccontate da lei in prima persona. Ana fa il lavoro sporco, è quella che porta a casa il risultato rischiando la propria pellaccia. “Armiamoci, e partite” si usa dire in tono sarcastico quando qualcuno si sottrae al rischio di un’azione da lui stesso promossa. Questo è il compito di Ana, gli altri preparano la scacchiera, lei è quella che si muove per tutti gli altri.
Il Gruppo degli Scacchi, sei menti più intelligenti del comune. Sei truffatori, sei ladri d’arte, che vengono ingaggiati dai maggiori collezionisti e trafficanti del mondo.
Tutto questo non ricorda forse il famoso film Ocean’s Eleven? Durante la lettura mi sono trovato spesso a ripensare alle scene del film con protagonisti George Clooney e Brad Pitt, tra gli altri.
Una banda di veri professionisti del crimine. Le missioni sono trasmesse dal Roi ai membri del gruppo attraverso comunicazioni eseguite su canali sicuri e criptati. Non dimentichiamo che il libro è stato scritto nel 1999, agli albori della vera diffusione di internet e dei sistemi informatici come li conosciamo ora. Tutto quello che viene raccontato dall’autrice, all’epoca deve essere risultato molto innovativo e futuristico.
I membri del gruppo utilizzano il protocollo di messaggistica istantanea noto come IRC (Internet Relay Chat), con una tecnologia che permette loro di schermare le conversazioni e non lasciare traccia in caso di eventuali controlli da parte della autorità.

Ricordatevi che catturare il Gruppo degli Scacchi è il sogno di qualsiasi membro dell’Interpol. E non dimenticate: massima sicurezza vuol dire massimo vantaggio. Se uno di noi cade, cadiamo tutti.

Le Roi utilizza queste testuali parole ogni volta che chiude le comunicazioni in chat. Non vi ricorda qualcosa di più famoso come il motto dei Tre Moschettieri “Uno per tutti, tutti per uno”?
L’ultimo ingaggio consiste nel recuperare un quadro intitolato “Mugik” del famoso pittore russo Krylov, come richiesto dal committente, un collezionista d’arte russo che risponde al nome di Vladimir Melentev disposto a pagare qualunque cifra pur di averla. Affidarsi al Gruppo degli Scacchi è sinonimo di garanzia.
Cosa nasconde questa richiesta? Perché il collezionista è disposto a pagare qualunque cifra per avere quel quadro? Le ricerche catapultano i nostri in una storia che affonda le radici all’epoca del nazismo.
Ricordate un altro film, dal titolo “Monuments Men”, trasposizione del libro omonimo scritto da Robert M. Edsel? Ancora una volta George Clooney. Il traffico di opere d’arte durante il regima nazista ebbe un’importanza notevole e in questo caso ci troviamo di fronte a uno dei furti più controversi della storia.

La camera d’ambra fu rivestita con cinquantacinque metri quadrati di pannelli di ambra semitrasparente del Baltico, in toni che andavano dal giallo all’arancione, e bisognerebbe aggiungervi l’insieme dei mobili, dei mosaici e degli accessori scolpiti nello stesso materiale prezioso.

Che fine ha fatto la Camera d’ambra? Un gioiello architettonico che lascia senza parole. Una stanza completamente rivestita di ambra, misteriosamente sparita nel corso della Seconda guerra mondiale. Oggi è possibile visitarne una copia, ricostruita nel 2003, nel palazzo di Caterina a Carskoe Selo.

È curioso che ci siamo imbattuti in tre nazisti in questa storia. Fritz Sauckel, Helmut Hubner ed Erich Koch. Tutti strettamente collegati con il mondo dell’arte e con il quadro di Krylov

Germania e Unione Sovietica. Gli indizi portano in questa direzione, in un clima di guerra fredda che ancora si può respirare tra le pagine di questo libro. In un racconto dalla grande adrenalina, Matilde Asensi pesca a piene mani dalla recente letteratura americana di azione, che spesso gioca con misteri del passato inserendoli in un contesto avventuroso e di “action movie”.
Il ritmo non cala praticamente mai, dall’inizio alla fine, se non in qualche parte più romantica che vede coinvolti due membri del Gruppo. Nel complesso si tratta un libro gradevole, non troppo lungo quindi consigliabile a coloro che non amano le lunghe descrizioni o i passaggi più prolissi che rallentano il ritmo di lettura.

 

Copertina flessibile: 190 pagine
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (8 settembre 2010)
Collana: Narrativa
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8817044148
ISBN-13: 978-8817044141
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