L’intervista di TSD – Carla Marcone

Buongiorno a tutti, amanti della storia! Oggi nelle librerie e in tutti gli stores online esce il nuovo libro di Carla Marcone, “Teresa Filangieri – Una duchessa contro un mondo di uomini”.  E per questa occasione abbiamo pensato di chiedere un’intervista all’autrice, ma prima conosciamola meglio:

Carla Marcone è nata a Napoli in una calda notte di luglio, mentre nel mondo echeggiava la rivolta e le streghe tornavano bruciando il reggiseno in piazza.

Crescere in una famiglia di stampo patriarcale, dove, però, erano le donne a portare i pantaloni, ha sviluppato in lei un estremo senso di ribellione contro ogni sopruso, contro ogni ingiustizia.

I personaggi dei suoi romanzi, di cui racconta in uno stile fatto spesso di parole sussurrate che nascondono segreti, affrontano nella maggior parte dei casi il proprio destino spinti dalla molla del “adessovifacciovedereiodicosasonocapace”, talvolta uscendone vittoriosi, altre delusi e sconfitti.

Dopo il romanzo Fiori di carta (2006), Carla Marcone intinge la penna nella Storia ed entra nel romanzo storico.

 

Buongiorno Carla, grazie per aver accettato di rilasciarci questa intervista e grazie per il tempo che vorrai dedicarci.

Ci piacerebbe iniziare facendoti qualche domanda per conoscerti meglio:

Quando hai capito che avresti intrapreso la strada per diventare una scrittrice?

Forse ancora non l’ho capito. Ma, citando Alfieri: “Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli.

Qual è stato il primo libro che ricordi di aver letto e quale ha dato l’impronta più forte per il tuo stile di scrittura?

Era Natale. Un Natale di struffoli e roccocò, dolce di miele e di cannella, ma amaro di tristezza e di mancanza. Lui non che c’è più. Se l’è portato via l’incurabile male. E io che scarto il pacchetto luccicante di una festa senza entusiasmo. Sulla copertina rigida c’è scritto: Piccole Donne. Louisa May Alcott.

Avevo poco più di sette anni e quel libro mi iniziò alla carriera di lettrice e seppe lenire il dolore d’aver perso mio padre.

Ogni libro mi lascia sempre qualcosa, pure quelli che apprezzo poco. Ma, e vi sembrerà strano, l’impronta più forte me l’ha data il cinema. Amo la narrazione cinematografica. Il suo tempo e il suo spazio. Mi sorprendo a  immaginare le azioni dei miei personaggi come se fossi dietro una fantomatica cinepresa. E poi c’è la poesia dalla quale ho imparato a usare il ritmo. Catullo, Prevert, Neruda, Edna Millay, Sylvia Plath, per citarne alcuni.

Hai la possibilità di cenare con un personaggio storico (o con uno scrittore del tempo che fu): chi sarebbe e cosa vorresti chiedergli?

Risposta ovvia: Teresa Filangieri. Le chiederei se il mio inchiostro è stato capace di raccontarla. E poi di ogni momento della sua vita. Vorrei sapere tutto di lei. Me ne starei lì buona e zitta ad ascoltarla, e credetemi non è facile farmi tacere.

Partiamo dal principio: come inizi la stesura di un tuo libro?

Studio se c’è da studiare. E penso, e immagino, di giorno, di notte, mentre guido, porto il cane a passeggio, passo il Folletto o cucino. Annoto a penna le idee e la prima bozza ,consapevole che diventerà ciò che vorrà . Non so mai dove mi porterà la storia. Infine mi decido, mi immolo alla disciplina e di pomeriggio per circa tre ore scrivo.

E scrivo alcune volte è solo per dire, perché ci sono giorni in cui il tempo passa e non ho fatto altro che guardare il foglio immacolato, o peggio ho bighellonato su Facebook.

Oggi il mondo dell’editoria sembra saturo di pubblicazioni. Ogni anno vengono pubblicati un numero incredibile di titoli: qualcuno può pensare “ormai si è detto praticamente tutto”. Quanto conta essere assolutamente originali? Ma soprattutto quanto è difficile esserlo?

Forse l’originalità sta proprio nel non sforzarsi di esserlo. Scrivere è pure lasciarsi andare, afferrare dalle emozioni. Bisogna sì possedere gli strumenti ma allo stesso tempo dimenticarsene. La cosa più difficile per me non è raccontare la storia, ma trovarne una da raccontare.

Parlando del tuo libro in uscita proprio oggi, 26 Ottobre, “Teresa Filangieri – Una duchessa contro un mondo di uomini”…

Dopo aver scritto il tuo primo romanzo “Fiori di carta” romanzo con accenni all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, hai deciso di lanciarti nel Romanzo Storico tout court e lo hai ambientato nella tua Napoli. Parlaci di questa tua scelta.

Non l’ho scelta io. Sono state Chantal ed Eliana a scegliermi, a decidere d’affidare alla mia penna la storia di Teresa Filangieri. E io ho gioito come una bambina in una pasticceria.

Teresa Filangieri: un personaggio di cui si parla poco e di cui si è scritto poco. Perché proprio lei come protagonista del tuo libro?

Perché è stata una donna grande. Una di quelle che hanno contribuito al cambiamento. Rispettata e conosciutissima al suo tempo: perfino Pirandello ne parla in un capitolo de Il fu Mattia Pascal, e poi dimenticata. Perché è stata un esempio, un buon esempio, e un buon esempio non deve essere dimenticato.

Nella tua biografia dici di aver sviluppato fin dall’infanzia un senso di ribellione contro ogni sopruso ed ingiustizia. Il sottotitolo del tuo libro è molto forte “Una duchessa contro un mondo di uomini”: parliamo di quasi 200 anni fa, ma il tema è così attuale anche oggi. In un certo qual modo, la ricerca che hai fatto per scriverlo ti e’ stata d’aiuto per comprendere le radici di questo accanimento verso il sesso cosi’ detto “debole”? E attraverso la stesura del romanzo immaginiamo tu abbia voluto trasmettere un messaggio forte ai tuoi lettori in questo senso?

Non parlerei di accanimento ma di qualcosa di peggio: non considerare la donna capace e pensante. Siamo state, e purtroppo lo siamo ancora, ornamenti, oggetti, o … niente. Picchiate, usate, violentate, messe a tacere e denigrate. Ma abbiamo combattuto e combatteremo sempre per prenderci ciò che è nostro di diritto: la libertà e la dignità. E lo studio ha scavato e raschiato il fondo di una consapevolezza in me già ben radicata. Ero ancora  una bambina quando compresi d’essere considerata inferiore perché – Stai al tuo posto che sei soltanto una femmina …

Grazie ancora per essere stata con noi, e’ stato un vero piacere conoscerti meglio e in bocca al lupo per il tuo nuovo libro!

Di seguito trovate i link ai libri di Carla Marcone:

 Link d’acquisto : Teresa Filangeri

  Link d’acquisto : Fiori di Carta

 

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Un commento su “L’intervista di TSD – Carla Marcone

  1. Giancarla il said:

    Bellissima intervista, brava Carla! Ridiamo voce alle donne, nella storia hanno fatto molto di più di ciò che si pensi.

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